Reggio Calabria, arrestato Vincenzo Laurendi: componente di una banda che aveva rapinato una escort

imagesA seguito della denuncia di una “escort”, lo scorso 16 marzo, due minori, accusati di rapina aggravata in abitazione in concorso, erano stati tratti in arresto in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare disposte dal G.I.P. del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria (33/2013 R.G.G.I.P.) dott. Sebastiano Finocchiaro nell’ambito del p/p 73/2013 R.G.N.R. Procura dei Minori: piu’ giovani, armati di pistola, in data 18 marzo 2013, si erano introdotti nell’abitazione della donna e legandola ed imbavagliandola, l’avevano rapinata con estrema violenza mettendo a soqquadro la casa, asportando danaro ed oggetti personali.

Tra questi la donna, che in lacrime depositava le sue dichiarazioni negli uffici dell’UPGSP della Questura di Reggio Calabria riconosceva inequivocabilmente 3 minorenni: le relative attività investigative sono state svolte, sotto la direzione del Procuratore dei Minori Dott. Carlo Macrì, dagli investigatori della Squadra Mobile e dell’UPGSP e consentivano in pochissimi giorni di configurare precise responsabilità a carico dei primi due giovanissimi, reggini, nonché l’individuazione dei complici, autori dell’efferato crimine.

Successivamente veniva arrestato il terzo minorenne, dopo un’intensa attività investigativa che portava anche all’identificazione anche dell’odierno arrestato, maggiorenne: all’alba di stamane LAURENDI Vincenzo classe ’90, è stato tratto in arresto su esecuzione ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. (1634/13 RGIP – dott. Adriana Trapani) nell’ambito del p/p 932/13 RGNR. Procura Ordinaria (P.M. Dott. Luca Miceli)

Risponderà anche lui di rapina aggravata in concorso.

Gli episodi in narrazione costituiscono gravissima manifestazione di arroganza e prepotenza nonché disprezzo da parte degli arrestati per qualsiasi regola di convivenza civile, comportamenti che trovano nel “branco” una veloce propulsione e finanche “copertura”: nessuno degli arrestati in Questura si lasciava andare ad un normale risentimento o “pentimento” per quanto commesso, anzi mostravano irriverenza ed un assurdo senso di impunità che ne caratterizzava tutta la permanenza negli uffici investigativi. Senso di impunità che ha però trovato terreno non fertile: un’indagine veloce ma complessa, tradizionale ma precisa, ha di fatto consentito di individuare tutti gli autori dell’efferato crimine che in pochissimo tempo sono stati assicurati alla giustizia.

A disposizione delle competenti A.G. per i gravi delitti commessi, i giovani di cui ricordiamo 3 giovanissimi minorenni, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbero responsabili anche di altre rapine.
Sono in corso confronti con altre forze di Polizia ed in particolare con l’Arma dei Carabinieri per confermare le emerse coincidenze nel modus operandi degli arrestati.