Nella serata di ieri, la Domotek Volley Reggio Calabria ha raggiunto la finale Playoff per la promozione in Seri A2, traguardo storico in una stagione di per sé straordinaria, nella quale sono già arrivate Coppa Italia di Serie A3 e Supercoppa di categoria. Un triplete, con annessa promozione, sarebbe qualcosa di unico e rappresenterebbe il punto più alto della pallavolo maschile cittadina. Gara-1 dei Playoff contro Belluno si giocherà il 6 maggio a Reggio Calabria, la Domotek avrà il vantaggio del fattore campo per tutta la serie in cui è anche favorita. Un vantaggio che però, sarà fortemente limitato nella partita inaugurale.
Il motivo riguarda l’indisponibilità del PalaCalafiore che, in quella data ospiterà i lavori di allestimento dello spettacolo di Notre Dame de Paris. La Domotek ha comunicato, nella serata di ieri, durante la festa per la vittorie e il consueto bagno di folla dei tifosi, che Gara-1 della finale Playoff sarà spostata al PalaBenvenuti di largo Botteghelle, struttura decisamente più piccola e meno capiente. Un annuncio accompagnato dai primi e unici mugugni del pubblico ascoltati in 3 anni di vita della società. E questo la dice lunga.
Il danno è enorme e riguarda i piani di allenamento della squadra, l’incasso economico del palazzetto, la rinuncia a diverse migliaia di tifosi e anche al fattore campo, al “medio escenico” che una struttura come il PalaCalafiore, piena di tifosi rumorosi e festanti, incute negli avversari. Una problematica che rischia di essere condivisa dalla Viola se si andrà in Gara-3 della sfida Playoff contro Benevento.
La giustificazione del Comune: “non potevamo prevedere i Playoff”
Il Comune ha diramato una nota in merito alla vicenda con dichiarazioni congiunte del sindaco f.f. Domenico Battaglia e dell’assessore delegato allo Sport Giovanni Latella. “Rinnoviamo, a nome dell’Amministrazione comunale, il nostro affetto e il nostro sostegno alla Domotek, giunta alla finale Playoff. Anche ieri sera, al PalaCalafiore, gli amaranto guidati da mister Antonio Polimeni hanno conquistato un risultato eccellente, proiettandosi verso una storica promozione nella grande pallavolo nazionale. Giocatori, allenatore, presidente e tutto lo staff meritano questo traguardo e meritano di competere ad alti livelli per quanto dimostrato sul campo. Negli ultimi mesi hanno scritto pagine bellissime per lo sport reggino e la città li accompagna con ammirazione e orgoglio.
Dispiace constatare che, in una serata di festa, invece di gioire per il risultato raggiunto, qualcuno abbia avuto uscite infelici in merito al tour di “Notre Dame de Paris”, che mercoledì farà tappa al PalaCalafiore e che comporterà lo spostamento dell’ultima gara della Domotek al PalaBenvenuti di Largo Botteghelle. Le date del tour a Reggio Calabria erano state fissate oltre un anno fa e i biglietti sono in vendita da sei mesi, in un momento in cui non si poteva prevedere che la squadra si sarebbe trovata a disputare gare così importanti“.
Una nota che appare, francamente, assurda a chiunque abbia un minimo di cultura sportiva. Innanzitutto, il Comune parla di “uscite infelici” al posto di “godersi il risultato raggiunto“. Su StrettoWeb abbiamo dato spazio alle parole di mister Polimeni e del dg Marco Tullio Martino che hanno sottolineato come proprio questa assurda decisione del Comune gli abbia negato la piena possibilità di festeggiare il grande traguardo raggiunto.
Ed essendo le due figure più importanti della Domotek Volley, pensiamo che abbiano tutto il diritto di fare le suddette uscite infelici. Se l’uscita infelice è stata di StrettoWeb, il nostro è puro esercizio di cronaca giornalistica: la notizia è a dir poco clamorosa, c’è stato lo sfogo di allenatore, giocatori e vertici della società, c’è un danno che viene fatto a una squadra che rischia di vedersi negare il fattore campo nella serie promozione.
L’unica uscita infelice ci sembra quella del Comune con questa nota. Inoltre, com’è possibile dire che non era possibile prevedere i Playoff? Abbiamo la fortuna di avere formazione di vertice nella pallavolo e nel basket che giocano stabilmente la postseason (a causa della politica i Playoff li facciamo anche nel calcio, ma lì sono inutili ai fini della promozione, ma questo è un altro discorso).
