Melicucco (Rc), convegno “La rete dell’accoglienza nella Piana di Gioia Tauro”

images Il Raggruppamento Temporaneo di Imprese denominato Dedalo-Coim Idea Ha realizzato un Corso di formazione per Mediatore per la Comunicazione Interculturale e la Gestione dei Conflitti.
L’iniziativa si inserisce nel ciclo della attività realizzate dall’ RTI Dedalo-Coim Idea con la collaborazione con i comuni della piana di Gioia Tauro ed è finalizzata a promuovere, una rete territoriale (RTS ) a sostegno delle iniziative nel campo dell’immigrazione, al fine di favorire l’inserimento sociale e lavorativo delle persone.
La “RETE” (costituita dai Comuni, dalle istituzioni scolastiche della Piana e dagli enti/associazioni operanti nel campo dei servizi sociali e sanitari, della tutela ambientale, delle attività produttive e commerciali, della formazione, della protezione civile), ha come finalità l’organizzazione di una risposta alle problematiche connesse all’accoglienza ed integrazione di cittadini provenienti da Paesi terzi, a disagi sociali (problemi alloggiativi, disoccupazione, emergenze sociali e sanitarie), di accompagnamento all’avvio di attività imprenditoriali per il loro inserimento nel mercato del lavoro, di istruzione e formazione professionale, di realizzazione di percorsi di stage aziendale per il potenziamento delle competenze.

Un ruolo fondamentale il mediatore interculturale.
La “RETE” anche con il ricorso a figure professionali quali i “Mediatori per la Comunicazione Interculturale e la Gestione dei Conflitti”, figure qualificate con competenze complesse e sufficienti conoscenze dei contesti di riferimento, intende avviare un originale contributo all’incremento di misure dirette all’integrazione dei migranti (da intendersi, appunto, come inclusione, interazione e scambio e non come coabitazione tra comunità separate); la “RETE”, con la collaborazione dei mediatori, intende essere uno strumento di facilitazione, per decodificare valori, modi di pensare e di interpretare il mondo, comportamenti e stili di vita, pratiche religiose utilizzando le proprie conoscenze linguistiche e culturali e la propria capacità relazionale ed empatica per meglio interpretare ed esprimere le caratteristiche e i bisogni degli stranieri, uno strumento di “governance” a supporto del territorio .