‘Ndrangheta, Francesco Barone ha ucciso la madre mentre gli implorava “Pirdunatemi”

Matricidio all’interno della ‘Ndrangheta, Franca Bellocco uccisa da suo figlio Francesco Barone

20150415_95422_ndanr_copiaCi ha pensato per mesi, dopo ha scelto di parlare con gli investigatori il vigile urbano, vicino di casa di Franca Bellocco, la donna uccisa dal figlio ventiduenne Francesco Barone perchè sorpresa in compagnia dell’amante, Domenico Cacciola. La mattina del 18 agosto, secondo quanto riferito agli investigatori, l’uomo avrebbe visto arrivare tre uomini con il volto travisato da un passamontagna e armati, a bordo di un’utilitaria.

I tre sarebbero scesi ed entrati in casa, quindi il vicino avrebbe sentito distintamente le urla di Franca Bellocco, che implorava “Pirdunatemi”. Nel giro di pochi minuti, il testimone – un vigile urbano alle soglie della pensione – avrebbe visto la Fiat Panda della donna, guidata dal figlio Francesco, uscire in fretta dal garage e allontanarsi, seguita a ruota dall’utilitaria con a bordo i tre uomini armati. Uno dei tre – stando a quanto riferito dall’uomo – potrebbe essere Giuseppe Bellocco, oggi per questo finito sotto indagine. Particolari che per mesi l’uomo ha pensato se e come riferire agli investigatori, mentre la famiglia tentava di convincerlo a non esporsi.

Pressioni che sono continuate anche dopo un primo abboccamento con gli investigatori, tanto da spingerlo a ritrattare quanto in precedenza dichiarato. Temeva – ha riferito il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza – di essere abbandonato dallo Stato, di ritrovarsi dopo qualche mese, senza lavoro, senza soldi e in una citta’ sconosciuta, alla mercè del potente clan. Poi però il senso di giustizia, “nel senso piu’ alto del termine”, ci tiene a sottolineare Sferlazza , ha avuto la meglio. Nel marzo di quest’anno, dopo un colloquio con i massimi vertici della Procura, ha formalizzato le sue dichiarazioni. Insieme alla famiglia, nel giro di poco, e’ stato trasferito in una localita’ protetta.

La figura del testimone di giustizia in territori come questi e’ fondamentale – commenta il procuratore capo della dda Federico Cafiero de RahoQuesto è un uomo di una certa età, con due figli maggiorenni, che nonostante tutto ha accettato di stravolgere la propria vita. Un signore vero, che ha il senso dello Stato e della giustizia. Un esempio bellissimo che in tanti dovrebbero imitare“.