La Viola perde contro Desio, regalando il finale di gara agli ospiti. In conferenza stampa, coach Carrea ha analizzato così la gara: “sono due partite diverse. Fino ai 29 minuti siamo stati dentro la partita, mediamente bravi a togliere quello che dovevamo togliere, bene a controllare i rimbalzi, una partita solida e convincente. Gli ultimi 8 minuti sono un tema, abbiamo provato a mascherare con delle buone vittorie nonostante gli ultimi quarti molto negativi anche nelle vittorie in trasferta. Se tieni una squadra a 67 punti in casa devi vincere. Il 52% ai liberi è un problema tirando 12 su 23. Negli ultimi 5 minuti di gara diventiamo prevedibili con scarsa distribuzione di responsabilità dei nostri esterni“.
In merito all’aver lasciato fuori Donadoni e Taflaj dall’inizio, il coach ha chiarito: “Donadoni ha avuto un virus intestinale, ha fatto 2 giorni di vomito e nausea. Markovic ha giocato perchè Alessio non pensavo avesse minutaggio importante, l’ho tenuto a 21 minuti, era al limite. Per dare equilibrio ai quintetti ho preferito Tourè, che è meno tiratore, con Markovic“.
Sulla partita di Diouf e sulle prestazioni del reparto lunghi, coach Carrea ha dichiarato: “non penso si debbano distinguere i reparti. Momo ha fatto un’ottima partita, è un elemento di fiducia rispetto alle ultime partite opache che avevamo commentato e delle quali era pienamente consapevoli. L’elemento che continua a crearci problemi è la prevedibilità nell’ultimo quarto, abbiamo un attacco prevedibilissimo con pochi giocatori che riescono a prendersi responsabilità convincenti. Questo fa si che chiunque nell’ultimo quarto, con un po’ di aggressività e due tiri che entrano, riaccende partite come questa che, non voglio dire era già vinta, ma che a +10 in casa, a punteggio così basso, è fortemente indirizzata. Noi questa capacità di uccidere la gara non ce l’abbiamo oggi e facciamo enorme fatica. Devono diventare tutti protagonisti“.
Su come migliorare questo aspetto, il coach ha dichiarato: “se sapessi come si può curare, sarebbe più vicino alla stregoneria. Come staff tecnico, dobbiamo trovare le risorse che fanno sentire i nostri giocatori in comfort. Non stiamo riuscendo a trovare le chiavi. E poi c’è un’assunzione di responsabilità da parte di chi oggi è un po’ opaco. Non c’è un tema di giocatori che hanno più o meno fiducia negli altri, è un gruppo coeso. Nei finali di gara, quando si alza l’aggressività, questa coesione non è efficiente“.
Un appunto sulla gestione arbitrale: “a me piace che ci sia un dialogo nei 40 minuti con gli arbitri, quando vedo che non sono ascoltato tendo ad alterarmi. Il fallo tattico resta un tema ancora opaco. In 3 situazioni loro fermano il nostro campo aperto e vengono sanzionati con falli di gioco, poi c’è una situazione nel finale di gara che diventa, improvvisamente fallo tattico. Se dei primi 3 non dai fallo tattico nemmeno 1, mi fai innervosire. Capisco la difficoltà nell’utilizzare una regola nuova. Fallo di Donadoni su Tornani? Invito solo a rivederlo. Un fallo di un giocatore di taglia, a rimbalzo su un giocatore più piccolo e che non ha mai evitato un flopping o un tentativo di esperienza. Decidere una partita su una situazione a 20 metri dal canestro, mi è sembrato particolare“.
Riflessione finale sul campionato: “Piazza Armerina perde a Omegna, poi va a vincere a Brescia ancora imbattuta. Un campionato in cui è molto difficile rispettare i pronostici, questo lo rende bello. Noi guardiamo al nostro: dobbiamo recuperare solidità in casa e credo sia migliorabile in trasferta“.




Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?