Le conclusioni del G20

“Oggi  riaffermiamo il nostro impegno a lavorare insieme e abbiamo preso la decisione di rilanciare la crescita economica, creare posti di lavoro, garantire la stabilita’ finanziaria, promuovere l’inclusione sociale e far si’ che la globalizzazione serva ai bisogni della gente”. Con queste parole i leader delle principali 20 economie del mondo sottolineano il loro impegno, dal momento che la ripresa globale risulta indebolita e i livelli di disoccupazione sono divenuti inaccettabili.

L’impegno dei 20 è quello di coordinare le azioni e le politiche, svolgendo i proprio compiti. Ed è proprio in quest’ottica che vengono accolte le decisioni dei leader europei prese il 26 ottobre 2011 per ripristinare la sostenibilita’ del debito in Grecia, rafforzare le banche europee, costruire difese per evitare il contagio, e gettare basi solide per la riforma della governance economica nell’area euro.

Per quanto riguarda le sorti dell’Italia, i leader del G20 dichiarano di essere pronti a sostenere le misure presentate dal nostro Paese e il monitoraggio da parte della Commissione Europea. A questo proposito è ben vista la decisione di invitare in Italia il Fondo monetario internazionale per effettuare una verifica trimestrale pubblica dell’attuazione del pacchetto.

Verrà introdotta anche una task force del G20, che lavorerà soprattutto per l’occupazione giovanile.

Al vertice del G20 di Cannes, pur non essendo presente fisicamente, il presidente Giorgio Napolitano ha fatto sentire la sua voce, tenendosi sempre in contatto telefonico con il premier, ma anche con Barroso e Van Rompuy. Dal Quirinale si sottolinea come Napolitano abbia fatto tutto il possibile nell’interesse della nazione. E se Francia e Germania erano determinate a imporre un monitoraggio ferreo all’economia italiana (si parlava di mettere l’Italia “sotto programma”), Barack Obama non si è risparmiato nel sostenere una soluzione meno severa per l’Italia. La delegazione italiana ha riferito che il presidente degli Stati Uniti ha invitato alla cautela le due potenze europee. E se è vero che questa spinta è stata frenata, o se non volessimo usare il termine “monitoraggio” per l’Italia, resta confermata la verifica trimestrale per il nostro Paese. Lo ha ribadito anche Van Rompuy: “Non c’è stato diktat”.  Dal canto suo, il premier, ha subito informato Giorgio Napolitano dell’esito finale, per poi recarsi alla conferenza stampa dove ha spiegato che la decisione di ‘invitare’ l’Fmi “è stata concordata con il Capo dello Stato”. Intanto siamo davanti ad un governo che deve, sì, attuare il piano stabilito al vertice del G20, ma deve farlo con una maggioranza ridotta.