Le elezioni suppletive del collegio uninominale di Reggio Calabria non si chiudono con il risultato delle urne. A 24 ore dalla fine dello scrutinio, il voto diventa il detonatore di un confronto politico interno al Partito Democratico, dove emergono divisioni, accuse e interrogativi sul futuro del centrosinistra reggino. La vittoria di Fabio Roscioli, candidato del centrodestra, con il 51,02% dei consensi, e il risultato di Frank Benedetto, candidato del centrosinistra, fermo al 36,59%, hanno aperto una discussione che va ben oltre il dato numerico. Al centro del dibattito c’è soprattutto una domanda: il centrosinistra ha perso soltanto per una dinamica elettorale sfavorevole oppure il risultato è stato condizionato anche da divisioni interne e da un sostegno non uniforme alla candidatura? È proprio su questo punto che il confronto dentro il Pd reggino si è fatto più acceso, con una parte del partito che rivendica il valore di un centrosinistra unito e un’altra area accusata di non aver sostenuto fino in fondo il percorso elettorale.
La nota del Pd apre il confronto interno: “scelte di disimpegno da affrontare nelle sedi opportune”
Il passaggio che ha acceso il dibattito è contenuto in una nota ufficiale diffusa oggi dagli stessi esponenti democratici dopo il voto. “Queste elezioni, al netto di certe scelte di disimpegno che andranno responsabilmente affrontate nelle opportune sedi, dimostrano che un centrosinistra unito e con candidature autorevoli e radicate è competitivo e può ampliare il proprio consenso anche nelle condizioni più complicate. Da questo patrimonio politico e umano bisogna ripartire, continuando con la presenza nei territori e rafforzando l’unità della coalizione”, c’è scritto nella nota.
La candidatura di Benedetto e le frizioni nel centrosinistra reggino
La campagna elettorale per le suppletive aveva già evidenziato alcune difficoltà all’interno del centrosinistra che StrettoWeb aveva evidenziato in alcuni articoli. La candidatura di Frank Benedetto avrebbe dovuto rappresentare il punto di sintesi della coalizione, ma è evidente che non è riuscita a ottenere il sostegno pieno e uniforme di tutte le componenti del Partito Democratico. Il tema centrale riguarda il rapporto tra la componente vicina a Giuseppe Falcomatà e il resto del partito. La nota del Pd fa riferimento proprio al consigliere regionale: una parte consistente dell’area che fa riferimento all’ex sindaco di Reggio Calabria non avrebbe sostenuto la candidatura di Benedetto. Queste dinamiche, rimaste inizialmente sullo sfondo, anche se il nostro giornale aveva approfondito la vicenda, sono diventate più evidenti dopo il risultato elettorale e dopo la presa di posizione pubblica del Pd.
Il voto dei territori accende i riflettori sui comuni vicini all’area Falcomatà
A rendere ancora più acceso il dibattito sono alcuni risultati emersi dall’analisi del voto comune per comune. Tra i dati maggiormente discussi c’è quello di Bagaladi, comune dell’area grecanica amministrato da Santo Monorchio, suocero di Giuseppe Falcomatà. Qui il candidato del centrodestra Fabio Roscioli ha ottenuto il 61% dei voti, mentre Domenico Giannetta ha raggiunto il 18,5% e il candidato del centrosinistra Frank Benedetto si è fermato al 18,11%.
Situazioni politicamente rilevanti vengono richiamate anche in altri comuni dell’area metropolitana con i primi cittadini vicini all’ex sindaco: Melito Porto Salvo, guidato dal sindaco Tito Nastasi e Campo Calabro, amministrato da Sandro Repaci, entrambi territori nei quali il risultato del candidato progressista non ha ottenuto risultati rilevanti.
Il dato di Bagaladi
Il dato di Melito Porto Salvo
Il dato di Campo Calabro
Le assenze di Falcomatà ed i litigi interni
Durante la campagna elettorale erano già emersi alcuni segnali di tensione all’interno del centrosinistra. Tra questi, l’assenza di Giuseppe Falcomatà all’iniziativa organizzata con Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, arrivato a Reggio Calabria per sostenere la candidatura di Frank Benedetto. Un altro episodio significativo si è verificato a Melito Porto Salvo, durante un incontro elettorale con Benedetto, dove si è registrato un confronto acceso tra Tito Iaria, segretario di Alleanza Verdi e Sinistra, e il sindaco di Melito Porto Salvo Tito Nastasi.
Il nodo Falcomatà e il futuro del Pd reggino
Sullo sfondo resta il tema del ruolo di Giuseppe Falcomatà nel centrosinistra reggino. L’ex sindaco è stato per oltre un decennio una delle figure centrali della politica cittadina e metropolitana, rappresentando un punto di riferimento per una parte significativa del Partito Democratico. Proprio questa centralità, però, viene oggi messa al centro del confronto interno: il risultato delle suppletive riapre infatti il dibattito sul rapporto tra leadership personale, struttura del partito e capacità di costruire un progetto collettivo. il parlamentare e segretario regionale Nicola Irto ed il segretario metropolitano Panetta cosa faranno? Si prospettano riunioni al vetriolo dove non è detto che si possa arrivare ad una separazioni tra le parti tumultuosa.






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