Messina, acqua pubblica: Accorinti accusato d’ipocrisia

Lo Presti e Sturniolo puntano l’indice contro il primo cittadino: sulla nuova Amam Accorinti avrebbe sprecato l’ennesima occasione

lo presti e sturnioloCon una nota congiunta i consiglieri comunali Nina Lo Presti e Luigi Sturniolo (ex CMdB) denunciano l’ipocrisia dell’Amministrazione Accorinti sul tema dell’acqua pubblica. La Giunta, secondo i due esponenti del consesso civico, avrebbe sprecato l’opportunità di redigere il nuovo Statuto Amam, eludendo nel testo approvato qualsiasi richiamo all’acqua quale bene comune, salvo poi fare appello alla necessità di ribadire tale principio una volta esitato l’atto.

Presentammo noi – scrivono i consiglieri – gli emendamenti per impedire che l’ente gestore potesse essere retto da un amministratore unico, perché l’acqua fosse considerato bene non economico, perché ad ogni messinese fossero comunque garantiti 50 litri al giorno, perché lo 0,4% del fatturato venisse destinato ad un fondo di solidarietà per i non abbienti. Di tutte quelle proposte solo la prima superò il vaglio dell’aula. Gli altri emendamenti vennero sacrificati sull’altare dell’ennesima emergenza“. Da qui la critica all’operato del governo cittadino anche in tema di Riequilibro, laddove il piano finanziario studiato da Guido Signorino dispone l’interruzione della fornitura nell’ambito del recupero crediti da parte dell’ente gestore.

La mancata trasformazione della vocazione societaria viene pertanto riproposta come problema all’ordine del giorno dai due eletti transitati nel Gruppo misto: il balletto del sindaco viene quindi definito emblematico, la logica conclusione di chi compie le rivoluzioni soltanto fuori dal perimetro cittadino.