Chiunque abbia un minimo di cultura sportiva e conoscenza degli sport sa che questo, settimana più, settimana meno, è il periodo dei Playoff. Fermo restando che anche in regular season, dover ricalendarizzare una data (succede praticamente ogni anno alla Viola, l’ultima per un torneo di judo nelle scorse settimane) è sempre scomodo, fastidioso e crea un danno in termini di introiti, è impensabile non contemplare l’eventualità che a maggio si giochino i Playoff.
Le date, nella maggior parte dei casi, si conoscono già a inizio stagione (settembre-ottobre), ma dando per buono il fatto che Notre Dame de Paris fosse stato calendarizzato da un anno (e quindi da maggio scorso), sarebbe bastato controllare le date dei Playoff delle stagioni precedenti (le date della Serie A3 2024-2025: 20/21 e 27 aprile 2025; 4, 11 e 18 maggio 2025, ndr) per rendersi conto che tra fine aprile e i primi di maggio si entra nelle fasi calde della postseason. Semplicemente, il Comune ha dato priorità, come spesso fa, ad altri eventi rispetto a quelli sportivi.
L’Olimpia Milano nella palestra di una squadra giovanile
Da Palazzo San Giorgio hanno tentato di giustificarsi spiegando che situazioni del genere accadono anche a Milano. “Situazioni così non accadono solo a Reggio, ma anche a Milano e dove ci sono impianti sportivi accoglienti, capienti e di prestigio che possono ospitare grandi eventi, come il nostro PalaCalafiore, fiore all’occhiello della città. Siamo certi che Reggio e i suoi tifosi sapranno comunque stringersi attorno agli amaranto, garantendo loro il sostegno, il tifo e l’affetto di sempre“.
Escludendo il recente caso delle Olimpiadi Invernali che, chiunque abbia un minimo di cervello e onestà intellettuale, trattandosi di un evento sportivo Mondiale, giustificherà la temporanea indisponibilità del palazzetto. Ci riesce assai difficile pensare che l’Olimpia Milano debba spostare Gara-1 della finale Scudetto contro la Virtus Bologna dal Forum di Assago alla palestra di una squadra giovanile, barattando gli oltre 15.000 posti con qualche centinaio, perchè il Comune di Milano ha piazzato un musical per tutta la settimana.
Fosse successa una cosa del genere, la notizia farebbe il giro di tutti i giornali a suon di “uscite infelici” da parte di dirigenti, cestisti, giornalisti che non si limitano a fare copia e incolla delle note del Comune, opinionisti e politici. E, nel giro di qualche ora, la persona che ha sovrapposto i due eventi in calendario si sarebbe dimessa chiedendo scusa. A Reggio Calabria, invece, si fa spallucce e si chiede ai dirigenti di festeggiare le vittorie e non fare polemiche e ai tifosi di sostenere comunque la squadra, magari da fuori dal PalaBotteghelle, o di alternarsi e fare 100 persone ciascuno, un set alla volta.
Non è Sport contro Notre Dame de Paris: è una questione di corretta gestione del palazzetto
A scanso di equivoci. Questa situazione non ha nulla a che fare con la preferenza fra sport e spettacolo.Notre Dame de Paris è un’opera straordinaria e dall’indubbio successo, che coinvolge diverse migliaia di persone ogni qualvolta fa visita alla città e su più date. Allo stesso tempo, lo sport rappresenta un settore indispensabile per la crescita e lo sviluppo della città, nonchè una questione affettiva per i cittadini-tifosi. Non serve scegliere fra l’uno e l’altro, l’uno non è più importante dell’altro. Qui si parla di organizzazione affinchè entrambi gli eventi possano svolgersi senza pestare i piedi l’uno all’altro.
Non è la prima volta che le società lamentano una cattiva gestione del palazzetto, basti pensare all’estate, quando in piena preparazione, le squadre non potevano usufruire della struttura per il prolungarsi dei lavori in corso, e la Viola ha dovuto annullare alcune amichevoli e disputarne altre “in casa” in Sicilia. Disagi causati anche alla stessa Domotek e alla Reggio Bic, con i rispettivi allenatori che hanno sottolineato come alcune difficoltà nei risultati di inizio stagione fossero dovuti anche alla mancanza del palazzetto.
Quello che è successo con Notre Dame de Paris è assurdo. Ed è assurdo che succeda costantemente. Vogliamo delle società di alto livello e in alte categorie, ma poi il livello di rispetto che viene portato alle stesse squadre è al di sotto del professionismo, un po’ come il livello della politica che amministra la città.



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