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Reggio, Arghillà (e non solo)… Un delirio d’illegalità incontrollata. L’ATERP rilancia: “al viale Europa è anche peggio”

Arghillà Reggio CalabriaDopo il servizio andato in onda mercoledì sera in TV durante la trasmissione “Le Iene” di Italia1 sulla “Terra di Nessuno” di Arghillà, oggi pomeriggio i vertici dell’ATERP hanno incontrato la stampa reggina per fare chiarezza su una situazione che sta facendo discutere l’intera città. Seduti al tavolo di fronte ai giornalisti c’erano il commissario straordinario, architetto Gianni Artuso, il dirigente del settore tecnico, architetto Giuseppe Redente, e il dirigente del servizio legale, avvocato Giuseppe De Leo, che hanno illustrato la reale situazione di Arghillà e più in generale dell’edilizia popolare mettendo in luce alcuni punti che erano sembrati “sfocati” dopo il servizio di Giulio Golia.

aterp 02Adesso sembra che improvvisamente nella città di Reggio Calabria, dopo i servizi delle TV nazionali, si sia scoperto che esiste un problema di alloggi popolari e di abitazioni occupate abusivamente – ha esordito Artusoe a me fa molto piacere che grazie alle Iene questa situazione sia così tanto attenzionata, perché forse adesso avremo modo di risolvere questi disagi“.

Arghillà – prosegue Artuso entrando nel merito della puntata TV – è stata costruita più di 20 anni fa, i problemi sono vecchi, atavici, e tutte le istituzioni negli ultimi anni si sono impegnate per risolverli. Quello che io voglio chiarire è innanzitutto che noi come ATERP abbiamo competenza esclusivamente in materia di costruzione e gestione degli alloggi: noi riscuotiamo i canoni (quei pochi che ci vengono pagati), facciamo manutenzione e là dov’è possibile alieniamo gli immobili stessi vendendoli ai naturali affittuari dove ci sono i requisiti previsti dalla legge. Non abbiamo assolutamente competenza in materia di assegnazione alloggi, cambio alloggi, che invece sono di competenza dei Sindaci dei vari Comuni. Noi abbiamo ogni giorno tante persone che vengono qui per l’assegnazione degli alloggi in quanto molti comuni della provincia, dove abbiamo 15.000 alloggi (di cui, complessivamente, circa 6.000 nella sola Reggio), gli dicono di venire qui, ma non è roba di nostra competenza. Le problematiche su questi 15.000 alloggi sono tantissime. Il 52% degli affittuari non pagano il canone di affitto che, mediamente, è all’incirca di 15-18 euro mensili (a Milano è di 120 euro, ad esempio). Nonostante il canone sia bassissimo, lo paga meno della metà degli affittuari e noi ci troviamo a lavorare in questa realtà“.

arghillà iene reggio calabriaDov’è possibile e dov’è giusto – continua Artusofacciamo manutenzione, lavoriamo tra mille difficoltà ma non è giusto che ci vengano attribuite colpe su cose che non sono neanche di nostra competenza. Le due problematiche più grosse di Reggio Calabria sono Arghillà e il viale Europa. Ad Arghillà l’Aterp è proprietaria di circa mille alloggi. Di questi, 481 sono regolari su cui noi dovremmo ipoteticamente riscuotere il canone, 189 risultano occupati abusivamente e sono stati denunciati, altri 349 sono occupati abusivamente ma non sono stati denunciati e probabilmente mentre vi parlo sono diventati 350, in continuazione c’è una situazione fuori controllo con nuclei familiari che oggi occupano un alloggio, stanno una settimana, domani si spostano da un’altra parte. Poi ci sono altri 50 alloggi che ad oggi risultano liberi (ma domani chissà…), e risultano liberi perché sono da completare, ci sono stati danni dopo la devastazione che hanno subito, e alcuni li abbiamo murati per evitare che ci entrasse qualcuno. Non riusciamo neanche a individuare, e quindi a denunciare, i titolari di questi abusi che oltre ad occupare gli alloggi, li distruggono“.

