Le elezioni suppletive di Reggio Calabria si intrecciano con una vicenda che riguarda il rapporto tra Frank Benedetto e la famiglia Falcomatà. A riportare il tema al centro della scena è il giornalista Felice Manti, che in un articolo pubblicato su “Il Giornale” ricostruisce il clima della campagna elettorale per il seggio della Camera dei deputati nel collegio uninominale U05 e dedica particolare attenzione alle tensioni interne al centrosinistra. Nel passaggio più discusso dell’articolo viene citata la posizione dell’ex direttore generale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria, candidato del centrosinistra Frank Benedetto, e il rapporto con una parte del Partito Democratico reggino. Manti scrive: “come cardiologo è stimatissimo, eppure un pezzo di Pd ha fatto capire che farà votare Roscioli: colpa di una sua presunta responsabilità nella morte della madre di Falcomatà qualche anno fa, con tanto (si dice) di strascico risarcitorio”.
“A Reggio Calabria si vota per il seggio lasciato vacante dal sindaco Cannizzaro ma la gente per strada pensa solo alla Reggina”
“Stadio pieno, urne (semi)vuote. A Reggio Calabria si vota per il seggio lasciato vacante dal sindaco di Forza Italia Francesco Cannizzaro ma la gente per strada pensa solo alla Reggina, sprofondata in D dopo i fasti degli anni Duemila e ora in testa al campionato grazie agli sforzi del patron Claudio Lotito, ieri in tribuna per la prima volta. Il voto sulla carta avrebbe un valore nazionale per il battesimo delle urne del generale Roberto Vannacci, l’europarlamentare che ha tradito la Lega e il centrodestra e che qui candida un altro traditore, quel Domenico Giannetta già capogruppo regionale di Fi. Fuori dal Granillo sciamano i settemila tifosi che hanno visto la Reggina battere 2 a 0 l’Igea Virtus. Cannizzaro era sugli spalti, seduto di fianco all’ex collega senatore e presidente della Lazio Lotito, portato sotto braccio a spasso sul Corso Garibaldi di buon mattino. Un messaggio chiaro, il suo: chi vota per Fabio Roscioli – tesoriere azzurro catapultato in Calabria e gradito alla famiglia Berlusconi – vota per me”, scrive Manti nell’articolo
“‘Non bisogna sottovalutare l’importanza di questo diritto che è il voto, bisogna essere protagonisti di una scelta che ci riguarda tutti’, scrive il sindaco sui social, bisogna ‘rafforzare la voce della città laddove si prendono decisioni importanti’. Cioè a Roma, dove Cannizzaro un peso ce l’ha anche senza scranno. La macchina che gli ha garantito una vittoria schiacciante come sindaco, dopo 12 anni di malgoverno firmato Giuseppe Falcomatà, in queste settimane ha lavorato senza sosta per fare terra bruciata ai pochi tentati dall’abbraccio mortale del generale, dato intorno al 10%. Un grande lavoro porta a porta l’ha fatto anche l’ex sindaco Giuseppe Scopelliti, che in tanti danno vicinissimo a tornare in Fratelli d’Italia”, sottolinea Manti.
“Vannacci fa spallucce e sa di essere già all’ultima spiaggia”
“La gaffe su Matilde Siracusano, la compagna del governatore calabrese scollacciata con l’intelligenza artificiale, non hanno convinto gli indecisi. Vannacci fa spallucce e sa di essere già all’ultima spiaggia, (‘la polemica di Siracusano? Sterile e senza basi, nella foto non si vede nulla, non è volgare’) tanto che ammette: ‘adesso vado al mare, la nostra campagna elettorale l’ha fatta Matilde’, contento lui”, puntualizza Manti.
“A un centrodestra che si vede ben sopra il 50% la sinistra ha contrapposto un candidato debole”
“Sorride amaro l’ex dg degli ex Riuniti, il Grande ospedale metropolitano, Frank Benedetto, che ha votato alle 10 nella sezione 22 della scuola elementare Principe di Piemonte. Complice il clima ancora generoso che invita al mare, la scarsa affluenza alle urne (neanche l’11% alle 19, con i comuni ad alta densità mafiosa San Luca e Platì fermi al 2,9 e all’1,6) con circa il 17% dei 350mila aventi diritto residenti all’estero, svuota di valore statistico questa tornata. A un centrodestra che si vede ben sopra il 50% la sinistra ha contrapposto un candidato debole e inviso che ha favorito un astensionismo rivendicato sui social e mortificato una coalizione già martoriata, stimata al 25%”, spiega Manti.
“Al centrosinistra che strepita contro i ‘forestieri’ imposti da Roma qualcuno ricorda gli ‘oriundi’ come Bindi o D’Attorre”
“Benedetto è l’unico tra i 4 candidati a poter votare: Roscioli è romano, Giannetta e l’outsider Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare risiedono nel Reggino ma in Comuni che non rientrano nel collegio (Oppido Mamertina e Gioia Tauro). Al centrosinistra che strepita contro i ‘forestieri’ imposti da Roma qualcuno ricorda gli ‘oriundi’ come Rosi Bindi o Alfredo D’Attorre eletti nell’ex seggio sicuro che era il granaio di Pd e M5s”, conclude Manti.


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