La raccolta firme per la presentazione delle liste elettorali è uno degli aspetti fondamentali della campagna elettorale, e la sua regolamentazione è di grande importanza per tutti i candidati. Ogni partito o lista è obbligato a raccogliere firme, a meno che non sia rappresentato da un gruppo eletto all’Ars (Assemblea Regionale Siciliana). Questo è esattamente ciò che è accaduto con Sud Chiama Nord e la richiesta avanzata dal leader del movimento, Cateno De Luca, che ha sollevato un caso legato all’utilizzo del simbolo del partito e alle esenzioni dalla raccolta firme non solo per la lista principale ma anche per le altre a sostegno di Federico Basile.
Il quesito di Cateno De Luca e la risposta dell’assessorato
Nel mese di marzo, Cateno De Luca, capogruppo di Sud Chiama Nord all’Ars e leader del movimento, ha posto una domanda all’assessorato regionale per le Autonomie Locali. Il quesito riguardava l’obbligo di raccolta firme in relazione all’utilizzo del simbolo di Sud Chiama Nord. De Luca ha chiesto, in sostanza, se fosse possibile utilizzare il simbolo del suo partito più volte all’interno di diverse liste (14 in totale, oltre alla lista del partito stesso) e, in tal caso, se fosse esentato dalla necessità di raccogliere le firme per la presentazione delle liste. La risposta dell’assessorato regionale è stata affermativa. Secondo quanto comunicato dalla Prefettura, che ha recepito la risposta dell’assessorato e l’ha diffusa anche ai Comuni chiamati al voto, tra cui Messina, questa modalità di utilizzo del simbolo avrebbe consentito a Sud Chiama Nord di evitare l’obbligo di raccogliere le firme per le sue liste.
La reazione delle forze politiche e le polemiche
Nonostante la risposta ufficiale dell’assessorato regionale e della Prefettura, la decisione non ha convinto tutti. Diverse segreterie politiche, compresi alcuni esponenti di partiti e movimenti che si oppongono a Sud Chiama Nord, hanno sollevato dubbi e critiche sulla legittimità e sull’equità della decisione. In particolare, le altre formazioni politiche, che si trovano a dover raccogliere le firme come obbligo, hanno manifestato perplessità, chiedendo chiarimenti in merito alla norma e alla sua applicazione.
Il disappunto di Antonella Russo
“Sul piano giuridico saranno gli organi competenti a valutare se la scelta di Sud chiama Nord di “farsi in quindici” senza raccolta firme sia legittima o meno. Io non ho mai visto, in nessuna competizione elettorale nazionale e regionale più liste con il simbolo “PD”… “PD giovani”, “PD nord” , “PD SuD”.. “PD pinkopallino” per non raccogliere le firme. Ma il punto politico è già evidente”, lo afferma Antonella Russo, candidato sindaco del centrosinistra. “A Messina non siamo davanti a una coalizione di partiti diversi, né a una diffusa partecipazione civica. Siamo davanti a un unico movimento politico che si moltiplica in una quantità abnorme di liste e candidati con simboli spesso quasi identici. E allora la domanda è semplice: tutto questo serve davvero a rappresentare i cittadini o solo a costruire una strategia elettorale? Che grande dispiacere vedere liste escluse, per me sarebbe un dispiacere per tutte le persone che ci hanno messo la faccia e che brutta figura (che si aggiunge alle migliaia di questi ultimi 8 anni) per la nostra città”, conclude Russo.
De Luca mostra le risposte della Regione
“Ma che colpa ne ho io se a differenza dei vari Mister Querela io leggo, studio e approfondisco le carte? Se ho fatto “scuola” nel corso degli anni, è perché io la notte studio, faccio strategia e penso a fare un passo in più rispetto agli altri“, afferma Cateno De Luca. “Ecco tutti i pareri dell’assessorato regionale delle autonomie locali che confermano che le nostre liste, con la “lenticchia” di Sud chiama Nord, sono esentate dalla raccolta delle firme per le amministrative di Messina e non solo. Con estrema trasparenza vi posto tutte le carte, anche a beneficio dei detrattori e dei frustrati della politica. Scurria dice di avere un parere successivo che smentisce i due suddetti pareri? Lo renda pubblico così ci faremo aiutare per raccogliere le firme”, conclude De Luca.







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