Governo: Napolitano dà l’incarico a Enrico Letta, 46enne del Pd. Alfano vicepremier

enrico lettaIl Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato per le ore 12.30 di oggi, al Palazzo del Quirinale, l’onorevole Enrico Letta”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale. Letta ha 46 anni. Il vice-premier dovrebbe essere Alfano, che di anni ne ha 42. Insomma, un governo all’insegna della gioventù.

CHI E’ ENRICO LETTA – Pisano, ex ministro piu’ giovane della Repubblica, sposato e padre di tre figli. Milanista. Questo il profilo di Enrico Letta, nuovo presidente del Consiglio incaricato da Giorgio Napolitano per la guida di uno dei governi piu’ difficili della Repubblica. Gli annuari lo proiettano anche tra i piu’ giovani premier europei.Letta e’ nato a Pisa il 20 agosto 1966. Ha vissuto i primi anni della sua vita a Strasburgo, dove ha frequentato la scuola dell’obbligo. Si e’ laureato in diritto internazionale presso l’Universita’ degli Studi di Pisa. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Diritto delle comunita’ europee presso la Scuola superiore di studi universitari e perfezionamento “S. Anna” di Pisa. E’ segretario generale dell’Arel (Agenzia di Ricerche e Legislazione) dal 1993. Dal 1991 al 1995 e’ stato presidente dei Giovani del Partito popolare europeo. Dal 1993 al 1994 e’ stato capo della segreteria del ministro degli Esteri Beniamino Andreatta (governo Ciampi). Dal 1996 al 1997 ha rivestito il ruolo di segretario generale del Comitato per l’euro del Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione economica. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 e’ stato vicesegretario del Partito popolare italiano. Dal novembre 1998 al dicembre 1999 e’ stato ministro per le Politiche comunitarie (primo governo D’Alema). Dal gennaio all’aprile del 2000 e’ stato ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato (secondo governo D’Alema), e dall’aprile del 2000 al maggio 2001 e’ stato ministro dell’Industria, Commercio, Artigianato e ministro del Commercio con l’estero (secondo governo Amato). Deputato della Repubblica dal maggio 2001, in seguito alle elezioni europee del giugno 2004, nelle quali e’ stato eletto parlamentare europeo per la circoscrizione del Nord- Est, ha dato le dimissioni dall’incarico di parlamentare nazionale. Al Parlamento europeo si e’ iscritto al Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa e ha fatto parte della Commissione per i problemi economici e monetari e della Commissione Maghreb. Nella XV Legislatura torna deputato della Repubblica italiana e il 17 maggio 2006 viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, incarico che ricopre fino al maggio del 2008. Nel 2007 si e’ candidato alla segreteria del neonato Partito democratico ottenendo, con le primarie del 14 ottobre, oltre l’11% dei consensi. Nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008, capolista Pd nella Circoscrizione Lombardia 2, e’ stato eletto alla Camera dei Deputati. Poche settimane dopo Walter Veltroni lo ha chiamato a far parte del governo ombra del PD in qualita’ di responsabile Welfare. Professore a contratto presso la Libera Universita’ Cattaneo (2001-2003), la Scuola superiore S. Anna di Pisa (2003) e l’Haute ecole de commerce di Parigi (2004 e 2005). Dal 2004 e’ vicepresidente dell’ASPEN Institute Italia. E’ sposato con la giornalista Gianna e ha tre figli, Giacomo, Lorenzo e Francesco. E’ autore, tra l’altro, di: Passaggio a Nord-Est, Arel-Il Mulino, 1994; Euro si’ – Morire per Maastricht, Laterza, 1997; La Comunita’ competitiva, Donzelli, 2001; Dialogo intorno all’Europa (con L. Caracciolo), Laterza 2002; L’allargamento dell’Unione europea, Il Mulino, 2003; Viaggio nell’economia italiana (con P. Bersani), Donzelli, 2004; L’Europa a Venticinque, Il Mulino, 2005; In questo momento sta nascendo un bambino, Rizzoli, 2007. Costruire una cattedrale. Perche’ l’Italia deve tornare a pensare in grande, Mondadori, 2009. Nella biografia sul suo sito personale ricorda di essere un lettore onnivoro e di amare soprattutto i libri degli scrittori italiani dell’ultima generazione, come Santo Piazzese, Marcello Fois, Gianrico Carofiglio. Ultimo libro letto: L’uomo dei sogni di Jean-Christophe Rufi. La storia di un uomo che ha cambiato il proprio tempo partendo da un sogno di liberta’. Il protagonista vive nel Medioevo in una Francia devastata dalla Guerra dei Cento Anni, con la sua coda di massacri, carestie e malattie. Un’epoca buia dalla quale, fin da ragazzo, sogna di fuggire. E’ un appassionato lettore di Dylan Dog. Tifa da sempre per il Milan e gioca ancora oggi a Subbuteo. Ascolta Irene Grandi, Elio e le Storie Tese, Vasco Rossi e Zucchero.

Alfano PdlALFANO AVVERTE IL PD: “NO A NUOVO CASO-MARINI, SE GOVERNICCHIO NON CI STIAMO, DEVE ESSERE IMPEGNO FORTE” – Prima ancora di sapere chi sia il presidente incaricato, e’ bene chiarire al Pd che per noi non ci sara’ un nuovo caso Marini, non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile, con nomi che rendano evidente questo sostegno e con un programma fiscale chiarissimo ed inequivocabile“. E’ quanto afferma, tra l’altro, in una nota, il segretario Pdl, Angelino Alfano, che dovrebbe diventare il nuovo vice-premier.”Abbiamo la netta impressione che il PD un governo forte non voglia farlo, ma non possa dirlo“, osserva Alfano. “E’ desolante – prosegue – la lettura, sui giornali di questa mattina, delle dichiarazioni di numerosissimi esponenti del Partito Democratico. Un florilegio di attacchi al Popolo della Liberta’, al suo leader e alla storia del nostro partito, unito a organigrammi, nomi, poltrone e cadreghe varie. Il tutto aggravato da una inquietante sudditanza psicologica a una sorta di primato dei tecnici”. “Prima ancora di sapere chi sia il presidente incaricato, e’ bene chiarire – avverte Alfano al Pd che per noi non ci sara’ un nuovo caso Marini, non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile, con nomi che rendano evidente questo sostegno e con un programma fiscale chiarissimo ed inequivocabile“. “Non intendiamo pagare altri prezzi per la nostra lealta’ e ribadiamo – conclude il segretario Pdl – che o il governo e’ forte, politico (con i tecnici abbiamo gia’ dato), duraturo e capace di affrontare la crisi economica oppure, se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo“.