Presidenziali argentina: Mauricio Macri ha visitato nel 2014 i luoghi del suo heritage italiano

In prima persona, il Sindaco di Buenos Aires ha- visibilmente emozionato- raccontato il viaggio alle ricerca delle sue origini italiane. “Le mie radici mi rendono più forte”, ha detto

Mauricio Macri“Sabato scorso (intervista con la Stampa argentina del  13 Ott  2014 ) ho visitato Polistena (Reggio Calabria) , il paese dove sono nati i miei nonni. Polistena si trova nel sud d’Italia, quasi sulla punta dello stivale, ed è un paese di vie strette, dolci colline e poche migliaia di abitanti. Quando siamo arrivati ​​intorno a mezzogiorno, due macchine della polizia avevano sbarrato la strada principale e una piccola folla ci stava aspettando. L’amore che abbiamo ricevuto  con mia moglie Juliana  e mia cugina Jeorge è stato spettacolare. Mi ha sorpreso che due dei cognomi più diffusi a Polistena siano Macri (lo pronunciano Macri, con l’accento sulla i) e Calcaterra, il nome dei miei altri cugini. Quella mattina eravamo su una strada ed una persona del luogo mi ha indicato una casa ed ha detto: «Qui vive una Macrí”, “là vive un altro Macrí”. Il cognome dei Macri sembrava di esserci ovunque. Ma c’era un Macrì per me speciale : Renata, la cugina di mio padre, che abitava dall’altra parte della piazza centrale. Il primo posto che abbiamo visitato è stata la Pasticceria Riolo, un bar di oltre 100 anni gestito da Salvatore e suo figlio Luciano, che ci ha riservato un trattamento d’onore.   Nella pasticceria è accaduta una cosa divertente : ho camminato un poco  andando avanti dritto al vassoio di dolci, questi mi fanno impazzire, e Giuliana e gli altri  hanno riso di me per il modo in cui mi piace recarmi subito al banco della pasticceria dove ci sono i dolci e la torta. Io non bevo alcolici e quasi sempre sto in buona salute, però la mia perdizione sono i dolci.  

Di fronte al bar era la casa dove i miei nonniMauricio Macri 5 avevano vissuto prima di trasferirsi a Roma, dove sono nati mio padre e i miei zii. Sembrava incredibile essere lì. Dopo aver camminato per un poco, ci siamo recati presso la sede Municipale per una visita di cortesia al Sindaco (io sono anche Sindaco a Buenos Aires) ed al Consiglio comunale locale. Abbiamo avuto l’opportunità di parlare in castigliano con Vincenzo Calcaterra, un simpatico cugino che in passato ha soggiornato nelle Isole Canarie. Dopo le necessarie formalità siamo andati finalmente a raggiungere la casa di Renata, una bellissima casa piena di pergole di vite e gallerie. La prima cosa che abbiamo pensato con Jorge , quando abbiamo visto Renata , è stata: “Somiglia tale e quale alla  nostra zia Pia”. Siamo entrati e ci siamo seduti in salotto, dove Renata ci ha offerto il caffè e ha iniziato a mostrare le vecchie foto in bianco e nero.  ”Chi lo sa?” Ci chiedeva , indicando una foto. A volte non lo sapevamo, ma Renata sempre ci ha dato la risposta. Aveva anche un ritaglio di un vecchio giornale italiano dove si poteva leggere qualcosa del tipo “Boca presidente – vuole ora fare il presidente di Argentina” e aveva una foto di me, dal tempo della Boca, portavo ancora i baffi.- Molto affettuosamente anche Renata ci aveva disegnato e messo a portata di mano un albero genealogico della famiglia, che io ho completato  ed  ho portato con me in Argentina. E ‘stato un momento molto emozionante: vedere quelle facce e sentire queste storie mi ha permesso di collegare con una parte di me che pensavo di aver dimenticato.  Jorge ( George) , che è più loquace ha formulato delle domande alla cugina e Renata ha risposto alle domande e aveva sempre un aneddoto da aggiungere..-  Io ho preferito rimanere in silenzio, perché le mie vicissitudini mi han fatto sentire parte di qualcosa di più grande e mi han permesso di intravedere come vanno le cose a volte in tutto il mondo. Se le cose fossero andate solo un po’ diversamente, probabilmente con molta facilità sarei potuto esser nato e sempre vissuto a Polistena.  Accanto alla casa Renata vi era un monumento per i figli di Polistena caduti nella seconda guerra mondiale. Per storie di famiglia sapevamo che c’era almeno un parente tra di loro, ma vi è stata ugualmente l’emozione di una sorpresa di vedere, sulla lapide dei caduti in guerra , questi due nomi:

SOLDATO MACRI FRANCESCO 
SOLDATO MACRI   PAOLO

Più tardi, mentre si pranza con parte dMauricio Macri 4ella delegazione in un ristorante molto carino, mi sono rammaricato di non essere andato prima a Polistena, la cui storia e il cui popolo sono, anche se solo in parte, anche la mia storia e la mia gente. Sono solo molto contento di averlo fatto ora e di aver sperimentato l’enorme ospitalità dei Polistenesi, che hanno trattato, Jorge ( George) e me come figli prodighi.Penso che la conoscenza di questa parte delle mie radici mi farà più forte per affrontare le sfide dei prossimi anni, e ce ne saranno molte”.

Il reggino Mauricio Macri , la prossima Domenica 22 Novembre 2015  al ballottaggio presidenziale con l’altro Italo-Argentino Daniel Scioli, secondo prime previsioni scaturite da sondaggi della stampa argentina , si presenta  con buone probabilità di essere eletto Presidente della Repubblica Argentina.

Domenico Crea