Disposti gli arresti domiciliari per l’avvocato Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana accusato di corruzione. A deciderlo è il Gip di Palermo Giuseppa Zampino dopo gli interrogatori delle scorse settimane. Secondo l’ipotesi della Procura del capoluogo siciliano, Armao avrebbe intascato mazzette da alcuni imprenditori attivi nella produzione di energie alternative in cambio di favori elargiti sfruttando i suoi ruoli di esperto del presidente della Regione e di presidente della Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale.
Secondo la ricostruzione delle indagini, i soldi sarebbero stati versati con bonifici sul conto dell’avvocato Pierluigi Matta in qualità di compensi per consulenze legali mai effettuate. Matta avrebbe poi prelevato le somme in contanti per consegnarle all’ex presidente della Regione. Gli scambi di denaro sarebbe stati ripresi dalle telecamere posizionate dagli inquirenti nell’auto e negli studi dei due avvocati. Il Gip ha disposto i domiciliari anche per Matta e per Luigi Zancla, ex presidente della Samo.
L’avvocato Armao, marito dell’ex capo di Gabinetto del ministro della Giustizia Giusy Bartolozzi, si era dimesso dalla carica di consulente giuridico del presidente della Regione Siciliana Schifani dopo la notifica di arresto. L’inchiesta coinvolge tra gli altri anche Giuseppe Geremia Lombardo, deputato all’Ars del Mpa e nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, i manager Giuseppe Argirò e Marco Gentile Malacarne, e gli imprenditori Mario Lupo e Sergio Vella.



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