Reggina, la (buona) politica deve trovare investitori. Non i compari per poi mettere amici, figli e nipoti

Reggina, il lavoro di Cannizzaro rappresenta il modo più sano di fare politica: individuare i migliori investitori privati che possano fare grande il club. Non come Falcomatà, Brunetti e Versace che invece hanno messo i peggiori per sistemare amici e parenti…

Lo scatto decisivo per la cessione della Reggina a una nuova, forte, fortissima proprietà, avvenuto ieri mattina a Roma con la regia del neo Sindaco Francesco Cannizzaro, ha scatenato dibattiti e riflessioni in città suo ruolo della politica nello sport. In particolare, i sostenitori della sinistra di Falcomatà, Brunetti e Versace che in questi anni hanno applaudito la Reggina di Ballarino non certo per meriti sportivi, ma per pregiudizio ideologico, si sono scatenati: “ma come, non dicevate che la politica deve rimanere fuori dallo sport”? Certamente. La politica deve rimanere fuori dalla società, ed è esattamente quello che succederà con Cannizzaro. Ma la politica, e lo abbiamo sempre sostenuto, ha anche il compito istituzionale di risolvere i problemi e di individuare i migliori investitori possibili nella città e nel territorio, sport compreso. Ed è esattamente quello che sta facendo Cannizzaro: lo aveva promesso in campagna elettorale, e alla prima prova del nove sta dimostrando di rispettare gli impegni presi con gli elettori.

Che adesso venga criticato per questo, può anche essere comprensibile per chi è abituato ad una classe politica puntualissima a smentire tutti gli impegni assunti in campagna elettorale. Sembra di vedere le stesse reazioni indignate dei compagni, quando Giorgia Meloni ha abolito il reddito di cittadinanza e il superbonus, o riavviato l’iter per il Ponte sullo Stretto, o approvato la riforma della giustizia. O quando Roberto Occhiuto ha portato Ryanair a Reggio Calabria. Questa maledetta destra che ha il vizio di rispettare gli impegni assunti nel programma elettorale votato dal popolo!

Un politico che viene criticato perchè, dopo aver stravinto le elezioni, fa esattamente ciò che aveva promesso in campagna elettorale, non può che essere orgoglioso della propria azione. A chi lo critica, invece, non basterebbe neanche il raddoppio del bonus psicologo: dovrebbe andare dallo psichiatra.

La politica e la Reggina, due realtà sempre legate ma solo una volta in modo tossico e anomalo

Da sempre, la politica cittadina lavora a sostegno della Reggina: Italo Falcomatà prima e Giuseppe Scopelliti poi sono stati sempre molto vicini alla Reggina di Lillo Foti e hanno contribuito ai suoi straordinari successi. Poi è arrivato Giuseppe Falcomatà, e ne abbiamo viste di tutti i colori: mentre la città sprofondava nella peggiore stagione di degrado e arretratezza, anche lo sport finiva negli abissi. Per la Reggina, due fallimenti e mezzo, la telefonata di Tavecchio, il muro alzato contro Nick Scali, il sostegno ai Praticò (fino alla recente candidatura alla presidenza della circoscrizione), la cittadinanza onoraria a Luca Gallo, la nefasta scelta di Ballarino con amici, compari, figli e nipoti tra prima squadra e giovanili. E adesso il problema è se Cannizzaro cerca gli investitori migliori possibili per la Reggina, per poi mettersi da parte, da Sindaco? Siamo certi che non ci sarà l’ombra della politica nella nuova Reggina che sta nascendo in queste ore a Roma. Non ci saranno amici di Cannizzaro, parenti di Cannizzaro, né nella dirigenza né nelle varie squadre. E siamo certi che non vedremo Cannizzaro come una presenza ingombrante in zona mista, in casa e in trasferta, addirittura rispondere alle domande dei giornalisti nel post-partita, proprio come se fosse un dirigente del club.

Questo hanno fatto gli amministratori comunali degli scorsi anni a Reggio Calabria, con gli allocchi che applaudivano compiaciuti e adesso si permettono di criticare Cannizzaro perchè sta portando a Reggio i migliori investitori possibili nel club amaranto!

