Il 17 maggio è una data impressa a fuoco nella storia dello sport reggino. Quella sera, la Domotek Volley Reggio Calabria batteva Belluno scrivendo l’ennesima pagina memorabile della sua giovane storia: promozione in Serie A2 davanti a 7000 persone, una marea umana incredibile, festosa e assordante. Una vittoria che ha completato un triplete impossibile anche solo da immaginare con Coppa Italia e Supercoppa Italiana al seguito.
Cinque mesi dopo, la Domotek Volley Reggio Calabria ritorna al PalaCalafiore, da matricola della Serie A2, davanti alla sua gente accorsa in massa anche alle 16:00, premiata con il premio Kilgour per il pubblico più corretto. E lo fa vincendo, in un modo tutt’altro che scontato. Perchè scontata non è l’avversaria, Brescia, vincitrice della Supercoppa Italiana contro Pineto, avversaria dell’esordio (vincitrice della Coppa Italia).
Un battesimo di fuoco per qualsiasi matricola, destinata a perderle entrambe. C’è modo e modo di perdere. Due tie-break? Ci avrebbero messo la firma tutti: 1 punto a partita, meglio che raccoglierne zero, del resto, ogni punto conterà a fine stagione. Da quei tie-break sono arrivate però due vittorie, i punti sono diventati 4, la posizione in classifica non è nelle zone calde della retrocessione, è in quelle da vertigine in alta classifica, terzo posto dietro Lagonegro e Grottazzolina, le uniche a vincere a punteggio pieno.
Una vertigine alla quale la Domotek ci ha fatto l’abitudine. E anche questo non arriva per caso. Perchè il passaggio dalla B1 alla A3, che vide i reggini arrivare ai Playoff da neopromossa, è parecchio diverso da quello che vede oggi Laganà e compagni presentarsi sbarazzini e sfrontati dalla A3 all’A2. Il tasso tecnico si è alzato parecchio, il divario fra le categorie è alto, il secondo livello del campionato italiano è simile a tanti primi campionati europei, essendo la Superlega Italiana il campionato più difficile e importante al mondo.
Va da sé che per la Domotek Volley ci sarà da sudare. Lo ha detto chiaramente Lazzaretto ieri: “speriamo che non finiscano tutte 3-2. Ma se dobbiamo vincerle tutte 3-2, le vinceremo tutte 3-2” (INTERVISTA). Il vicecapitano amaranto, campione di simpatia, ormai reggino adottato e coccolato a suon di panini con le frittole, ha espresso un concetto tutt’altro che banale. La Domotek è disposta a giocare 3 ore di partita, ogni settimana, costringendo ogni avversaria al tie-break se serve.
Questa è la mentalità che ha caratterizzato la squadra di mister Polimeni dal giorno zero, quando i tifosi sugli spalti erano i parenti dei giocatori, dello staff e qualche amico. Oggi 2500-3000 tifosi di media ogni domenica, un pubblico da Superlega, sanno bene che anche sotto 0-2 contro Brescia, non è finita finchè non è finita.
Ieri nel terzo set appena si è acceso il PalaCalafiore, i ragazzi in maglia amaranto hanno cambiato marcia. Un terzo set delicatissimo, un quarto set dirompente. Poi un tie-break in cui ogni oncia di energia rimasta avrebbe fatto la differenza: andare sotto due volte nel punteggio e trovare la forza di pareggiare, entrambe le volte, è una roba che solo chi sta mettendo cuore, testa e palle sul taraflex può fare dopo 5 set svuotanti. Chiedere a Laganà salito in cattedra nel finale. Chiedere a Lazzaretto che si è preso gli ultimi due punti.
Loro, insieme a De Santis, Spider Man di Palmi che anche ieri è volato da una parte all’altra del campo, l’infinito Saitta tornato da un infortunio che avrebbe costretto chiunque, alla sua età e con la sua carriera, a tirare i remi in barca, Luca Presta, il colosso di Belvedere, sono i punti fermi della passata stagione. Quelli che devono tramandare questi valori, questa mentalità, alle stelle straniere Sen e Boiko, ai nuovi innesti Bragatto, Iervolino, Asteriti, Buzzi, Bonanno, Favretto, Bruno.
Trust the process. La Domotek è venuta fuori da due partite durissime con 4 punti, stupendo tutti, meno quelli che la vedono ogni settimana da qualche anno. Arriveranno anche le sconfitte, il campionato è durissimo. Ma quello messo insieme da misterPolimeni, dal DG Martino, dal DS Pellegrino, dal TM Crucitti e dalle tantissime figure che lavorano silenti ai bordi del rettangolo da gioco è un gruppo talentuoso e dalla tempra forte. Ha già superato le attese, ha messo in cascina punti importanti per quando i tempi saranno più duri.
L’ambiente è umile da sempre: mai una parola fuori posto, sempre una mano tesa a chiunque, un’occasione di fare rete, di valorizzare la città, di coinvolgere giovani e scuole, di collaborare con altre realtà. La salvezza è l’obiettivo stagionale. Era già successo all’esordio in A3 e solo una sfortunata serie contro Acqui Terme ha fatto terminare anzitempo una cavalcata promozione pazzesca.
Le caratteristiche sono scolpite nei filamenti del suo DNA. La Domotek Volley non smette di stupire, i tifosi del PalaCalafiore non smettono di sognare. Ogni domenica, comunque andrà, sarà un’emozione diversa, ma sempre fortissima.


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