“La Regione Calabria non riesce a fare meglio e ripropone i soliti pastrocchi in deroga. Al via la campagna per la legge Rifiuti zero”

imagesRiceviamo e pubblichiamo:

Cambia tutto per non cambiare nulla! Di contro a chi si aspettava un’inversione di tendenza in materia di rifiuti, dopo l’attesa chiusura della lunga stagione del Commissariamento per l’emergenza ambientale, la risposta da parte del Dipartimento regionale all’Ambiente ripropone puntuale le solite ricette fatte di pressappochismo e superficialità. Non sono servite a nulla le recenti lezioni subite a Melicuccà e Casignana, per restare nella nostra provincia, e così alla vigilia di Pasqua, con il consueto rituale del roboante annuncio a mezzo stampa, ecco la nuova soluzione: riaprire la vecchia discarica di Sambatello, in disuso da diversi anni ormai, per abbancarvi 4mila tonnellate di rifiuti.

Naturalmente per fare questo non servono perizie e studi di fattibilità, ma è bastato l’input della Ecofal e una visita sommaria di qualche tecnico, magari gli stessi che avevano dato il via libera alle discariche aperte dall‘Ufficio del Commissario e chiuse dagli uffici delle procure. Poi certo servirà anche che i Commissari straordinari di Reggio Calabria, per non perdere questa “opportunità”, ricorrano all’art.191 del Codice dell’Ambiente, che permette appunto di derogare alle norme vigenti in materia di rifiuti, in caso di situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica.

Ma come si fa a parlare di eccezionalità della situazione? I rifiuti che riempiono le nostre strade sono la conseguenza, facilmente preventivabile, di una modalità di gestione, basata su discariche e inceneritori, assolutamente fallimentare, e purtroppo la stessa con la quale la Regione Calabria intende risolvere il problema che ha creato.

Noi come tutti, vogliamo vedere le nostre strade pulite, ma allo stesso tempo non possiamo accettare di essere presi in giro con le consuete soluzioni tampone che non risolvono affatto il problema. Soprattutto non possiamo accettare che questo significhi mettere a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini della zona nord della città, perché è questo di cui abbiamo paura: in una Regione che ha visto sversare il percolato delle discariche nei torrenti, autorizzare l’apertura di discariche senza le dovute precauzioni, tutto in nome dell’emergenza, come possiamo fidarci ancora di questi meccanismi? Non possiamo farlo, soprattutto perché mentre si parla ancora di nuove discariche, nulla si fa per avviare nei comuni la raccolta differenziata porta a porta.

Contrariamente a tanti luoghi comuni, noi siamo convinti che la scarsa percentuale di differenziata in Calabria non sia frutto di una insufficiente sensibilità dei calabresi: sicuramente c’è anche questa componente, non lo neghiamo, ma sono i grandi interessi dietro le gestioni e la scarsa volontà politica di affrontare il problema, il vero ostacolo all’avvio di una efficiente raccolta differenziata.

Per questo anche nella nostra provincia, come nel resto del Paese, avvieremo a giorni la campagna a sostegno della Legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero”, per mettere al bando inceneritori, megadiscariche e tutta quell’impiantistica dannosa per la nostra salute, ma molto redditizia per le lobbies dei rifiuti, e allo stesso tempo rendere obbligatoria la raccolta porta a porta, la tariffazione in base ai rifiuti prodotti e non alla dimensione delle abitazioni, una nuova impiantistica finalizzata al recupero e al riciclo dei materiali inorganici ed organici per produrre Materia Prima Secondaria per l’industria, Compost per l’agricoltura e Biometano per ridurre l’importazione di quello fossile.

R.D.T. Franco Nisticò

c.s.o.a. Angelina Cartella

Collettivo UniRC – AteneinRivolta

c.s.c. Nuvola Rossa