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‘Ndrangheta: un rosario e immagini sacre nel covo di Origlia, arrestato a Guardavalle (Cz)

carabinieri: una pattuglia dell'armaGeneri di prima necessita’ ma anche un rosario e decine di immagini sacre sono stati trovati nel covo in cui si nascondeva Domenico Origlia, il latitante di ‘ndrangheta arrestato dai carabinieri a Guardavalle. Origlia aveva realizzato un nascondiglio all’interno di un armadio a muro. Per entrare nel covo bisognava azionare una mensola dell’armadio attraverso la quale si apriva una porta. I carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro, dello squadrone Cacciatori di Calabria e della Compagnia di Soverato da mesi controllavano i familiari di Origlia. Dagli accertamenti era emerso che l’abitazione del latitante aveva un sofisticato sistema di videosorveglianza. I familiari, poi, continuavano a ritirare i farmaci utilizzati dal latitante. L’abitazione, inoltre, non veniva mai lasciata da sola e dentro la struttura c’era sempre uno dei familiari del latitante. Tutti questi particolari hanno insospettito gli investigatori, che stamane hanno deciso di fare irruzione nello stabile dove hanno scoperto il covo ed arrestato il latitante. I vicini di casa, dopo l’arresto, hanno anche insultato i carabinieri che stavano portando via Origlia. Dagli accertamenti e’ emerso che l’uomo, dal luglio dello scorso anno, non era piu’ uscito dall’abitazione dove ha trascorso la latitanza. I particolari dell’operazione sono stati resi noti, nel corso di una conferenza stampa, dal comandante del Reparto operativo di Catanzaro, maggiore Carlo Caci, e dal comandante della Compagnia di Soverato, capitano Saverio Sica.