Cessione Reggina, ci siamo: la fumata bianca in settimana! Così abbiamo scampato il grande inganno di Matt Rizzetta, l’amico di Tacopina che aveva innescato l’ennesima illusione collettiva

Mentre la città impazziva per le storie social e i proclami d'oltreoceano, Ballarino lavorava dietro le quinte per chiudere un’operazione molto più seria e importante per il futuro della Reggina. E adesso ci siamo: l'accordo c'è già, per l'ufficialità è questione di giorni

Ancora qualche ora, e ci siamo. Tra pochi giorni, il passaggio di proprietà della Reggina si concretizzerà in termini ufficiali. Decisivo lo scatto di questa mattina a Roma, dopo che nelle ultime settimane attorno al futuro del glorioso club amaranto si era scatenato un vero e proprio delirio collettivo. Una piazza storicamente passionale, ma troppo spesso ingenua, è letteralmente impazzita per il nome di Matt Rizzetta, dando per fatto un passaggio di quote societarie che, nei fatti, è sempre stato lontano. In questo scenario di esaltazione ingiustificata, su StrettoWeb abbiamo scelto la via del silenzio. Non abbiamo scritto nulla per giorni, e non lo abbiamo fatto a caso. Mentre gli altri rincorrevano i mi piace e le indiscrezioni colorate di rosa, noi abbiamo preferito azionare il cervello, applicando la vecchia, solida regola giornalistica delle cinque W: Chi, Cosa, Dove, Quando e Perché. Abbiamo preferito verificare le notizie alla fonte piuttosto che berci le dichiarazioni ambigue e le storie social decisamente infantili con cui questo personaggio italo-americano ha sapientemente gettato fumo negli occhi di una tifoseria affamata di sogni. Il problema è che a Reggio Calabria basta un nuovo pifferaio per dimenticare i disastri dei precedenti, ma noi non ci stiamo e – come sempre, come abbiamo già fatto con Saladini e con Ballarino negli ultimi anni – vogliamo guardare e raccontare solo ed esclusivamente la verità per quella che è.

L’amicizia con Tacopina e l’inibizione flash con penalizzazione per i ritardi nei pagamenti a Campobasso

Il primo grande motivo di  profondo scetticismo rispetto al fatto che Rizzetta potesse rappresentare una buona soluzione per il futuro della Reggina risiede nelle frequentazioni e nei modelli di riferimento del magnate americano. Rizzetta, infatti, è un amico strettissimo di Joe Tacopina, un personaggio che nel panorama del calcio italiano ha lasciato dietro di sé soltanto macerie e delusioni profonde, come ben sanno i tifosi di Bologna, Venezia e, soprattutto, la Spal, sedotte e abbandonate nel giro di pochissimo tempo. La falsariga su cui si muove il potenziale acquirente della Reggina sembra essere esattamente la stessa. Basti guardare la sua rapidissima parabola nel nostro calcio: prima un investimento flash nell’Ascoli, abbandonato dopo meno di tre anni per concentrarsi sul Campobasso. Certo, in Molise ha vinto un campionato di Serie D, ma trionfare nei dilettanti non significa aver vinto la Champions League. Lo sanno bene a Trapani con la gestione Antonini e lo sanno della Reggina per come hanno visto vincere il Savoia quest’anno. Vincere la D è il minimo sindacale per chiunque, ma quando non si rivela soltanto un successo effimero? Infatti è al primo anno nel calcio professionistico che – anche per Rizzetta – sono emersi i veri nodi al pettine.

Al debutto in Serie C, il Campobasso ha rimediato immediatamente una penalizzazione per via di gravi violazioni amministrative legate al ritardo nei pagamenti. Nel dettaglio, il problema è nato dal mancato rispetto della scadenza federale fissata per il 16 ottobre 2025. La Co.Vi.So.C. ha riscontrato che il club non aveva versato entro quel termine una quota residua di contributi INPS di circa 14 mila euro, legata alle rate di un vecchio piano di ammortamento e rateizzazione con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il Tribunale Federale Nazionale si è pronunciato a fine novembre dello scorso anno deliberando due punti di penalizzazione in classifica per la società e tre mesi di inibizione per i vertici del club, tra cui lo stesso presidente Matt Rizzetta. Non si è trattato, insomma, di un bell’esordio nel calcio dei professionisti.

