Lacquaniti (Pd): “la riforma costituzionale modernizza lo Stato Italiano per i cittadini”

parlamento_italiano“Alla fine di una serie di lunghe e difficili “maratone d’aula”, è stato approvata alla Camera in prima lettura la riforma del titolo V della Costituzione. Al di là della confusione di queste nottate, del tentativo del Movimento 5 Stelle di bloccare i lavori d’aula con metodi violenti, al di là degli episodi di aggressione fisica ai danni di qualche deputato del Partito Democratico, a cui ho dovuto assistere, resta la realtà di una riforma che prevede una razionalizzazione del percorso legislativo, una maggiore chiarezza nelle future maggioranze politiche, il superamento del bicameralismo perfetto istituto ormai obsoleto nell’intero Occidente. Vengono ridotti i parlamentari e saranno garantiti sia i diritti delle Opposizioni sia la capacità del Governo di intervenire in tempi certi, limitando al contempo la decretazione d’urgenza. La discussione delle proposte di legge di iniziativa popolare diventa obbligatoria. Si elimina finalmente la legislazione concorrente tra Stato e Regioni, chiarendo meglio le competenze e introducendo la cosiddetta “clausola di supremazia” dello Stato” è quanto afferma in una nota il deputato del Pd Luigi Lacquaniti, nativo di Palmi. “Non sono provvedimenti lontani dai problemi della gente. Al contrario si tratta di riforme fondamentali, per poter intervenire tempestivamente e in maniera chiara, eliminando procedimenti farraginosi e superando i contenziosi tra Stato e Regione, che troppo a lungo hanno bloccato il nostro Paese. All’interno della riforma della Costituzione c’è spazio anche per una mia proposta di legge costituzionale che avevo depositato e che è stata così formalmente recepita e approvata. Nella ridistribuzione delle competenze allo Stato vengono attribuite le disposizioni generali e comuni sul turismo. Il turismo è un tema strategico per il futuro del nostro Paese: tocca allo Stato giocare un ruolo fondamentale di coordinamento delle risorse e di indirizzo, se vogliamo competere sullo scenario internazionale. E’ un compito che non possono svolgere da sole le Regioni, considerata la grande sfida e la concorrenza che abbiamo davanti. Il percorso della legge, che ha già accumulato centinaia di audizioni e di ore di discussione, migliaia di interventi, è ancora lungo: oltre alla seconda lettura nelle due Camere, ci sarà un referendum popolare. L’ultima parola, giustamente, deve spettare ai cittadini che potranno esprimersi sulla bontà di questo provvedimento così importante. Alla fine sono certo che – prosegue- il Paese condividerà la mia soddisfazione per una riforma che modernizza il nostro Stato, rendendolo più efficiente ed efficace, salvaguardandone i valori e quei principi costituzionali di cui tanto andiamo fieri. Resta il rammarico profondo per le Opposizioni che hanno tentato tutti gli strumenti ostruzionistici, e poi in qualche caso anche metodi violenti, rifiutando di fatto di partecipare a questo percorso riformatore, pur nella differenza dei ruoli che esiste e deve esistere fra maggioranza e opposizione. Se l’intento era quello di far cadere l’Esecutivo, come pare evidente dalla foto che assemblava ieri forze politiche che nulla hanno in comune, salvo appunto la volontà ostinata di far cadere il Governo Renzi, se questo era l’intento, l’intento è fallito. E’ ridicolo oggi evocare l’Aventino: la nostra è una Democrazia compiuta e non c’è dietro l’angolo nessuna dittatura. Ma nel passaggio della riforma del Titolo V della Costituzione alla sua seconda lettura – conclude- nulla dovrà rimanere intentato per riaprire il dialogo con quelle Opposizioni che vorranno dare il proprio contributo”.