reggio iene arghillàNoi – ha detto ancora Artusoabbiamo presentato 405 querele all’autorità giudiziaria, sulla base dei dati certi che noi abbiamo. Dati vanificati dal fatto che la querela viene fatta contro un signore che occupa l’alloggio x di Arghillà, ma poi dopo qualche giorno s’è già trasferito in un altro alloggio. Io non posso che prendere atto del fatto che ci siano situazioni di illegalità così diffusa, lo sappiamo bene tutti da tempo, ma non possiamo sostituirci alle forze dell’ordine. Noi siamo le prime vittime di questa situazione, non certo gli artefici. Alcuni alloggi di Arghillà – pensate – sono stati occupati mentre c’era ancora l’impresa che stava completando i lavori: con gli operai nel cantiere, sono entrati nel cantiere e hanno occupato abusivamente le abitazioni. Abbiamo subito chiesto l’intervento dei Carabinieri, ma è quasi impossibile intervenire perché si tratta di centinaia di persone tra cui molti nomadi. Centinaia di appartenenti della comunità ROM sono venuti ad Arghillà da Vibo Valentia e Gioia Tauro, e hanno occupato centinaia di alloggi popolari abbandonando i loro vecchi campi rom dove si trovavano prima in quelle località“.

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Il problema è molto diffuso, e non certo esclusivamente reggino come invece è apparso dopo la puntata delle Iene in TV, e come emerge da servizi che si possono osservare quotidianamente da ogni città d’Italia. Artuso ha spiegato come “l’edilizia pubblica in difficoltà è un problema nazionale, e alla base del problema c’è il fatto che non si costruisce più. Molti alloggi che abbiamo sono vecchissimi di un secolo, costruiti subito dopo il terremoto. Immaginate in che condizioni si trovano. Richiedono una manutenzione continuata, che è impossibile da realizzare nel modo opportuno. Bisognerebbe costruire alloggi nuovi e più moderni, ma questo lo ripeto è un problema nazionale, non certo solo di Reggio. Noi concentriamo i nostri interventi di manutenzione lì dove sono più urgenti. Finalmente il governo Renzi ha stanziato dei fondi per l’edilizia sociale, proprio perchè da troppi anni non si costruisce più“.

Arghillà Reggio CalabriaIl commissario straordinario dell’ATERP ha poi focalizzato il punto su un’altra questione molto grave in città, quella del Viale Europa, neanche sfiorato dal servizio delle Iene: “lì il problema è ancora più grave. Il lotto di case popolari costruito nel 1990 è stato dichiarato staticamente non idoneo nel 2004. E’ in una situazione di gravissimo pericolo, significa che è pericolante, rischia di crollare se dovesse arrivare una scossa di terremoto. Da subito dopo il 2004, anche i miei predecessori, si sono prodigati per far sì che gli abitanti venissero dislocati in altre abitazioni. I legittimi assegnatari risultavano essere 56, di questi 28 vennero trasferiti in altri alloggi liberi. Gli altri 28, invece, sono ancora lì dopo 10 anni: a loro il Comune negli scorsi anni aveva trovato una soluzione, cioè quella di spostarsi ad Arghillà. Nessuno di loro ha accettato di andare ad Arghillà, per ovvi motivi. Nessuno vuole andare ad abitare lì. Ma oggi in quel lotto del viale Europa ci sono 41 alloggi occupati, in quanto poi sono arrivati altri che abusivamente hanno occupato alcuni di quegli alloggi che erano stati liberati dopo il 2004. Il Comitato dell’Ordine Pubblico quotidianamente pensa a trovare una soluzione per queste 41 famiglie ad altissimo rischio perché vivono in case precarie che potrebbero crollare da un momento all’altro. Gli ufficiali giudiziari si sono recati sul posto 25 volte per effettuare lo sgombero, ma non ci sono mai riusciti. Ci sono minori, anziani, non si possono mettere queste persone in strada. L’alternativa dovrebbe essere quella di metterli da un’altra parte, ma gli unici alloggi disponibili in capo all’Aterp sono quelli di Arghillà, e lì loro non ci vogliono andare“.

