Calabria, stop a sottosegretari e allargamento della Giunta: il Consiglio abroga la norma, i 7 milioni del referendum verso il caro carburante

Maggioranza e opposizione votano insieme per cancellare, almeno per ora, la riforma contestata. Il referendum del 29 novembre costava 7 milioni di euro: le risorse saranno destinate al pacchetto da 15 milioni contro il caro carburante

  • Consiglio regionale Calabria
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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Il Consiglio regionale della Calabria ha deciso di fermare, almeno per il momento, il percorso relativo ai sottosegretari regionali e all’allargamento del numero degli assessori, approvando l’abrogazione della norma con il voto congiunto di maggioranza e opposizione. La decisione arriva dopo il ricorso presentato dei consiglieri di minoranza e dopo l’indizione del referendum confermativo che era già stato fissato per il 29 novembre. Al centro della scelta c’è soprattutto il tema delle risorse pubbliche: il costo previsto per lo svolgimento della consultazione ammontava infatti a 7 milioni di euro. Nella proposta di legge approvata si legge che “la situazione di eccessiva incertezza che caratterizza la vicenda in questione impone una scelta politica di rispetto delle risorse pubbliche, per evitare il rischio di concretizzare la spendita di ingente denaro”.

Il referendum del 29 novembre costava 7 milioni di euro

Uno dei motivi centrali della scelta è rappresentato proprio dal costo della consultazione. Il referendum confermativo, già fissato per il 29 novembre, avrebbe comportato una spesa pari a 7 milioni di euro. È proprio su questo punto che il centrodestra ha motivato la scelta di fermare l’iter, richiamando l’esigenza di evitare una spesa ritenuta elevata in una fase in cui la Regione è alle prese con altre emergenze. La formula contenuta nella proposta di legge è esplicita: “la situazione di eccessiva incertezza che caratterizza la vicenda in questione impone una scelta politica di rispetto delle risorse pubbliche, per evitare il rischio di concretizzare la spendita di ingente denaro”.

I 7 milioni verso il caro carburante

Le risorse originariamente destinate al referendum non resteranno ferme. La Giunta Occhiuto intende infatti inserirle in un pacchetto complessivo da 15 milioni di euro destinato a fronteggiare il caro carburante. La misura è contenuta in una specifica proposta di legge in discussione oggi in Consiglio regionale e punta a sostenere i settori maggiormente colpiti dall’aumento dei costi. Il tema del caro carburante è diventato negli ultimi giorni uno dei principali dossier politici e sociali in Calabria, con proteste diffuse da parte di agricoltori, autotrasportatori e categorie produttive.

Sospesa anche l’esecutività del decreto sul referendum

Alla decisione di abrogare la norma si collega un secondo passaggio legislativo. In attesa del completamento dell’iter di modifica dello Statuto, il Consiglio ha affrontato anche l’esame della proposta di legge firmata da Pierluigi Caputo, Angelo Brutto di Fratelli d’Italia, Giuseppe Mattiani della Lega e Vito Pitaro di Noi Moderati. Il provvedimento punta a sospendere l’esecutività del Dpgr dello scorso 11 agosto, con il quale era stata fissata la data del referendum confermativo. Si tratta quindi di una misura strettamente collegata all’abrogazione della norma e necessaria per evitare che il percorso referendario prosegua nonostante il cambio di indirizzo politico.

Una scelta condivisa da maggioranza e opposizione ma non sono mancate le polemiche

Uno degli aspetti politicamente più significativi è che l’abrogazione è stata approvata con il voto sia della maggioranza sia dell’opposizione anche se non sono mancate le polemiche. Il voto comune non elimina però le differenze politiche tra i due schieramenti. Il centrodestra ha motivato la scelta soprattutto con la necessità di evitare spese e incertezze, mentre le opposizioni hanno rivendicato nelle ore precedenti la loro battaglia contro la riforma e il referendum. Il risultato finale, comunque, è un passaggio parlamentare che interrompe, almeno per ora, il progetto di introduzione dei sottosegretari e di ampliamento della Giunta.