Calabria, l’opposizione sui sottosegretari: “dietrofront per evitare il referendum, paura della sconfitta alle urne”

La richiesta di fermare il percorso arriva da quattro consiglieri di maggioranza, mentre nulla è ancora definitivo fino al voto dell’Aula. I consiglieri di opposizione parlano di “dietrofront per evitare il referendum” e accusa il centrodestra di voler sottrarre la questione al giudizio dei cittadini

La partita sui sottosegretari regionali in Calabria entra nella sua fase più delicata e il punto da chiarire, prima di ogni altra considerazione politica, è che la decisione definitiva non è stata ancora assunta. Non si tratta, allo stato attuale, di una scelta già formalmente compiuta dalla Regione, dal presidente Roberto Occhiuto, ma di una richiesta avanzata da quattro consiglieri di centrodestra, maturata alla luce dei tempi del contenzioso e del rischio che ingenti risorse possano essere impegnate senza produrre in tempi rapidi gli effetti previsti. L’ultima parola spetterà dunque al Consiglio regionale, che dovrà pronunciarsi sulle proposte depositate. Fino a quel momento, nulla può essere considerato definitivamente acquisito. Sul piano politico, però, la vicenda è già diventata uno dei principali terreni di scontro tra maggioranza e opposizione. A intervenire con toni molto duri è la consigliere regionale del Partito Democratico Rosellina Madeo, che in conferenza stampa interpreta la possibile cancellazione della norma sui sottosegretari e il conseguente venir meno del referendum come una scelta dettata dal timore di una bocciatura popolare.

Madeo: “sottosegretari, un dietrofront per evitare il referendum”

Sul fronte dell’opposizione, Rosellina Madeo non condivide la lettura secondo cui si tratterebbe soltanto di una scelta tecnica legata a tempi e costi. Il consigliere del Pd sintetizza la propria posizione con parole molto nette: “un dietrofront per evitare il referendum. Provvedimento di buon senso ma che nasconde un’evidente paura della sconfitta alle urne”

“Operazione di tecnica legislativa e neutralizzazione politica”

Madeo insiste soprattutto sul rapporto tra il Consiglio regionale e il diritto dei cittadini a esprimersi attraverso il referendum. “Un’operazione di tecnica legislativa e neutralizzazione politica per mettere a tacere l’Opposizione, evitando qualunque confronto/scontro politico e per togliere la parola ai cittadini attraverso l’eliminazione del referendum”. È questa la tesi centrale dell’opposizione: la maggioranza, secondo Madeo, starebbe scegliendo la via legislativa per evitare che siano gli elettori a pronunciarsi sulla questione.

I 7 milioni e il nodo del caro carburanti

Uno degli elementi più sensibili riguarda il costo della consultazione. Le risorse previste per il referendum ammontano a 7 milioni di euro, cifra che è diventata centrale nel dibattito perché potrebbe essere destinata all’emergenza economica legata al caro carburanti. Madeo utilizza proprio questo elemento per sostenere che il referendum sarebbe diventato politicamente molto difficile da affrontare per il centrodestra. “D’altronde, con quali probabilità di vittoria avrebbero potuto affrontare un referendum che avrebbe comportato non solo i costi per la procedura in sé, parliamo di 7 milioni di euro, ma le spese legate ai nuovi Sottosegretari e relative strutture speciali in un momento storico in cui il caro carburanti mette in ginocchio agricoltori, autotrasportatori e le famiglie stesse?” La questione finanziaria si intreccia quindi con quella politica: da una parte la necessità di evitare costi considerati non prioritari, dall’altra l’accusa dell’opposizione secondo cui il centrodestra starebbe utilizzando l’argomento economico per sottrarsi alla prova del voto.

“Pur di non dare la parola ai cittadini la maggioranza annulla la legge”

Madeo prosegue con un attacco diretto alla maggioranza. “Pur di non dare la parola ai cittadini la maggioranza annulla la legge: cancella assessori e sottosegretari”. Il consigliera riconosce però che la scelta, dal punto di vista del merito, avrebbe una sua logica:“un provvedimento di buon senso che arriva però solo per la paura del confronto democratico e dello stato di esasperazione dei Calabresi”. La distinzione è dunque netta: per Madeo la misura può essere considerata razionale, ma le ragioni che la determinano sarebbero essenzialmente politiche.

L’attacco al centrodestra: “retromarcia ad un millimetro dal baratro”

Il confronto si sposta poi sulla gestione complessiva della maggioranza regionale. Madeo afferma:“si è inserita la retromarcia ad un millimetro dal baratro perché fino ad oggi, anziché pensare ai cittadini, hanno pensato a poltrone, riposizionamenti interni e ambizioni parlamentari. Una continua fuga dalla realtà, da quelle che sono le esigenze reali della Calabria.”

