Reggio, Paolo Ferrara sulla Tares: “i commissari peggio di Equitalia, pronti a scendere in piazza”

palazzo-san-giorgioQDi seguito la nota diffusa da Paolo Ferrara, Presidente di “Liberi di Ricominciare”:
La Commissione Straordinaria alla guida di Palazzo San Giorgio ha prorogato al prossimo 31 dicembre la scadenza per il pagamento della maggiorazione TARES precedentemente prevista per la data odierna.

Un provvedimento o meglio una “cura palliativa” che appare quantomeno opportuna solo perché, ancora oggi, moltissimi cittadini non hanno ricevuto i modelli di pagamento.

Silenzio tombale invece per le procedure di calcolo che hanno portato la fantomatica Città Metropolitana priva di qualsivoglia servizio, a pretendere dai propri cittadini il pagamento dei tributi con un incremento pari al 121,1% rispetto all’anno precedente.

taresSecondo i dati forniti da Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL, Reggio Calabria passa dai 240,12 euro del 2012 alla stangata degli attuali 531. Cifra che ha conquistato il primato come valore medio per nucleo familiare più alto d’Italia.

In una recente dichiarazione i commissari sulla TARES hanno affermato “ricordiamo che si tratta di un tributo dello Stato e i Comuni hanno l’esclusivo obbligo di trasmettere ai cittadini i relativi modelli di pagamento”.

Nulla di più falso. I comuni hanno l’obbligo di effettuare le corrette “procedure di calcolo” ai sensi dell’articolo 14 del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, per poi comunicare mediante uno schema analitico dettagliato l’importo effettivo del tributo dovuto.

Paolo Ferrara:

“Nell’avviso di “saldo TARES anno 2013” recapitato ai contribuenti reggini vengono citate le deliberazioni 223 e 224 del 26.11.2013 con le quali la Commissione straordinaria ha approvato le tariffe relative alla TARES e il relativo regolamento per l’istituzione e l’applicazione del tributo.

Dopo un’accurata ricerca sul sito del comune di Reggio Calabria è stato possibile visionare tali delibere  provviste di tabelle di calcolo illeggibili, incomplete e ricche di grossolani errori, tra i quali anche l’errata procedura di copia/incolla da un foglio di calcolo Excel che rendono così le tabelle incomplete e inutilizzabili.

Tali errori non consentono neppure ad un professionista specializzato di effettuare le corrette procedure di calcolo per la determinazione del valore del tributo dovuto.

In particolare nelle tabelle della deliberazione n. 224 “Approvazione Piano Economico Finanziario anno 2013 – TARES” gli errori grossolani impediscono la lettura delle variazioni in percentuale che consentirebbero le riduzioni del pagamento dei tributi, così come previsto nei 47 comma dell’articolo 14 del Decreto Legge n.201 del 6 dicembre 2011.

L’inesistenza di questi valori annulla totalmente qualsivoglia forma di riduzione a danno dei poveri contribuenti che si vedono recapitare tributi con l’aliquota massima”.

Eppure in calce della deliberazione n. 224 del 26.11.2013 viene riporta la dicitura “letto, approvato e sottoscritto” dalla Commissione straordinaria, dal Segretario Generale, con anche “parere favorevole” espresso dai responsabili di settore in merito alla regolarità tecnica e contabile ai sensi dell’art. 49 del T.U. 18.08.2000 n.267”.

Ferrara prosegue: L’avviso di “saldo TARES anno 2013” recapitato a mezzo di posta ordinaria a pochi contribuenti reggini, inoltre non è conforme alla Legge n. 212 del 27 luglio 2000 “Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente” in quanto viola in modo grave l’articolo 2 “chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie”, l’articolo 5 “informazione del contribuente”, l’articolo 6 “conoscenza degli atti e semplificazione”, l’articolo 7 “chiarezza e motivazione degli atti”.

È da sottolineare anche l’incapacità gestionale di un’amministrazione oramai allo sbando, che pretende dal contribuente, come indicato nell’avviso recapitato, di ottenere il pagamento mediante un’unica soluzione senza in alcun modo prevedere la facoltà di rateizzazione degli oneri dovuti, violando ancora una volta principi giuridici di base oramai consolidati.

Tali difformità non consentono al contribuente di conoscere in modo chiaro, corretto e dettagliato la rendicontazione dei tributi dovuti, rendendo incomprensibile qualsivoglia forma di apprendimento. A peggiorare la situazione è l’incapacità di calcolo degli importi dovuti.

Tali limitazioni rendono illegittimo l’avviso recapitato ai contribuenti.

Si chiede, pertanto, l’immediato annullamento della comunicazione e la programmazione di un Piano Tecnico necessario alla rimodulazione delle tariffe che consentano le possibili riduzioni del pagamento dei tributi, così come previsto nei 47 comma dell’articolo 14 del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011.

In caso contrario con il Movimento Liberi di Ricominciare siamo pronti a scendere in piazza a difendere i nostri diritti e a far capire a chi oggi non è capace di ascoltare che a pagare non può essere sempre il cittadino.