Cannizzaro risolve il problema Reggina ereditato da chi ha scelto i peggiori (per sistemare gli amici) e ottenuto 4 anni di dilettantismo

Cannizzaro sta risolvendo il problema della Reggina, un problema drammatico ereditato dalla sinistra di Falcomatà, Brunetti e Ballarino. Una volta risolto, cioè trovata una nuova proprietà forte e autorevole che possa garantire successi e vittorie, Cannizzaro lascerà che la Reggina faccia il suo corso (virtuoso), e si occuperà degli altri tantissimi problemi che la sinistra gli ha lasciato in eredità. E’ la buona politica. Sta trovando investitori, non cercando amici e compari. Quello che invece la politica non deve fare, è proprio ciò che hanno fatto Falcomatà, Brunetti e Versace. Hanno scelto i peggiori, tra coloro che si erano presentati al bando di tre anni fa. E poi hanno messo i nipoti in prima squadra, i figli nelle giovanili, gli amici nella dirigenza, e hanno gestito il club come se fosse qualcosa di famiglia. Esattamente con lo stesso atteggiamento di appropriazione dei beni pubblici che gli era già costato il mega processo Miramare, lo scandalo dei brogli elettorali, e poi rivisto in tutte le nomine illegittime in campagna elettorale, prontamente annullate dallo stesso Cannizzaro pochi giorni fa.

Solo gli allocchi non se ne sono accorti, dopo tre anni di fallimenti disastrosi. Con la stampa amica, blateravano di “lussi per la categoria“, di “super corazzata“, di “investimenti nel settore giovanile“, e invece erano solo spazi per dare una mano a chi – sempre della famiglia, ovviamente – ne avesse bisogno.

Se Falcomatà, Brunetti e Versace avessero scelto l’altra cordata, palesemente la migliore, nessuno avrebbe parlato di scelta politica o di errore. Nessuno avrebbe protestato. Perché era la scelta giusta, che tutti avremmo fatto in quel momento. Il problema di Falcomatà & Co. non è stato quello di scegliere, anzi. Il buon Gianni Latella lavorava per cercare investitori, e non era neanche d’accordo sulla scelta per Ballarino. Era stato lui a chiamare Bandecchi. Ed è stato l’unico ad avere avuto poi il coraggio, poche settimane fa, di presentarsi in piazza con i tifosi e prendersi fischi che non meritava. Perché quei fischi erano tutti per Falcomatà, Brunetti e Versace. Che hanno fatto danni enormi in città e portato la Reggina al punto più basso della sua storia: quattro anni consecutivi di serie D. E poi sono anche scappati, si sono nascosti dai tifosi. Li abbiamo contestati per questo, perchè hanno lavorato nell’interesse personale e partitico, non per il bene della Reggina. Qualora Cannizzaro facesse lo stesso, continueremmo a denunciarne le nefandezze. Ma Cannizzaro sta facendo esattamente il contrario. Con i suoi contatti e i suoi rapporti frutto di otto anni da parlamentare vissuto nella prima linea di uno dei principali partiti nazionali, Cannizzaro ha individuato la migliore soluzione possibile per il futuro della Reggina rimediando al disastro ereditato dalla sinistra che invece aveva scelto i peggiori, pur avendo alternative enormemente superiori, ottenendo quattro anni consecutivi di dilettantismo e una società ostaggio di Palazzo San Giorgio.

Adesso, invece, sta iniziando un’altra storia. Finalmente sana. Finalmente virtuosa. Non solo la Reggina non sarà più ostaggio di una parte politica, ma ci sono persino tutte le condizioni affinché il glorioso club amaranto possa tornare davvero grande, e in città si scateni nuovamente quell’entusiasmo che poi non venga tradito. Come sarebbe accaduto per Rizzetta, sulla falsariga dei vari Gallo e Saladini. Momenti di esaltazione collettiva effimeri, poi frantumati in bruschi risvegli ampiamente previsti da chi veniva etichettato come “nemico”. La buona politica deve trovare investitori, ed è quello che Cannizzaro sta facendo. Esattamente l’opposto rispetto a chi lo ha preceduto.