Reggio, Castorina (GD): “ripensiamo una legge sullo scioglimento dei Comuni per mafia”

ant_castorinaInterventoLa lotta alla criminalità organizzata è una lotta per la democrazia,per la verità, per una giustizia sociale la cui sfida, se vinta, porta crescita,sviluppo, economia e lavoro. L’impegno è quello di debellare tutti i germogli marci e lottare per la nostra Costituzione,per noi stessi; noi giovani abbiamo il dovere di non ammainare mai la bandiera della trasparenza e della partecipazione e cogliere l’ enorme eredità che ci hanno lasciato gente come Falcone e Borsellino.

Vivo in una regione che è la Calabria,grandi potenzialità inespresse,grandi risorse umane spesso però fermate da una zona grigia che sa tanto di para- stato,una drammatica situazione dove la ‘ndrangheta a tratti sembra più credibile di una politica che sperpera e ruba,un mondo distante da una popolazione che invece vuole essere ascoltata e rispettata. Una criminalità organizzata dilagante che nonostante le varie operazioni anti crimine messe in atto ha aumentato il suo potere man mano che il tessuto democratico si è indebolito,man mano che il legislatore è stato assente o non totalmente adempiente a quelle che sono le reali istanze del territorio,della gente.

Oggi tanti,forse troppi comuni della nostra regione e della mia provincia,Reggio Calabria in particolar modo, sono stati colpiti da provvedimenti di scioglimento per mafia che hanno quindi commissariato la democrazia aprendo un evidente riflessione pubblica sulle ragioni per cui un comune può o deve essere sciolto e sulla way out per ricostruire in queste realtà una fase nuova,quella che il compianto sindaco della Calabria Italo Falcomatà chiamerebbe “primavera”. Quello che è importante capire è se questi interventi a volte necessari a volte meno,sicuramente molto invasivi, portino poi un beneficio al comune sciolto,alla cittadinanza o se invece fanno sprofondare l’intera popolazione colpita nel baratro dello sconforto.

E’ chiaro che va esaminato caso per caso,situazione per situazione ma non è comunque ammissibile però ,speculare sulla pelle dei cittadini,della nostra amata regione senza leggere gli eventi,i fatti,i dati in un quadro di insieme logistico e temporale; l’articolo apparso su Repubblica nei giorni scorsi,dal titolo Roccaforte,feudo di ‘ndrangheta,il paese dove è proibito votare è un colpo basso per la nostra provincia,per la nostra terra e i fatti dimostreranno che una nuova luce proprio nel cuore dell’area Grecanica ,a Roccaforte ,risplenderà,una energia fatta di democrazia e di impegno genuino libero e soprattutto pulito. Credo fermamente che per dare nuovo slancio al nostro paese rispetto alla lotta alle mafie vada necessariamente riformato il sistema della giustizia penale,il sistema carcerario e parimenti quello scolastico per formare cittadini con spirito critico che guardino con diffidenza tutto ciò che non sta nelle regole. Un programma serio di contrasto alla criminalità organizzata deve ripensare la legge sullo scioglimento dei comuni per mafia per capire i casi di intervento e di rilancio.

Se nella provincia di Reggio Calabria oltre il 50% del territorio è gestito dal Ministero dell’Interno è evidente che anche nei casi in cui la mafia è presente e influenza la “res pubblica” una soluzione di rilancio e riscatto forse anche diversa dal semplice scioglimento va pensata. Per adottare un provvedimento così drastico credo che i collegamenti diretti tra la politica e la gestione devono necessariamente passare da sentenze di primo grado che traccino una filiera evidente tra le scelte politiche adottate e l’interesse dell’organizzazione criminale nell’avere una sorta di signoria politica sulla comunità,parimenti va pensato un percorso di “riabilitazione” del comune sciolto per farlo tornare ad una democrazia compiuta e ad una vitalità che non deve essere assopita.
Le azioni dello Stato volte a vincere questa battaglia di legalità vanno distinte in dirette ed indirette ed è il caso, che proprio nella forma di intervento indiretto si pensi ad una forma di collaborazione che incentivi la parte sana della società che denuncia, ma anche quella che lavora rispettando le regole e che contribuisce a mettere in moto la nostra economia.

Non credo molto in chi professa l’antimafia a pagamento, auspico tuttavia che il legislatore si interessi del tema in questione e che ripensi alla Calabria e a Reggio Calabria in particolar modo dentro un progetto di rilancio e di riscatto che non può passare sempre e comunque da un commissariamento della democrazia;sono convinto che in Calabria ci sono tante energie sane che vogliono vincere questa sfida,una sfida contro la criminalità ma anche contro chi colpisce la nostra immagine,il nostro impegno come è stato fatto nel caso di Roccaforte del Greco.

Questa riflessione apre una riflessione sulla nostra resistenza per la nostra terra perché siamo tutti cittadini di Roccaforte e non possiamo pensare un paese che va a più velocità.