I Consiglieri regionali Pierluigi Caputo, Angelo Brutto, Giuseppe Mattiani e Vito Pitaro – componenti del CentroDestra in Consiglio Regionale – hanno chiesto di inserire, tra gli ordini del giorno della seduta di domani, lunedì 5 ottobre, alle ore 14, anche la proposta di legge recante: “Abrogazione legge regionale 3 marzo 2026, n. 9 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)”. Si tratta di una proposta di legge che chiede di abrogare la legge regionale del 3 marzo 2026, quella riguardante le modifiche allo Statuto regionale e – tra queste – l’introduzione di una massimo di due Sottosegretari in Regione Calabria, una norma che l’Opposizione ha contestato fin dall’inizio.
Cosa è successo in questi mesi
Dopo che il CentroDestra ha introdotto la figura dei sottosegretari, ha anche approvato la possibilità di un referendum confermativo sullo Statuto regionale, precisando però che non tutte le modifiche dello stesso sarebbero passate dal referendum. Da qui, la bufera, con le richieste dell’Opposizione di indire il referendum anche per i sottosegretari, richieste che arrivano fino alla Corte d’Appello. L’ufficio centrale per il referendum dice che il voto si può fare, così la Regione lo fissa per il 29 novembre ma va al Tar, che non si esprime, portando l’ente regionale a fare ricorso e ad andare al Consiglio di Stato. Il contenzioso, quindi, è ancora in corso, ma rischia di dilatare i tempi.
Così si legge nella proposta di legge, che ripercorre la vicenda: “È noto che sette consiglieri regionali hanno proposto ricorso dinanzi all’Ufficio centrale regionale per il Referendum presso la Corte di Appello di Catanzaro che, accogliendo la richiesta, ha disposto l’avvio della procedura referendaria volta a confermare le già menzionate modifiche allo Statuto regionale. Per effetto dell’ordine impartito dal predetto Ufficio, con D.P.G.R. n. 59 del 11 agosto 2026 è stato indetto il referendum popolare avente ad oggetto la legge regionale 3 marzo 2026, n. 9, recante “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)”.
“La Regione Calabria ha contestato la decisione assunta dall’Ufficio della Corte d’Appello di Catanzaro ed il contenzioso – tuttora in corso – rischia di non concludersi prima del 29 novembre 2026, data fissata per la consultazione popolare. Le risorse finanziarie occorrenti allo svolgimento delle operazioni referendarie sono pari ad € 7.000.000,00 e gli adempimenti preliminari richiedono un immediato esborso di risorse. La situazione di eccessiva incertezza che caratterizza la vicenda in questione, impone una scelta politica di rispetto delle risorse pubbliche, per evitare il rischio di concretizzare la spendita di ingente denaro”.
“Si ritiene, pertanto, con la proposta di legge in oggetto di abrogare integralmente la legge regionale 3 marzo 2006, n. 9, che ha approvato le modifiche allo Statuto della Regione Calabria, con espressa riviviscenza del testo normativo ante-riforma (ripristino della formulazione dell’articolo 35 comma 3 ed abrogazione dell’articolo 34-bis dello Statuto)”.
Dunque, per il rischio che il contenzioso superi la data prevista per il Referendum, ovvero il 29 novembre 2026, e per il rischio che ingenti risorse (7 milioni di euro) possano andare perse a causa di questo clima di incertezza, i quattro Consiglieri di CentroDestra hanno chiesto un passo indietro, che verrà discusso domani in Consiglio Regionale.
L’Opposizione esulta: convocata una conferenza stampa
“Legge regionale sui sottosegretari, una battaglia vinta”. È il tema della conferenza stampa convocata per domani, lunedì 5 ottobre, alle ore 13, nella sala Giuditta Levato di Palazzo Campanella, a Reggio Calabria, dai consiglieri regionali di opposizione: Ernesto Alecci, Giuseppe Falcomatà, Rosellina Madeo e Giuseppe Ranuccio per il Partito Democratico; Enzo Bruno e Ferdinando Laghi per Tridico Presidente; Elisa Scutellà ed Elisabetta Maria Barbuto per il Movimento 5 Stelle; Filomena Greco per Casa Riformista–Italia Viva; Francesco De Cicco per Democratici Progressisti Meridionalisti. Al centro dell’incontro la retromarcia della maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Roberto Occhiuto.
In realtà, non si tratta di un passo indietro della Regione, del Presidente Occhiuto o della Maggioranza, ma solo di una richiesta da parte di quattro Consiglieri di CentroDestra alla luce dei tempi che – a causa del contenzioso – rischiano di andare lunghi, nonché di ingenti risorse che rischiano di andare perdute. La decisione, però, verrà assunta domani in Consiglio e nulla è ancora da dare per definito.


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