“Ho vissuto la gioia del risultato in modo, diciamo così, particolare! Ero in aereo, non avevo il wi-fi, la Mongolia è uno dei Paesi più lontani, sono state ore di ansia! Ho potuto assaporare il risultato soltanto a notte fonda, appena atterrata, e quel plebiscito mi ha dato una gioia enorme“. Giusi Princi apre il cuore ai microfoni di StrettoWeb in un’intervista in cui racconta il grande turbinio di emozioni degli ultimi giorni, e degli ultimi mesi, con l’importante missione diplomatica in Mongolia che ha appena concluso lontana da Reggio Calabria proprio nei giorni in cui il fraterno cugino Francesco Cannizzaro diventava Sindaco della città.
Uno scherzo del destino, quello che ha imposto la concomitanza tra il giorno dello scrutinio e la partenza per uno dei viaggi più importanti degli ultimi anni per la geopolitica dell’Unione Europea. Giusi Princi, che poteva essere il candidato Sindaco, che poteva essere eletto Sindaco, quel giorno era invece su un volo intercontinentale in qualità di Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Asia centrale (DCAS). E’ la delegazione che sta lavorando meglio tra tutte le delegazioni del Parlamento europeo, motivo di orgoglio per la guida reggina che in meno di due anni dall’insediamento a Bruxelles si sta facendo apprezzare in contesti così importanti, in cui la diplomazia parlamentare è strategica nel nuovo assetto geopolitico mondiale.
Nell’intervista, Giusi Princi evidenzia l’importanza diplomatica della missione in Mongolia e anche i toccanti retroscena umani, con la visita alle comunità nomadi delle steppe che “ci trasmettono valori di riconciliazione con l’umanità“, ma non mancano i riferimenti alla vita politica cittadina e allo sviluppo della città, con le nuove prospettive date dall’elezione di Cannizzaro, molto più di un cugino per l’eurodeputato che avrebbe potuto essere – appunto – candidato al suo posto. “In un primo momento avevamo ragionato con Francesco sulla mia persona, avevo dato la mia disponibilità, ma poi lui è voluto scendere personalmente in campo“, svela ai microfoni di StrettoWeb nel corso dell’intervista odierna, in cui poi racconta di aver condiviso con Cannizzaro i momenti di gioia e soprattutto tensione della campagna elettorale, quelli più difficili “quando gli avversari hanno iniziato a compiere attacchi personali, insulti, offese“, sfociati in quell’abbraccio liberatorio sul palco del comizio che ha commosso la città intera.


















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