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Messina, Mòllica, Movimento per l’Indipendenza della Sicilia: “L’Eurobunker potrebbe dare ristoro alle casse regionali e comunali”

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Riceviamo e pubblichiamo:

Mimmo Mòllica, portavoce del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia torna sulla questione dell’Eurobunker di Messina: “Abbiamo smosso le acque acquitrinose della stagnazione facendo comprendere la sostanziale differenza che c’è tra l’alto potere inquinante di una raffineria, o di un impianto di trasformazione e/o smaltimento del petrolio, ed uno o più serbatoi per lo stoccaggio del gasolio destinato alla vendita, che non subisce alcun processo di trasformazione o smaltimento nell’atmosfera, in loco”.

“E’ giudizioso, pure da parte del ‘mondo’ ambientalista convenire sull’opportunità di utilizzare quanto esistente, piuttosto che assistere inermi alla sua estinzione per vetustà, nell’immobilismo di chi ha grufolato per decenni in liquami progettuali inutili e inconcludenti, alle spalle dei cittadini. Compreso ciò – afferma Mòllica – si comprende bene che la Sicilia potrebbe abbattere notevolmente i costi del carburante e procurare un sostanzioso vantaggio economico alla Regione Siciliana, attraverso il pagamento delle accise relative al consumo di gasolio per autotrazione, da parte dell’Eurobunker di Messina, che potrebbero ammontare a circa 133.200.000 euro”.

In atto la Regione Siciliana, rinunciando a tali somme, nell’immobilismo che impedisce all’Eurobunker di operare, subisce una perdita secca di circa 133.200.000 euro l’anno (per l’appunto).

“La Regione – sottolinea Mòllica – deve dire grazie perciò a quelle componenti politiche e sociali, come il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia, che stanno fornendo all’opinione pubblica la giusta visone della questione, da varie parti manipolata per mestiere o per finalità ‘mercantili’, ma pure per l’imposizione di linee editoriali non necessariamente disinteressate. E’ comprensibile che l’opinione pubblica possa lasciarsi suggestionare, pur rendendosi conto che sui piatti della bilancia ci sono, da una parte l’interesse collettivo e dall’altra gli interessi di cordata e delle lobbies”.

“La Zona Falcata di Messina è effettivamente un angolo di paradiso, – prosegue Mòllica – in quella splendida città dalle molte bellezze umiliate, dove si vorrebbe tenere sulla gente quell’egemonia politica e culturale che ha consentito (e consente ancora, purtroppo) di fare prosperare le classi privilegiate, anche attraverso la suggestione del potere. Il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, saprà comprendere molto bene tutto ciò”.

“Nessuna confusione va fatta tra l’ex Degassifica Smeb dove nel marzo 2012 vennero annunciate le ruspe per la demolizione degli impianti dismessi e abbandonati e la complessiva bonifica delle aree ancora oggi occupate dalla degassifica stessa. L’Eurobunker in futuro, quando sarà stata attuata la bonifica potrà trovare altra idonea ubicazione, in zona consona alla tipologia industriale”.

“Scempio ambientale a parte (che non è poco ma moltissimo), l’ex Degassifica Smeb (quella si) è un impianto inquinate perché tratta(va) e dissolve(va) nell’atmosfera residui petroliferi: un impianto pagato dalla comunità messinese e siciliana per ‘riempire i fianchi’ ai soli ‘petrolieri’ politici e culturali, e alle rispettive sacre famiglie”, dice Mòllica.

Nel marzo 2011, un anno prima, era già stato annunciato come sbloccato l’iter per lo smantellamento dell’inceneritore di San Raineri, imminente l’inizio dei lavori: la Regione aveva stanziato 400 mila euro per completare la demolizione ma occorreva tanto altro denaro. La Regione aveva già ‘in mente’ 1 milione di euro e il Comune di Messina ne aveva 1,6 mln. Ergo, in una dozzina di mesi dell’inceneritore sarebbe rimasto solo il ricordo.

Ma ce ne sarebbe stato pure per la Zona Falcata: per la bonifica della Real Cittadella – infatti – la Regione Siciliana, nel 2011, aveva previsto 2,4 milioni di euro. Il problema – dunque – il solo problema sarebbero state le carte: la documentazione indispensabile per il successivo smaltimento dei relativi materiali terrosi e cementizi inquinati. Risolto tale problema si sarebbe potuto dare l’avvio ai lavori. Ma la storica Cittadella è ancora là, integra e incorrotta nei suoi orrendi e (a suo tempo) maledettamente costosi manufatti abusivi.

“L’Eurobunker – conferma Mòllica – al momento potrebbe dare ristoro alle casse regionali e comunali, alla città di Messina, apportando guadagni che fino ad oggi sono stati appannaggio solo di coloro che costruendo, gestendo e/o sponsorizzando cattedrali nel deserto e degassifiche varie hanno umiliato Messina e continuano a farlo, in un modo o nell’altro, addossando colpe agli incolpevoli, ai ‘senzapotere’, pu(e)rchè ‘piccoli’, che trattano da ‘invisibili’, come appaiono gli esseri umani ai ‘ciechi nell’anima’, mendicanti di vista / che non sanno che farne di occhi normali”.

Ufficio stampa
Movimento per l’Indipendenza della Sicilia (MIS)