La cessione della Reggina, la giravolta della piazza, la “strategia” (?) di Ballarino: tutte le assurdità di questi ultimi giorni

Nonostante oggi la questione sembri essere chiusa, il ciclo di Ballarino concluso e l'intenzione di passare la mano, c'è una sensazione "strana": è tutto, forse, ancora una volta, costruito ad arte per prendere in giro la tifoseria?

In questi giorni abbiamo ascoltato, seguito, letto, scritto, pensato. In questi giorni ancora più che in questi tre anni. Eppure, intorno al mondo Reggina, ci sono ancora situazioni che facciamo francamente fatica a comprendere. Nonostante tutto. Nonostante oggi la questione sembri essere chiusa, il ciclo di Ballarino concluso e l’intenzione di passare la mano. Ma è davvero così? O è tutto, ancora una volta, costruito ad arte per prendere in giro la tifoseria e addolcire la pillola per le prossime settimane, provando a distogliere l’attenzione rispetto ai reali problemi?

Ieri, commentando l’intenzione di ricorrere alla Corte Federale d’Appello, dopo la pronuncia (inammissibile) sul ricorso, abbiamo parlato di “Reggina senza vergogna”. Sì, perché non si può spiegare in altro modo il comportamento di un club che – andando anche contro l’evidenza dei fatti, e dimostrando di essere totalmente fuori dalle logiche della politica sportiva (ci ricorda tanto un personaggio il cui cognome inizia per “Sala” e finisce per “dini”) – continua in modo imperterrito battaglie che non esistono, inutili, superflue, dannose per il proseguo, facendolo perlopiù da solo, o quasi da solo.

Perché è a tutti evidente, e ormai neanche più necessario evidenziarlo attraverso i nostri articoli, come alla tifoseria – e si può dire a tutta, o a quasi tutta, eccetto qualche minuscola unità, almeno al momento – non interessi nulla di tutto questo. Le centinaia di presenze domenica al Granillo sono solo il culmine di quello che si percepisce nel termometro social e non solo: al tifoso della Reggina oggi non interessa sapere cosa ne sarà della finale a Caltanissetta, cosa ne sarà di un ripescaggio improbabile o cosa ne sarà del caso Messina. Paradossalmente non gli importa neanche la categoria. Anzi, siamo abbastanza sicuri che tutti – e diciamo tutti – preferirebbero ancora la Serie D con un’altra proprietà, possibilmente forte, a una Serie C con Ballarino.

E allora ci chiediamo quale sia il senso di continuare a sbattere la testa contro il muro alla ricerca di ricorsi o contro ricorsi. Quale sia il senso di giocare a nascondino alimentando speranze che non esistono. Quale sia il senso di continuare a tirare troppo la corda, anche in fatto di cessione. Perché sì, tornando al discorso di prima, se c’è una cosa che interessa oggi ai tifosi è quella e soltanto quella: l’eventuale cessione. C’è una novità, rispetto all’articolo esclusivo di StrettoWeb di due giorni fa sull’interesse di gruppi australiani: a quella PEC, quella del 30 novembre, Ballarino non ha mai risposto. Lui era quello che per tre anni ha raccontato balle alla tifoseria, dicendo di non aver mai ricevuto PEC, interessamenti, offerte. Tutto falso, e lo raccontiamo da tre anni.

Ma è inutile tornare al passato. Conta intanto il presente e poi il futuro. E ad oggi, quello con gli australiani, non è un contatto né un approccio; c’è una PEC con una offerta ufficiale, notizia che ovviamente confermiamo al 100%, dopo le opportune verifiche, e dopo aver consultato il documento inviato all’Avvocato della Reggina. Confermiamo anche l’ostruzionismo del patron Ballarino, che senza una risposta (dopo 13 giorni) dimostra di non essere neanche intenzionato a trattare, buona o cattiva che sia la proposta.

E allora ci chiediamo, ricollegandoci all’incipit di inizio articolo, se questa volontà di insistere nei successivi gradi di giustizia sportiva non nasconda in realtà altre intenzioni: distogliere l’attenzione e prendere in giro la tifoseria. Una tifoseria a cui è bastato Montalto per farla acquietare; a cui è bastato vincere qualche partita per 4-0 contro il Paternò per farla calmare. E allora pensiamo: Ballarino sa di poter prendere in giro gli allocchi e continua a farlo, ben consapevole che ci possono ricascare.

In fondo, loro che oggi contestano a Latella (che poi è stato l’unico a non avere colpa ma l’unico a metterci la faccia) la scelta dell’Amministrazione di preferire Ballarino a Bandecchi, sono gli stessi che poche ore prima della decisione di Brunetti avevano diffuso un comunicato “condizionandone” la stessa, attraverso una nota stampa palesemente contro l’imprenditore e attuale Sindaco di Terni. E allora, ci verrebbe da utilizzare la più classica delle domande: ma di cosa stiamo parlando?

Politica e Reggina, un binomio pericoloso

Da quando la politica si è intromessa nella Reggina, ha creato solo guai e divisioni, come mai forse nella storia amaranto. Al netto dell’incontro degli ultrà coi candidati (ma anche su questo nutriamo molte perplessità, se è vero come è vero che non si sono mai visti candidati Sindaco presenziare a incontri con gli ultrà, in nessun posto del mondo), la strada migliore sarebbe quella di eventuali trattative slegate da contatti con la politica, qualunque essa sia e qualunque sia l’Amministrazione. Questo non significa che il futuro Sindaco non debba muoversi per provare a trovare delle soluzioni, ma che se il futuro acquirente dovesse avvicinarsi senza che la politica abbia messo il suo zampino, lo stesso primo cittadino ne sarebbe ben felice.

Ma questa è un’altra storia: la storia di oggi ci dice che è tutto assurdo, come sempre in questi tre anni, d’altronde. E’ assurdo che un imprenditore incapace di vincere un campionato di Serie D in tre anni, accampando le peggiori scuse supportato dalla dirigenza e da megafoni mediatici, continui battaglie legate alla conquista (improbabile, e non sul campo) di una Serie C che non sarebbe in grado di sostenere, tirando troppo la corda rispetto a offerte e contatti, e facendo ancora di più svalutare un brand che una volta aveva un valore. E’ assurdo che la tifoseria si arrabbi con la politica oggi dopo che tre anni fa l’ha “accompagnata” alla scelta Ballarino. E’ assurdo pensare, ma lo pensiamo, che se dopo tutto questo trambusto la proprietà se ne dovesse uscire con l’ingaggio dell’Alagna di turno, il Granillo tornerebbe a fare 2 mila persone allo stadio, e cori, e striscioni e “solo per la maglia”. 

Il problema è che la battaglia giudiziaria rischierebbe di togliere “spazi” a quella sportiva, anche sul fronte cessione. Tradotto: potrebbe essere già tardi oggi. I big si muovono a giugno, le squadre si fanno a luglio, i campionati si vincono ad aprile, in netto anticipo. E Ballarino, con il suo ostruzionismo, l’anno prossimo si troverà davanti  Trapani (penalizzato, ma lo stesso Trapani di tre anni fa) e Nissa, almeno. Si firma già per il quinto anno…?