Terna, Zafarana (M5S) sul concorso “Monostelo di classe”: “Idea folle, degna di una propaganda da regime”

foto tomba terna“Provincia di Messina. Italia. Anno 2014. Il Min.Cul.Pop. è vivo, e lotta insieme (contro) a noi. Solo degli esperti di propaganda di regime, infatti, potevano partorire un’idea tanto folle, umiliante e sprezzante dei sentimenti e desideri dei territori interessati. La foto che vedete in allegato, probabilmente, sarebbe quanto disegnerebbe un bimbo di IV elementare, se gli avessero spiegato, realmente, di cosa si sta parlando. E che nessuno pensi di alzare il ditino per spiegarci che i danni alla salute dei campi elettromagnetici non sono provati, che fa meno male di un caffè al giorno, che addirittura sotto gli elettrodotti si diventa tutti belli, biondi e con gli occhi azzurri, perché non è di questo tipo di “morte” che si sta parlando. La progettazione e la messa in opera di questo elettrodotto sono la morte, in modo più generico, di un territorio, di un paesaggio violentato dai pali (che siano “di classe” oppure no, non importa), di una popolazione interpellata sul da farsi solo quando già si era di fronte al fatto compiuto, di una politica volta all’autosufficienza energetica, alla produzione e piccola distribuzione di energia tramite fonti rinnovabili, a favore della “grande opera” che tanto costa, ma tanto, evidentemente, deve far guadagnare”.

E’ quanto scrive Valentina Zafarana, deputata del Movimento Cinque Stelle, in merito al protocollo d’intesa firmato da Terna Rete Italia e dalla Provincia Regionale di Messina. Si tratta di un concorso di idee denominato “il Monostelo di classe” e rivolto agli alunni delle classi IV e V della scuola primaria e I e II della scuola secondaria di primo grado, creato per curare l’estetica dei monosteli che caratterizzano il tracciato dell’Elettrodotto Sorgente – Rizziconi che attraverserà la Calabria e la Sicilia. Dopo aver appreso di questo concorso, molti comitati di tutela che si battono per difendere la salute dei cittadini.

“E – dice ancora la deputata – in questo caso in particolare, rappresenta la morte di un Parlamento (rappresentante del popolo) e delle sue determinazioni. Risale infatti a quasi due anni fa, ormai, l’approvazione della mozione che impegnò il Governo regionale a fare tutto quanto in suo potere per interrare o spostare il tracciato. E’ tanto triste quanto ovvio sottolineare come nessuno dei 3 (TRE) assessori regionali che si sono finora succeduti abbia finora mosso un dito, realmente, per mantenere questo impegno.

Vergogna.

E cosa fa Terna, come nemmeno il miglior ministro per la propaganda sarebbe riuscito ad immaginare? Va dai bambini, gli stessi bambini di cui sta contribuendo a distruggere il futuro, e chiede loro di disegnare “il monostelo di classe”. Farli crescere con l’abitudine ad un palo di 70 metri che si staglia in mezzo al loro borgo ottocentesco. Così da non avere, fra 10-15 anni, ostacoli alla proposta di, chissà, una centrale, un impianto, una struttura qualsiasi al posto di un parco, di un campetto di calcio, di spazi di condivisione sociale, culturale. Farli abituare alla bruttezza, anziché alla bellezza. Peppino Impastato ne parlava circa 40 anni fa.

Ci chiediamo come colui che dovrebbe rappresentare i territori della provincia, il Commissario Romano, possa aver acconsentito ad un progetto del genere, che aggiunge al danno anche la beffa, l’umiliazione, la prova di forza fine a se stessa offerta da Terna, nonostante sia a conoscenza di quelli che sono i veri sentimenti dei territori interessati dal progetto.

Chiediamo dunque – conclude la Zafarana – al Commissario di ritirare immediatamente l’adesione a questo ridicolo progetto, ed alle scuole di accogliere come si deve Terna quando si presenterà con la faccia rispettabile del Dr. Jekyll pronto, quando necessario, a trasformarsi in Mr. Hyde, magari proponendo i risultati di un progetto alternativo, chiamato “Il mio paese di classe”, chiedendo ai bimbi di disegnare il loro paese come sarebbe nei loro desideri.

Siamo certi che di monosteli, non ci sarebbe nemmeno l’ombra”.