Finalmente un toto-giunta senza toto-giunta. Dopo 12 anni di Falcomatà con 7 vice Sindaci e 40 assessori sempre arrivati dopo un lungo e tormentato tam-tam di trattative tramite i giornali o addirittura Whatsapp, il neo Sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro sta ribaltando un’eredità di mediocrità e improvvisazione con il suo stile: una grande riservatezza e una assoluta professionalità. Segue le orme di Giorgia Meloni al governo nazionale e di Roberto Occhiuto al governo regionale: ricordate quando Giusi Princi venne nominata da Occhiuto quale nuovo vice Presidente della Regione Calabria? Non lo sapeva nessuno (praticamente neanche lei, informata pochissime ore prima dell’annuncio ufficiale!). O quando, poche settimane fa, Cannizzaro annunciava con un video social la sua candidatura a Sindaco, e poco dopo quando con la stessa modalità presentava i cinque candidati delle circoscrizioni quasi tutti totalmente inattesi? Cannizzaro non parla con nessuno, ma lavora dietro le quinte. Un atteggiamento di grande serietà e professionalità, di cui Reggio Calabria aveva enormemente bisogno.
Ecco perché a dieci giorni dalla sua elezione, ancora nessuno parla di nuova giunta. Almeno sui giornali, sui social. Non circolano nomi, tutti brancolano nel buio. Perché Cannizzaro è letteralmente blindato nei suoi uffici dove lavora senza far filtrare nulla, neanche con i suoi fedelissimi. Perché poi uno lo dice alla moglie, un altro all’amico, e le voci iniziano a circolare, Reggio è piccola molto più di quanto non appaia e tutti lo sanno nel giro di poco. Invece oggi nessuno sa nulla, neanche tra i diretti interessati. In città ci sono almeno 3-4 assessori che si alzano la mattina, vanno al lavoro, prendono i figli a scuola, poi tornano a casa, qualche sera vanno anche al ristorante, e sono completamente ignari del fatto che tra qualche giorno Cannizzaro li chiamerà poche ore prima dell’annuncio ufficiale.
Intanto alle 18:30 di domani il nuovo Sindaco si insedierà ufficialmente a Palazzo San Giorgio con la fascia tricolore, giusto in tempo per accogliere da Sindaco il premier Giorgia Meloni che dopo poche ore, venerdì mattina, arriverà in città per la prima volta da premier in occasione della Festa Nazionale dei Carabinieri. Un momento importante nella storia recente della città.
Altrettanto importante sarà la formazione della nuova giunta, che ci aspettiamo per la prossima settimana. Cannizzaro è molto consapevole che questo sarà il passaggio decisivo della sua nuova stagione politica alla guida del Comune di Reggio Calabria. Solo con gli Assessori giusti può aprire un’era di buon governo, può affrontare in modo adeguato i problemi della città per risolverli. Servono competenze, servono le figure giuste al posto giusto. Ecco perché Cannizzaro non sta pensando agli amici da sistemare, ai partiti da accontentare, ma ai profili migliori da individuare per ogni relativo settore. Si sta muovendo in quest’ottica, e per questo motivo pensiamo che almeno la metà della giunta sarà composta da assessori esterni. Figure importanti, di altissimo profilo non solo locale ma anche nazionale, che alzeranno enormemente il livello della politica e della pubblica amministrazione cittadina. Tra questi, un vice Sindaco donna particolarmente rappresentativo e un Assessore molto importante in un settore strategico per la città.
L’autorevolezza e la credibilità di Cannizzaro contro i possibili malumori
Qualcuno potrà storcere il muso rispetto all’idea degli esterni, ma è la stessa genesi normativa che differenzia enormemente i ruoli. La giunta è il potere esecutivo della città, come i Ministri di un governo. Quanti Ministri sono eletti e quanti sono invece esterni? Il consiglio, al contrario, ha il potere legislativo ed è la più alta rappresentazione della volontà popolare, che finisce appunto in consiglio. Non c’è quindi alcun tipo di regola o legge secondo cui i più votati debbano diventare assessori. Anzi. La ratio della giunta è completamente opposta rispetto alle logiche di rappresentanza. La giunta deve essere funzionale al Sindaco, alla sua linea politica e alla sua idea di città, con figure – anche tecniche, soprattutto esterne – che siano competenti in ogni settore e scelte in base alla fiducia del primo cittadino, non seguendo le preferenze popolari.
