Per molti sono stati la vera rivelazione delle elezioni comunali di Reggio Calabria. Non per tutti perchè noi lo avevamo scritto un mese prima del voto che Alternativa Popolare avrebbe conquistato due seggi, esattamente alla pari della Lega. E così è andata. Il partito guidato da Paolo Alli, confederato con Forza Italia e membro del Partito Popolare Europeo, ha registrato in riva allo Stretto un exploit straordinario con 4.245 voti validi alla lista, pari al 4,82% degli elettori delle elezioni comunali reggine. Così, Alternativa Popolare ha eletto due consiglieri comunali: esattamente alla pari con la Lega, il doppio di due grandi partiti strutturati a livello nazionale come Noi Moderati e Azione. E, se vogliamo continuare, soltanto uno in meno del Pd e due in meno di Fratelli d’Italia. Se questo fosse lo schema nazionale, AP sarebbe il cuore della politica nazionale. Ma intanto i vertici del partito stanno immaginando di fare una statua a Massimo Ripepi che, da Coordinatore Regionale del partito in Calabria, sta trascinando AP su risultati che non hanno eguali negli altri territori nazionali.
Per Massimo Ripepi è stata un’elezione molto complicata: non solo candidato, primo degli eletti con 1.050 voti (+60 rispetto a sei anni fa e addirittura +200 rispetto a dodici anni fa), ma è stato anche il coordinatore della lista. Un ruolo che solitamente viene ricoperto da una figura che non si candida: serve ad individuare i candidati, assicurare che tutti abbiano le condizioni ideali per fare bella figura e portare i loro voti, sostenerli personalmente e aiutarli nella campagna elettorale. Nonostante questo, Ripepi ha raccolto enormi consensi anche grazie al suo ruolo di opposizione dura e pura nei confronti della classe dirigente che portava la città allo sfascio. Un ruolo che Ripepi si è ritagliato con enormi difficoltà, spesso e volentieri completamente isolato, nel corso dei 12 anni di amministrazione Falcomatà. E oggi che quella sinistra che ha asfissiato la città crolla, lui raccoglie i frutti del lavoro svolto con grande coerenza e lucidità.
Quello di Emiliano Imbalzano è stato un vero e proprio exploit con 969 voti per lui che solitamente viaggiava intorno a 500-600 preferenze. Il suo ritorno a Palazzo San Giorgio, dove era già stato consigliere comunale per due consiliature dal 2011 al 2020, porta una grande dose di esperienza e qualità che alzerà il livello del confronto politico cittadino.
Abbiamo intervistato Ripepi e Imbalzano a 360 gradi, approfondendo tutti i temi del momento: particolarmente importanti i passaggi sulle emozioni di una campagna elettorale “entusiasmante“, le parole nei confronti del neo Sindaco Francesco Cannizzaro, “il trascinatore che serviva“, le riflessioni sull’Aeroporto di Reggio Calabria che vive un momento di rilancio straordinario, sul Ponte sullo Stretto “che è l’opera più straordinaria e importante di tutte, e darà benefici enormi alla nostra città“, ma anche quelle sulla Reggina dove si attende la cessione di Ballarino che “non potrà che passare dal nuovo Sindaco“. Ma il punto fondamentale del messaggio di Ripepi e Imbalzano, accomunati non solo nella visione politica, nella lista e nel partito, è quello sull’identità: “l’amore per la città ci differenzia da una sinistra che vuole annullare ogni identità, per loro siamo tutti uguali nel mondo, per noi è invece importante difendere le identità caratteristiche di ognuno. Proprio nel caso di Reggio Calabria, hanno svenduto la città alla loro ideologia senza alcun tipo di passione e amore per Reggio. Noi, invece, Reggio la amiamo davvero e la difenderemo da tutto, sarà il nostro unico interesse“.
L’intervista completa:


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