Reggio, archiviato il caso dei prof. Fera e Ferrara: erano accusati di aver favorito il “rampollo” del clan Pelle

1Stamattina presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria s’è tenuta una conferenza alla presenza del Direttore Prod. Neri e degli interessati Prof.ssa Ferrara e Prof. Fera e dall’Avv. Lucia De Benedetto, legale di fiducia che ha svolto la difesa. Il Rettore Prof. Catanoso, che avrebbe dovuto essere presente si è scusato per l’impossibilità a presenziare per sopravvenuti impegni professionali.

La vicenda di che trattasi ha riguadato un troncone dell’indagine cd REALE condotta dalla DDA di Reggio Calabria ed all’epoca affidata ai Dott.ri Prestipino Giarritta e Musarò (anno 2010).

Essa prendeva le mosse da intercettazioni eseguite su utenza intestata ad altro soggetto studente e corsista presso la Facoltà di Architettura ed aveva investito l’episodio di esame svolto da studentessa Pelle Eliana in aprile 2010: le intercettazioni avevano indotto la Procura competente a formulare imputazione di falso ideologico nei confronti dei predetti due docenti asserendo che gli stessi avrebbero svolto l’esame di “Laboratorio di Progettazione Urbanistica” assegnandole il voto di 18/30 da parte della docente Ferrara, mentre poi veniva registrato il voto di 25/30 per “intervento” del prof. Fera su richiesta di altro studente ritenuto ingiustificatamente  “vicino” a quest’ultimo.

L’archiviazione è stata disposta con decreto nel novembre 2014 da parte del GIP di RC Dott.ssa Catalano, su richiesta motivata dal PM Musarò laddove può leggersi che l’imputazione, a seguito delle attività svolte e della versione fornita dai docenti, non poteva essere utilmente sostenuta in giudizio  e pertanto richiedeva disporsi archiviazione del caso.

Purtroppo, stante problemi fisici dei docenti non è stato possibile indira la Conferenza Stampa prima di oggi. In dicembre 2015 alla presenza del Rettore Prof. Catanoso è stata data in Consiglio di Dipartimento la personale comunicazione dell’intervenuta archiviazione. La necessità che a detta circostanza fosse dato rilievo mediatico nasce dall’avvertita e sentita esigenza di dare chiarezza ai fatti nell’interesse primario dell’Istituzione Universitaria locale, dei docenti e delle loro famiglie nonché dell’attività difensiva svolta.

Oggi il Prof. Neri ha evidenziata l’opportunità di partecipare pubblicamente la notizia perché la circostanza riporta l’Istituzione rappresentata a quel clima di dovuta serenità ristabilita anche attraverso l’esito del procedimento di che trattasi. Quindi la prof.ssa Ferrara e il prof. Fera hanno ringraziato le attuali rappresentanze Universitarie proff.ri Catanoso, Zimbone e Neri per la vicinanza e il sostegno, nonché la sottoscritta per il lavoro svolto e il sostegno psicologico durante tutta l’attività essendo sia estranei alle imputazioni che avulsi dalle dinamiche della Giustizia, spesso non facilmente comprensibili unitamente al peso “mediatico” della vicenda; quindi le proprie famiglie per la forza e la dignità con cui hanno affrontato la vicenda e gli studenti che hanno sempre manifestato pieno appoggio agli stessi, anche attraverso le valutazioni svolte in tutto il periodo successivo in merito alla didattica ed in forma anonima.

L’Avv. Lucia De Benedetto ha illustrato tutto il percorso di difesa tecnica evidenziando che, come anche confermato dal PM nella propria richiesta di archiviazione, gli imputati hanno sempre sostenuto in modo coerente sin dal primo interrogatorio la propria versione dei fatti esplicando sia le modalità di esecuzione degli esami che le linee guida impartite dal Ministero competente (MIUR) e fatte proprie dal Consiglio di Facoltà, come anche trasmesse e tradotte da parte dell’allora Preside del Corso di Laurea Prof. Cardullo e come da Regolamento Didattico del Corso di studi. Si è altresì depositato il decreto rettorale con il quale fu nominato rappresentante degli studenti lo studente sottoposto ad intercettazioni telefoniche rappresentando quindi che i contatti intervenuti, in relazione alla qualifica rivestita dallo stesso, con uno dei due docenti rientravano nell’ordinaria attività e non erano certamente riconducibili a una “particolarità” usata allo stesso.
Tali spiegazioni sia dei fatti che dei criteri didattici seguiti che di tutta la didattica esercitata nel corso del Laboratorio, sono state sintetizzate in una prima memoria difensiva che è stata depositata nell’immediateza.
Successivamente ai sensi dell’art. 391bis cpp è stato sentito dal difensore il Prof. Cardullo che ha spiegato, su domande del difensore, come si svolgono e come devono essere svolti, ai fini della regolarità degli stessi, gli esami.
Dette dichiarazioni sono state depositate con una seconda memoria in cui si è data prova dell’esecuzione del Laboratorio, delle presenze della studentessa in aula durante le ore frontali di didattica, delle valutazioni intermedie, nonché del Manifesto agli studenti (ovvero del “contratto” che gli studenti con l’iscrizione siglano con la Facoltà sulla loro formazione che costituisce un impegno per la stessa). La pregnanza della documentazione e la sua valenza tecnico-giuridica hanno costituito la base della correttezza dell’agire dei docenti, che così hanno dimostrato tanto di attenersi alla didattica, ma anche e non solo ai formalismi della stessa ma ad un discorso sostanziale di didattica pura e di accompagnamento dello studente.

Probabilmente se da parte delle Istituzioni competenti ci fosse stata nella tempistica dovuta (anno 2010) una relazione che permettesse di comprendere il “funzionamento” dell’Università e dello svolgimento degli esami ciò avrebbe consentito di rendere già in fase d’indagine la chiarezza necessaria per non cadere in false rappresentazioni, anche se possibili, della realtà intercettata. Si è segnalato che a tal fine sarebbe opportuno adottare anche dei Protocolli che consentano nella logica argomentativa di tradurre sul piano giuridico concetti non giuridici favorendo il lavoro della Magistratura.

Infine l’avv. Lucia De Benedetto ha con cura evidenziato e sottolineato l’atteggiamento sempre collaborativo con l’Autorità Giudiziaria competente nella cui serietà e nel cui lavoro sia il difensore medesimo che gli imputati hanno sempre nutrito fiducia, confidando sempre nel fatto che la chiarezza, la compostezza, le argomentazioni esaustive e complete possono essere l’unico e preferibile modo di rendere la verità.