Davvero qualcuno preferisce rimanere in consiglio senza fare l’assessore?
In questi giorni molti eletti in consiglio comunale stanno dicendo in giro che non vogliono fare gli assessori. Un po’ perché temono di diventare eccessivamente condizionati a Cannizzaro, che potrebbe cacciarli in qualsiasi momento (e così perderebbero anche il posto in consiglio, a cui dovranno rinunciare per la nomina in giunta), e un po’ perché dovrebbero mettersi in aspettativa dal lavoro: un paletto già chiarito da Cannizzaro, che vuole figure impegnate a tempo pieno nel lavoro per la città. Ma alla fine potrebbe anche esserci un altro motivo: la scaramanzia. Li vogliamo vedere tutti questi consiglieri che, una volta scelti da Cannizzaro, dovessero rinunciare a fare gli Assessori… Anche nelle amministrazioni di Falcomatà c’erano consiglieri delegati che andavano a dire in giro che loro avevano scelto così, che era stata una loro richiesta, perché così rimanevano “autonomi” in consiglio per cinque anni. In realtà era Falcomatà che non li aveva mai considerati per le sue, pur fantasiose, giunte comunali.
La nuova giunta: chi saranno i 9 assessori? Gli alleati di Cannizzaro: Fratelli d’Italia, Lega e Scopelliti
Gli assessori di Cannizzaro devono essere 9, per legge. E su questo non si scappa. Almeno la metà, deve essere per forza di cose di un genere diverso da quello dominante. Quindi quattro donne e cinque uomini, o cinque donne e quattro uomini. Questi sono gli unici vincoli burocratici che ha il nuovo Sindaco. Per il resto, conta moltissimo la sua credibilità e autorevolezza: è un parlamentare vicinissimo alla leadership di uno dei partiti più importanti del panorama nazionale, quindi non si farà ricattare da nessuno anche in forza al suo risultato straordinario. Con il 65% dei voti e 24 consiglieri su 32, è più facile che sia lui a liberarsi di qualcuno – se dovesse testimoniare malumori – anziché immaginare che qualcuno possa anche solo minimamente pensare di imporgli degli aut-aut. Ecco perché riteniamo che la metà, e forse anche di più, dei nuovi assessori saranno esterni al nuovo consiglio comunale. A partire dai principali alleati di Cannizzaro: Fratelli d’Italia e Lega. Riteniamo molto difficile, quasi impossibile, che Cannizzaro scelga qualcuno tra gli eletti. Più probabile che chieda ai vertici dei partiti, con cui ha ottimi rapporti a Roma, si indicare nomi adeguati ad una giunta di altissimo profilo, in rappresentanza di FdI e Lega appunto. Dovranno essere figure dei partiti ma gradite a Cannizzaro, prima di tutto rispetto alle competenze adeguate al ruolo e poi anche come tipo di profilo politico.
Gli equilibri interni alla coalizione sono chiari: alla Lega andrà ovviamente un solo assessore, mentre Fratelli d’Italia potrebbe pretenderne due ma rispetto alle richieste dei partiti si aprirà una partita molto più ampia e più grande che coinvolge anche la Presidenza del Consiglio comunale, un ruolo di grandissimo prestigio e rilievo, e soprattutto la nuova Amministrazione della Città Metropolitana dove Cannizzaro dovrà scegliere il Vice Sindaco e i consiglieri delegati. Anche se ha già detto che darà enorme peso ai territori della Provincia, non mancherà qualche figura della città capoluogo. Ecco perché è molto probabile che alla fine nella giunta comunale gli assessori di Lega e Fratelli d’Italia saranno in ogni caso uno ciascuno. E potrebbero essere entrambe donne. Un’altra figura arriverà dal mondo di Reggio Futura e di Peppe Scopelliti, che ha superato l’8% dei voti eleggendo tre consiglieri comunali (gli stessi del Pd!). Ma anche in questo caso l’Assessore sarà una figura gradita e apprezzata da Cannizzaro, magari con esperienza politica e quelle competenze necessarie ad una giunta di alto livello. Rimangono sei figure, e se pensiamo alle liste il cerchio si chiude tra Forza Italia, Cannizzaro Sindaco e Alternativa Popolare. Gli alleati minori (Noi Moderati, Azione e Insieme si Può) che hanno eletto un solo consigliere, non possono ambire ad un ruolo in Giunta anche se verranno coinvolti nell’Amministrazione con altri incarichi e altri ruoli.