Le bugie mediatiche e il paradosso del doppio binario

Oggi assistiamo a un film già visto, che soltanto un tifoso con i paraocchi può far finta di non vedere. L’imprenditore si fa intervistare dai giornali reggini, che guarda caso sono gli stessi identici salotti mediatici che un tempo definivano Saladini un “genio della finanza” e, negli ultimi tre anni hanno dipinto Nino Ballarino come un navigato esperto di calcio globale. In queste interviste compiacenti vengono lanciate dichiarazioni al miele talmente esagerate da risultare grottesche, come l’affermazione secondo cui Rizzetta sognava la Reggina fin da bambino. Davanti a queste fesserie, una parte della tifoseria si è fatta prendere clamorosamente in giro, ma questa non è una novità. In ogni caso sarebbe bastato sfogliare i giornali locali di Campobasso per scoprire una realtà totalmente incompatibile: sui media molisani la narrazione ufficiale è che il presidente non molla affatto, anzi, sostiene di lavorare per allestire uno squadrone per tentare l’assalto alla Serie B. Le due cose si escludono a vicenda, a meno che non si creda alle favole: basterebbe riflettere sulle regole, ancora una volta, e al divieto delle multiproprietà. E va bene che a Reggio Calabria siamo refrattari al rispetto delle norme (ancora qualcuno insiste a difendere Saladini e sostenere teorie del complotto sull’esclusione da una serie B a cui la società voleva partecipare senza pagare l’iscrizione!), ma a tutto c’è un limite.

E poi, ammesso e non concesso che Rizzetta abbandonasse il Campobasso per prendere la Reggina, che affidabilità avrebbe per le future prospettive del club amaranto? Rizzetta ha già abbandonato l’Ascoli per il Campobasso, adesso dovrebbe abbandonare Campobasso per la Reggina. E se dovesse farlo, chi garantisce che tra uno o due anni non abbandonerà anche la Reggina per chissà quale altra avventura sognava in culla? A dire il vero, rimbalzano notizie secondo cui avrebbe addirittura fatto una mega-offerta per rilevare il Napoli di De Laurentiis! Ma agli allocchi nostrani, purtroppo, va bene tutto pur di alimentare l’illusione del salvatore della patria.

Una trattativa con le frittole su Instagram e quel legame con i dirigenti della Reggina di Ballarino

Ancora più raccapricciante lo scenario social con cui Rizzetta si è presentato alla città: storie sui social, messaggi pieni di ego, fotografie di una città in cui non è mai stato e addirittura un’immagine delle frittole. Che tipo di profilo ci può essere dietro una vetrina di questo tipo? Ecco perché il neo Sindaco Cannizzaro, che è da otto anni in parlamento, ha parlato pubblicamente di atteggiamenti “bizzarri e strani”. Non è un mistero che Rizzetta sia molto vicino ad alcuni dirigenti molto mediocri della Reggina di Ballarino, a cui ha promesso una riconferma, nonostante i disastrosi risultati degli ultimi tre anni. Ecco perché parliamo di scampato pericolo: la nuova proprietà dovrà azzerare completamente tutti coloro che hanno contribuito all’umiliante e drammatica stagione degli ultimi tre anni in riva allo Stretto, unica strada per tornare a fare calcio sul serio.

Perché Ballarino oggi rappresenta l’unica garanzia

In questo caos programmato, emerge una verità scomoda e controcorrente: un altro Saladini e un altro Ballarino noi non lo vogliamo, e non riteniamo che qualsiasi cosa vada bene purché si cambi. Ecco perché l’attuale proprietario catanese oggi rappresenta paradossalmente la migliore garanzia per il futuro della Reggina. Il motivo è squisitamente economico. Ballarino pretende soldi veri per cedere il club, si parla di una richiesta monumentale superiore a un milione e mezzo di euro a fronte di una società che non vale nulla dal punto di vista finanziario. Ma la richiesta è talmente tanto reale al punto che sappiamo per certo che ha rifiutato pochi mesi fa un milione tondo offerto da un gruppo di imprenditori reggini vicini alla società, e ha spedito al mittente anche un’altra offerta di 600 mila euro da un importante dirigente sportivo di una società emiliana con origini reggine. Ballarino rifiuta queste somme – pur essendo spropositate rispetto al reale valore del club – proprio perché intenzionato a recuperare fino all’ultimo centesimo di quanto investito in questi anni di continui fallimenti sportivi. La sua rigidità è una garanzia per la città perché chi ha problemi per 2oo o 300 mila euro, come potrà mai questa stessa persona garantire i dieci milioni di euro necessari al primo anno tra una Serie D da stravincere e una Serie C da affrontare con costi di gestione altissimi? Ballarino in questi giorni si è dimostrato molto attento a non farsi fregare da chi oggi si crede più scaltro di lui. Ecco perchè ha messo da parte i venditori di fumo e sta lavorando con chi può davvero offrirgli garanzie importanti, che sono le stesse garanzie sulla bontà del futuro della Reggina. L’accordo c’è ed è per una cifra superiore a quelle già rifiutate. E ormai non si torna indietro: siamo ai dettagli, che si definiranno nei prossimi due giorni. Poi, la fumata bianca entro questa settimana e, con ogni probabilità, la conferenza ufficiale con il passaggio di consegne in città la prossima settimana. E così, almeno, dopo tre anni di disastri Ballarino sarà riuscito a garantire l’epilogo più saggio per la sua esperienza alla Reggina e lo ricorderemo in modo più dolce, dopo che avrà consegnato il club a chi davvero potrà farlo tornare dove merita.