Calabria, rimborsi folli alla Regione, Talarico non ci sta: “Non si faccia di tutta l’erba un fascio, la Calabria non è come il Lazio”

talarico francesco consiglioLo afferma il Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, in apertura della seduta odierna, nell’ambito della vicenda che vede indagati dieci consiglieri regionali in materia di rimborsi. Di seguito, riportiamo per intero l’intervento del presidente Talarico.

E’ doveroso, nella mia qualità di Presidente del Consiglio regionale, intervenire all’inizio di questa seduta in relazione alle notizie, apparse su alcuni organi di informazione,  su inchieste giudiziarie in corso che riguarderebbero l’utilizzo dei  fondi dei  gruppi consiliari .

Notizie che hanno provocato molto clamore anche fuori dai confini regionali, che penalizzano l’immagine della nostra comunità e rischiano di vanificare l’importante e proficuo lavoro che tutti noi, in quest’Aula, abbiamo fatto fin qui,  approvando leggi e provvedimenti che hanno fortemente tagliato i costi della politica e anticipato decisioni che in altre regioni sono state assunte, come nel caso del Lazio, solo dopo l’ondata di scandali che ha travolto quelle istituzioni.

Noi, in Calabria, abbiamo le carte in regole: i tagli li abbiamo fatti con convinzione e per senso di responsabilità, in grande autonomia, senza pressioni di alcun genere e in largo anticipo rispetto ad altre regioni.

Tutti i provvedimenti sono stati approvati all’unanimità e do atto di questo inequivocabile senso di responsabilità sia  alla maggioranza che all’opposizione di questo Consiglio. 

Nel contempo, però, non posso che esprimere amarezza profonda per le cose lette – alcune particolarmente esasperate -  in questi giorni e confermare, con grande determinazione e chiarezza, fiducia piena e incondizionata nell’operato della magistratura. Riconosciamo, ancora una volta, alla magistratura ed alle forze dell’ordine di svolgere in una terra difficile come la nostra, un compito straordinariamente gravoso che ha dato e continua  dare ottimi risultati.

Non abbiamo notizie ufficiali sulle indagini di cui si è parlato in questi giorni.  Seguo direttamente e da vicino l’intera vicenda e fin dal primo momento ho pubblicamente espresso la totale ed incondizionata disponibilità di questo Consiglio regionale ad ogni forma di chiarimento.

I capigruppo sono chiamati a seguire quanto stabilito dall’art. 4 della Legge 13 del 2002, successivamente modificato con L.R. n. 1 del 2013.

Ribadisco tuttavia che, se sono stati commessi errori, o violate le leggi, bisogna che ognuno si assuma  le proprie responsabilità.

Il rispetto della legalità non è un semplice atto formale per ogni buon cittadino, ma deve anche riflettersi nel gesto personale, soprattutto di chi fa politica ed opera nelle istituzioni.

E’ sotto gli occhi di tutti che l’insicurezza che stiamo vivendo nel Paese, dovuta alla precarietà sociale ed economica, è acuita da un certo indebolimento dei valori etici nella politica ed a volte da atteggiamenti morali personali assai discutibili.

E’ necessario però che non si generalizzi, che non si faccia di tutte le erbe un fascio. Che non si contribuisca a diffondere la cultura dell’ antipolitica che quando sconfina mette a repentaglio le stesse istituzioni democratiche.

Abbiamo davanti a noi una crisi drammatica economica e sociale a cui dare risposte. Gli ultimi dati sulla disoccupazione danno l’idea di una regione in grave difficoltà e noi a queste emergenze dobbiamo dare risposte e soluzioni.

Bisogna però evitare di alzare polveroni, evitare di omologare la Calabria a quanto accaduto in altre regioni. Penso in particolare al Lazio dove, con leggi e provvedimenti, al di là delle cose che poi sono accadute, sono stati gonfiati i costi della politica, proprio mentre noi, in Calabria, andavamo in una direzione completamente diversa, portando la spesa per il Consiglio regionale da 79 milioni di euro a 62,5 milioni  e destinando i risparmi a finanziamenti e investimenti nel sociale, nelle politiche della famiglia e per l’occupazione giovanile.

Non ci aspettiamo riconoscimenti e rispettiamo tutte le critiche, però, dobbiamo fare attenzione a non favorire atteggiamenti demagogici.

Fin dall’inizio di questa legislatura, abbiamo fatto tagli consistenti sui costi della politica, come mai era accaduto in passato, invertendo una tendenza che nei quarant’anni precedenti era stata sempre al rialzo della spesa per il funzionamento delle istituzioni. 

Provvedimenti approvati (SPENDING REVIEW )

Riduzione:

  • dei consiglieri regionali
  • degli assessori regionali da 12 a 8 compreso il Vicepresidente
  • degli assessori esterni: da un massimo di 4 a un massimo di 2
  • delle Commissioni consiliari da 10 a 6
  • delle indennità dei consiglieri e dei finanziamenti ai gruppi
  • dei costi di funzionamento del Consiglio regionale da 79 milioni del 2011 a 70 milioni per il 2012 a 62,5 milioni nel 2013
  • del 50% delle consulenze esterne per Giunta e Consiglio
  • dei collaboratori di Giunta e Consiglio

 Abolizione:

  • del vitalizio per i consiglieri regionali
  • della figura del Sottosegretario
  • del trattamento di fine mandato per i Consiglieri regionali (unica regione)
  • delle missioni per i consiglieri regionali e per le loro strutture politiche

A partire dall’inizio del 2013 con la legge n. 1 abbiamo portato a  5 mila euro per ogni consigliere le risorse per i Gruppi e la nuova normativa obbliga i gruppi stessi ad una rendicontazione dettagliata che, dopo il controllo di tre revisori dei conti esterni all’istituzione, nominati con sorteggio pubblico, sarà inviata alla Corte dei conti.

Non ci sono comunque solo le leggi, le norme o i regolamenti da rispettare.

Chi ha responsabilità pubblica deve assumere l’impegno di una più robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità che sia a prova di tutto.

Abbiamo molto discusso, con i colleghi capigruppo prima di giungere in Consiglio e abbiamo condiviso, unanimemente, alcuni percorsi, come è già accaduto in questa legislatura.

Il Consiglio regionale, in questa fase, ha davanti a sé compiti rilevanti e fondamentali per il futuro della Calabria.

Oggi, più che mai, sappiamo che bisogna lavorare ancora per approvare  riforme e provvedimenti non più rinviabili e migliorarne altri già approvati come ad esempio la riduzione del numero dei consiglieri regionali a 30  che deve procedere di pari passo con una nuova legge elettorale. 

Sappiamo che c’è l’esigenza di agire in tempi rapidi. 

Vogliamo continuare ad avere, in questo Consiglio, un’attenzione privilegiata per gli interessi di tutti e soprattutto di coloro che vivono nella difficoltà.

Dobbiamo continuare sulla strada intrapresa del cambiamento vero della nostra regione, rimuovendo gli ostacoli che stanno davanti a noi e che contribuiscono a generare il senso di sfiducia nelle istituzioni o a legittimare chi cerca dalle istituzioni vantaggi personali.

Dobbiamo andare verso il futuro cercando anche nuove strade, sforzandoci con coraggio di recuperare il senso originario della politica, intesa come servizio e ricerca del bene comune, per dare le risposte che i cittadini si attendono”.