Le figure più vicine a Cannizzaro
Tra gli eletti, è molto difficile che Cannizzaro decida di catapultare subito in giunta i ragazzi della sua lista. Paolo Bilardi, Nicola Zera Falduto, Manuela Iatì e Stefano Vilasi sono tutti giovanissimi, tutti alla prima esperienza. Per quanto molto validi e stimati, andranno in consiglio a farsi le ossa (e, conoscendoli, riteniamo alzino moltissimo il livello del consiglio comunale, finalmente su nuovi standard). Non abbiamo menzionato volutamente Fabio Colella, che è arrivato terzo con oltre mille voti ma a differenza degli altri quattro, proprio ragazzino non è, e soprattutto ha competenze specifiche di livello olimpico (letteralmente) nel settore dello sport. Immaginare un Assessore allo Sport migliore di Fabio Colella è difficile per la città di Reggio Calabria. Assurdo non lo sia mai stato fino ad oggi. Entusiasmante, se qualche Sindaco lo avesse voluto individuare come esterno. E adesso che è interno, eletto con un così grande consenso elettorale, a maggior ragione potrebbe diventare il primo profilo – almeno in termini di facilità di scelta – per una squadra di governo basata su competenze e alti standard professionali.
Sono rimasti Forza Italia e Alternativa Popolare. O Alternativa Popolare e Forza Italia. Non sono la stessa cosa, ma quasi. AP è confederato con Forza Italia e Massimo Ripepi si è avvicinato così tanto a Cannizzaro negli ultimi anni, da diventare una cosa sola. Se non entrerà in giunta, sarà il nuovo Presidente del Consiglio comunale. Se non sarà il nuovo Presidente del Consiglio comunale, entrerà in giunta. Per Forza Italia, le figure di Tonino Maiolino e Federico Milia sono le più accreditate: sono stati i più votati, hanno già compiuto esperienza a Palazzo San Giorgio e potrebbero essere considerati da Cannizzaro pronti ad entrare in giunta, tra l’altro trascinando così in consiglio comunale altre due figure importanti del partito principale come Rocco Lascala e Pasquale Imbalzano.
Rimane la questione di genere: se davvero dovessero entrare in giunta Maiolino, Milia, Ripepi e Colella, allora significa che tra gli altri cinque assessori solo uno potrà essere maschio. Ma non è detto che gli assessori di Forza Italia siano davvero due, così come sugli altri nomi siamo consapevoli di fare congetture. Ipotesi giornalistiche basate sull’esperienza personale, sulla conoscenza dei meccanismi politici, non su informazioni di prima mano e tantomeno su indiscrezioni. Dopotutto quando un mese prima delle elezioni avevamo previsto i seggi del nuovo consiglio comunale, con minuscoli margini di errore poi rispetto al risultato elettorale, non avevamo fonti dirette in tutto il corpo elettorale.
E anche oggi facciamo previsioni. Anche perché Cannizzaro in questi giorni è barricato in se stesso, irraggiungibile, non sta parlando con nessuno e non si sta confidando con nessuno. Ed è meglio così. Perché oggi, anche per quanto riguarda StrettoWeb, dopo 12 anni in cui siamo stati tristemente costretti a raccontare disastri, scandali imbarazzanti di mala politica, umiliazioni vergognose e disservizi da terzo mondo sulla pelle dei cittadini costretti a sofferenze atroci, oggi la prospettiva di poter finalmente raccontare una città che cambia a partire dalla propria classe dirigente e da un’Amministrazione di alta qualità, di alto profilo, con figure competenti e adeguate al ruolo, vale molto più di uno scoop.




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