Alluvione nel reggino, il Meetup Reggio Cinque Stelle: “le immagini che arrivano dalla Locride sono un grido di dolore”

Alluvione“Le lacrime di coccodrillo che grondano in queste ore dalle dichiarazioni dei politici calabresi di ogni schieramento non possono e non devono cancellare le responsabilità di chi per decenni ha permesso che il territorio della fascia jonica reggina venisse distrutto da condoni, interventi disordinati e fuori luogo e ingiustificabile lassismo”. Non fa sconti a nessuno il Meetup Reggio Cinque Stelle che sottolinea “le immagini che arrivano dalla Locride sono un grido di dolore per chi come noi ama la nostra terra, ma anche un atto d’accusa nei confronti delle amministrazioni che a tutti i livelli negli ultimi decenni hanno governato il territorio, dimostrandosi incapaci non solo di pretendere gli interventi necessari, ma anche di vigilare sulle poche infrastrutture di cui il territorio è stato dotato”. Da anni, ricordano i pentastellati, “denunciamo le invalidanti condizioni di mobilità della Locride condannata a rischiare la vita su una statale impossibile e insicura o ad abbandonarsi ai tempi biblici cui costringe una ferrovia preistorica, ma adesso la situazione si mostra in tutta la sua gravità”. Per i pentastellati “l’infrastrutturazione e il dissesto idrogeologico del territorio sono realtà che devono emanciparsi dai discorsi di campagna elettorale per diventare programma di interventi concreti. La Calabria non ha nessun bisogno degli annunci truffa cui il governo Renzi ci ha abituato e che il governo regionale non sa far altro che replicare”. Alla Locride, sottolineano, “a nulla servono gli annunci spot di Delrio che promette di ripristinare la ferrovia in dieci giorni, né gli interventi cosmetici che queste parole sottintendono. Al di là dell’emergenza, alla fascia jonica reggina serve un piano di ripristino e infrastrutturazione del territorio che passi da una seria valutazione di rischi e criticità, dal recupero e messa in sicurezza di fiumi, correnti e coste, dalla progettazione di una mobilità degna del terzo millennio”. Interventi di tal genere , aggiungono i pentastellati, “erano stati promessi da Oliverio in qualità di commissario delegato per la mitigazione del rischio idrogeologico in Calabria e allo scopo erano stati stanziati (o almeno così è stato ufficialmente dichiarato) 66 milioni di euro, ma per adesso l’unica cosa che sembra riuscito a collezionare il governatore sono castelli di carte che non riguardano i corsi d’acqua che hanno creato in queste ore le più gravi tragedie né i comuni maggiormente colpiti. Questo significa che la Regione è anche incapace di valutare le condizioni di maggiore rischio sul territorio e le priorità di intervento”. Da parte nostra, concludono i pentastellati “non possiamo fare altro che rimboccarci le maniche, ma non solo, come tanti dei nostri attivisti stanno facendo per spalare via fango e detriti, ma anche per costruire una Calabria diversa da quella che in questi anni ha messo la nostra regione in ginocchio”.