Madeo: “noi siamo pronti a Governare”

La consigliera del Partito Democratico conclude il proprio intervento spostando il discorso sulla prospettiva politica. “Ma se pezzi di governo regionale pensano già ad altri lidi e guardano verso Roma, possono stare tranquilli: noi siamo pronti a Governare e offrire risposte concrete ai cittadini”. Anche in questo caso si tratta di una dichiarazione politica dell’esponente dem, che lega la vicenda dei sottosegretari a un giudizio più generale sulla tenuta e sulle prospettive del governo regionale.

Alecci: “caos nel centrodestra, Occhiuto ha paura del voto”

Il capogruppo del Partito Democratico Ernesto Alecci concentra il proprio intervento sulla gestione politica della maggioranza e sul ruolo del presidente Roberto Occhiuto: “mandare l’ordine del giorno la domenica mattina dimostra il caos di un centrodestra guidato da un presidente assente. Occhiuto cancella il referendum solo per paura del voto: la Calabria non è un trampolino di lancio per carriere romane”. Per il Pd, dunque, la possibile abrogazione della legge non sarebbe soltanto un atto tecnico o una scelta di risparmio, ma il segnale di una difficoltà politica interna alla maggioranza.

Scutellà: “Occhiuto abile comunicatore ma pessimo governatore”

Duro anche l’intervento di Elisabetta Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle, che lega la vicenda dei sottosegretari alle proteste sociali delle ultime settimane: “Occhiuto è un abile comunicatore ma un pessimo governatore. Mentre le piazze si infiammavano di proteste lui era a Roma per ambizioni personali: questa vittoria appartiene a un’opposizione intransigente”.

Bruno annuncia una mozione in dieci punti per agricoltori e pescatori

Il capogruppo di Tridico Presidente Enzo Bruno sposta invece l’attenzione sul caro carburanti e sulle misure annunciate dalla Regione. Bruno annuncia “la presentazione di una mozione in dieci punti per dare risposte a coltivatori e pescatori. I 15 milioni promessi da Occhiuto equivalgono a soli 100 euro a impresa: una vera e propria presa in giro”. La mozione annunciata punta quindi a trasformare lo scontro sui sottosegretari in un confronto più ampio sulle risposte economiche da dare alle categorie colpite dagli aumenti dei carburanti.

Greco: “Vogliamo verificare la reale buona fede della maggioranza”

La capogruppo di Casa Riformista-Italia Viva Filomena Greco pone invece l’accento sui tempi e sulle modalità della possibile revoca. “Vogliamo verificare la reale buona fede della maggioranza sulla revoca. La seconda lettura a 60 giorni rischia di rivelarsi una trappola per neutralizzare il referendum e privarci dell’unico strumento di pressione”, spiega.

De Cicco: “un’opposizione unita può cambiare le cose”

Per Francesco De Cicco, capogruppo di Democratici Progressisti, il valore politico della vicenda risiede soprattutto nella compattezza dell’opposizione: “siamo un’alternativa vera, pronta a fare nomi e cognomi e a battersi nell’interesse dei calabresi”.

Falcomatà: “Occhiuto impari da questo stop”

Tra gli interventi del Partito Democratico c’è anche quello di Giuseppe Falcomatà, che richiama le precedenti dichiarazioni del presidente della Regione. “Occhiuto diceva che non imparavamo dalle sconfitte, oggi sia lui a imparare da questo stop. Con la marcia indietro tenta di placare i dissidi interni tra Lega e Noi Moderati e usa il tema del carburante solo per fare propaganda”, sottolinea.

Ranuccio: “la riforma era superflua”

Il consigliere Pd Giuseppe Ranuccio insiste invece sul merito originario della riforma: “la ritirata sulle poltrone dimostra che la riforma era superflua. Vigileremo affinché la seconda lettura non sia un escamotage dilatorio e si torni subito a parlare di sanità e ospedali abbandonati”.

Laghi: “chiudere oggi e per sempre la partita dei sottosegretari”

Ferdinando Laghi, di Tridico Presidente, chiede che la vicenda venga definitivamente archiviata per riportare l’attenzione su altre emergenze: “questa vicenda ha sottratto troppo tempo alle vere emergenze. Il Consiglio chiuda oggi e per sempre la partita dei sottosegretari e si occupi di caro carburante, dissesto idrogeologico e sanità”.

Barbuto: “votiamo a favore dell’abrogazione”

La consigliera Elisabetta Barbuto, del Movimento 5 Stelle, annuncia comunque il voto favorevole dell’opposizione all’abrogazione: “in aula la maggioranza ignora le nostre proposte e ci riduce a mera coreografia. Votiamo comunque a favore dell’abrogazione perché, a differenza della destra, la nostra priorità è tutelare i cittadini”.