'Ndrangheta/'Ndrangheta, "New Bridge" sequestrati beni per 2 milioni euroIo guido l’Aterp dal 2011. In 3 anni abbiamo fatto 12 riunioni con il Comitato dell’Ordine Pubblico per trovare una soluzione, ma come potete ben immaginare non è una cosa semplice” ha aggiunto Artuso. “Con i Commissari Straordinari che guidano il Comune abbiamo valutato l’ipotesi di concedergli dei beni confiscati alla mafia, ma anche qui non ci sono mai state le condizioni per poterlo fare, per motivi strutturali e legislativi. Lì al viale Europa bisognerebbe demolire tutte quelle abitazioni pericolanti, e costruirne nuove fatte bene: c’è un progetto esecutivo le cui prime opere di demolizione sono state addirittura già appaltate all’impresa, ma finché le abitazioni non vengono sgomberate ovviamente non possiamo demolire. E’ un paradosso grave, perché c’è un progetto pronto, con i soldi già stanziati (7 milioni e 200 mila euro), già appaltato, ma bloccato da tempo. Il progetto, infatti, è stato approvato nel 2012: due anni fa. Se domani gli alloggi fossero resi liberi, noi immediatamente inizieremmo con i lavori di demolizione e subito dopo potrebbero iniziare i lavori di realizzazione dei nuovi alloggi. Il problema è che nel frattempo dove vanno queste famiglie? Avevo individuato un’altra area limitrofa per realizzare il nuovo progetto, al posto di quei famosi scheletri rimasti lì come simbolo di tante cose brutte. Ma abbiamo scoperto che si tratta di terreno del demanio militare. Il Comune ha avviato tutte le procedure per entrare in possesso di tutti i terreni del demanio militare, ma ancora non si è riusciti a portare al Comune quest’area che gli spetta grazie alla nuova legge sul federalismo comunale. Sarebbe l’ipotesi più valida e funzionale. Anzi se riuscissimo ad individuare un’altra area, lo faremmo immediatamente. Però non c’è un’area adeguata, almeno al momento. Ci vogliono almeno 2 anni e mezzo per realizzare il progetto di costruzione di questi nuovi 57 alloggi: bisogna assolutamente trovare una soluzione alternativa molto prima, perchè lì è una bomba ad orologeria“.

ImmagineSe domani si verifica una scossa sismica o un incidente, la prima persona giuridicamente chiamata in causa sarò io con tutte le conseguenze. Non è certo comoda questa situazione. Io non dormo la notte per queste cose“, aggiunge Artuso evidenziando ulteriormente, coadiuvato da Redente e De Leo, ulteriori problematiche legate alla questione: “quando parliamo dell’illegalità, c’è anche il mercato degli alloggi: ad Arghillà c’è persino chi li occupa e li sub-affitta. Una prassi quotidiana. Noi su queste cose possiamo soltanto denunciare e segnalare. Non possiamo intervenire per legge. E oggi ci sono occupanti che addirittura se la prendono con noi perchè non li regolarizziamo. Ma come facciamo a regolarizzare persone in edifici dichiarati pericolanti? Questa è follia! Ogni giorno i nostri tecnici e geometri che vanno per gli interventi di manutenzione, ricevono minacce e devono andare accompagnati dai Carabinieri per non essere ammazzati di botte. Abbiamo speso un più di un milione di euro, per anni abbiamo mantenuto un servizio di controllo degli alloggi con la Sicurcenter. Ancora stiamo pagando quel conto salatissimo. L’addetto della Sicurcenter era uno, lo cacciavano con violenza, arrivavano in 100 … alcuni hanno fatto denunce e ci sono processi ancora in corso, quando arrivavano i Carabinieri gli alloggi erano già occupati e devastati“.

Noi passiamo per essere i cattivi – ha detto ancora Artusoma quello che facciamo lo facciamo per tutelarci. L’occupazione abusiva è un reato, e le nostre responsabilità sono assolute e totali. Se succede qualcosa siamo noi a rispondere. Purtroppo c’è troppa illegalità diffusa. L’avvocato della signora Maria mi ha detto poco fa, che alle Iene avevano dichiarato che l’unico ente che era intervenuto prontamente in tutta questa vicenda era stato l’Aterp. Ovviamente però questa cosa in Tv non è stata detta“, conclude con amarezza il commissario straordinario dell’ATERP.