Il primo Consiglio Comunale dell’era Cannizzaro ha scritto una pagina di storia politica di Reggio Calabria. Non era mai successo che un Consiglio Comunale si tenesse all’aperto, nel magico scenario dell’Arena dello Stretto. E non era mai successo che partecipasse anche il vicepremier, nonchè ministro degli Esteri, nonchè leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Un mix di circostanze che ha permesso a un normale consiglio cittadino, come i tanti che si tengono in tutte le città italiane, di ottenere una vetrina di prestigio sui media nazionali.
Un evento che ha permesso di riavvicinare la politica ai cittadini, di celebrare le radici magnogreche facendo rivivere l’Agorà delle antiche polis greche, un sano esercizio di democrazia, di partecipazione, di impegno civico e civile. Qualcosa che, davvero si fa fatica a criticare. A meno che non lo si voglia fare per partito preso. E quel ‘partito preso’ non può che stare a sinistra.
Il problema dei 10.000 euro
Cannizzaro ha strappato applausi e consensi da cittadini, associazioni di categoria, autorità civili, militari, religiose, ministro del governo, ma la sinistra reggina si è sentita in dovere di puntare il dito. L’obiezione? Il Consiglio è costato 10.000 euro. Per altro, cifra che ha permesso di rivendicare i famosi “conti a posto” del Comune.
Quella maledetta necessità di voler essere protagonisti anche quando i riflettori (dopo 12 anni!) puntano sugli altri. Sarà che alla sinistra un po’ gli sta bruciando? Sarà che la Schlein nemmeno si è degnata di trovare un volo per Reggio Calabria (magari Falcomatà l’avrà convinta che sull’aeroporto di Reggio volano ancora solo frottole…) mentre Tajani, leader dello stesso partito di Cannizzaro, annuncia un maxi evento a novembre che porterà 50 esperti di scienza, spazio e agricoltura in città, lo chiama affettuosamente ‘Ciccio’ e lo incensa davanti a una marea umana strappando applausi e cori?
Le due lezioni arrivate dall’Arena
A proposito di reazioni dal pubblico. I cittadini, in democrazia, sono sovrani. La loro volontà espressa in cabina elettorale va rispettata sempre, corretto? Perchè per la sinistra sembra che quando il consenso non sia dalla loro parte, c’è qualcosa che non va. Quella di ieri è stata una serata bellissima, con una grande atmosfera, un momento di ricongiungimento fra cittadini e politica che mancava da tempo. Sono stati solo 2 i momenti di ‘tensione’, entrambi con Marcantonino Malara alla parola.
Al neo capogruppo PD è bastato citare Falcomatà (Italo) per essere sotterrato, letteralmente, di fischi e urla “ha distrutto una città!“. Il riferimento, chiaramente, era a Giuseppe Falcomatà. Tant’è che per poter riprendere la parola, Malara ha dovuto specificare “Italo” Falcomatà. Questo è il ricordo lasciato in 12 anni ai cittadini dall’ex sindaco: ci sarebbe da riflettere, parecchio.
Successivamente, dopo che Malara ha sciorinato i “risultati raggiunti” dalla vecchia amministrazione, allungando enormemente il suo intervento, già monotono e mono tono, sono ripresi mugugni, fischi e urla “e basta!“. Un protagonismo fuori luogo che i cittadini non hanno gradito. Ecco, un buon punto a favore dei Consigli Comunali aperti: sentire, live, le reazioni della gente alle castronerie e a chi le dice.
Alla prima lezione, ha fatto seguito subito la seconda, in questo caso, di stile. Federico Milia, neo presidente del Consiglio Comunale, ha invitato più volte i cittadini ad abbassare i toni, finchè ha preso la parola per dichiarare che proprio per la volontà di discontinuità con il passato, anche l’Opposizione può esprimere le proprie idee, anche contrarie alla Maggioranza, e che sia giusto far completare a Malara il proprio intervento. Poche parole, accompagnate da applausi. E Malara ha potuto concludere il suo monologo.
A parti invertite, la sinistra pluralista, all inclusive e sempre pronta al dialogo (con chi la pensa allo stesso modo) avrebbe fatto lo stesso? Vogliamo pensare di sì.
I cittadini, intanto, hanno parlato anche ieri e si sono fatti sentire. Dei 10.000 euro del Consiglio Comunale importa il giusto, essendosi trattato di un grande spot per la città, ben altro rispetto alla presentazione della giunta Falcomatà a Santa Venere. Per altro, soldi che la precedente amministrazione non ha, comunque, utilizzato per risolvere alcuno dei problemi ereditati da quella nuova.
Provate voi, poi, a organizzare un Consiglio Comunale, con migliaia di persone e Tajani a Palazzo San Giorgio. E se ci riuscite, magari possiamo proporre anche a Ultimo un concerto indoor a Palazzo Alvaro: in quel caso, la sinistra potrebbe prendersi tutti i meriti che vuole e nessuno avrebbe il coraggio di smentire.


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