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Perché partire? Meglio la contemplazione! L’editoriale di Cosimo Sframeli

Lear 41A pensarci bene, tutti i mali del mondo dipendono dal fatto che nessuno vuole stare a casa sua.

Quest’estate noi accetteremo il suggerimento di restare immobili a casa, in mutande, possibilmente con l’aria condizionata, senza dare fastidio a nessuno. Si, a leggere quanti più libri sia possibile. Magari a rivedere dei vecchi film che non impegnano più di tanto, ma in cui ogni dialogo potrà essere fonte di riflessione. Staremo attenti ad evitare come la peste qualsiasi programma televisivo che non sia il telegiornale. Interromperemo così la costrizione ad agire e ci concederemo pause di meditazione e contemplazione per svuotare la mente e lasciare fluire liberamente le idee.

   Si, la contemplazione che, a differenza del fare, osserva e contiene, in una visione armonica, tutti gli eventi simultaneamente, non distinti nel tempo. Sarà, quindi, un immedesimarsi nell’essenza divina, un uscire dal temporale e dal relativo per entrare, anche per un attimo, nell’eterno e nell’assoluto. Senza dover scegliere tra pensiero e azione, tra piacere e dolore; e senza nemmeno distinguere il godimento dalla virtù, la gioia dalla sofferenza, il bene dal male, dovremo osservare o contemplare il tutto armonicamente composto, in un eterno presente, così come si trova nella mente di Dio. Proprio per questo, nella contemplazione sta la saggezza, la felicità, la serenità, la libertà.

Scanseremo così il grande stress estivo e tutte quelle prove emotivamente difficili e continuamente avvincenti che innescherebbero meccanismi diabolici. Con gran sollievo, eviteremo i tradimenti coniugali, per le estenuanti e noiosissime avventure estive. Rifletteremo, sorseggiando una birra, sui coraggiosi vacanzieri che affronteranno all’arrembaggio selvaggio quei chilometri di autostrada per poi ritrovarsi su spiagge affollate di fronte ad un mare inquinato. E da spettatori, assisteremo ad attacchi di claustrofobia e di odio feroce verso i loro più cari amici, a stati angosciosi di malumore, irritabilità, depressione, ansia. Per gli stressati cronici, poi, incapaci di rilassarsi ovunque, le vacanze porteranno a galla problemi, come il confronto con la parte più irrazionale di sé, la sfera delle emozioni.

Socrate, a chi gli consigliava di andare a Capo Sunio per ammirare il tramonto rispondeva: “A me del tramonto di Capo Sunio non importa nulla. L’unico viaggio che mi stimola è quello all’interno dell’animo degli altri uomini e dal momento che qui ad Atene di uomini ce ne sono abbastanza non vedo perché debbo andare fino a Capo Sunio”.

D’altronde, coloro che partiranno avranno senz’altro la buona intenzione di lasciare alle spalle i problemi personali, le difficoltà economiche, le tragedie familiari, le disillusioni amorose, le tensioni con i colleghi, le piccole violenze dell’autorità. Ci viene in mente il carnevale di un tempo che metteva fra parentesi le regole del gioco della vita sociale.  Al rientro saranno più delusi e stanchi di prima, al limite del crollo, ma come da copione, con le prime piogge d’autunno, ancora una volta cominceranno ad organizzare e sperare nella prossima estate.

                                                                                                     Cosimo Sframeli