Si sono presentati in molti, ieri, con il taccuino aperto e l’orecchio teso, pronti a catturare il nome del “prescelto”. Una certa politica, abituata a nutrirsi di soli pettegolezzi e “totonomine”, si aspettava che l’evento di Forza Italia fosse la passerella di un candidato sindaco. La politica dei “corridoi” e dei sussurri, si aspettava il colpo di teatro ma Francesco Cannizzaro ha ricordato a tutti che la politica seria non si fa con le figurine, ma con le idee. Evidentemente, chi attendeva l’annuncio oggi non aveva prestato fede alle indiscrezioni di StrettoWeb, che in tempi non sospetti aveva già illustrato le tempistiche: il nome del candidato arriverà a fine marzo. Due mesi prima delle elezioni comunali, in programma per 24 e 25 maggio, e comunque dopo il cruciale appuntamento elettorale con il referendum sulla giustizia di 22 e 23 marzo.
La verità è che il nome non è un mistero, ma un’ufficialità che attende solo il palcoscenico nazionale che spetta a una Città Metropolitana. Reggio Calabria non è un piccolo borgo: la sua guida è un affare di Stato, una decisione che i leader nazionali della coalizione ratificheranno insieme come accade per tutti gli Enti Locali più importanti, in particolare Regioni e – appunto – Città Metropolitane.
Ma la vera vittoria di ieri è stata l’attesa del nome in favore della concretezza delle idee. Dopo mesi di pettegolezzi stucchevoli su candidature improbabili, si è tornati finalmente a parlare di visione. Per la prima volta dopo anni, forse un decennio abbondante, Reggio Calabria smette di parlare di “chi” e comincia finalmente a discutere di “cosa”. Francesco Cannizzaro ha scelto la via più nobile e, paradossalmente, più audace: parlare alla città del suo futuro, a prescindere da chi stringerà materialmente la fascia tricolore.
Dalle macerie della sinistra alla visione decennale della “Destinazione 2036”
Il programma presentato con l’indicazione suggestiva e ambiziosa, “Destinazione 2036“, segna una rottura netta con il passato recente. Non è un manifesto elettorale per i prossimi tre mesi, ma un patto con la città per i prossimi dieci anni. È la dichiarazione di chi intende governare per due consiliature, conscio che le macerie lasciate da dodici anni di amministrazione di sinistra e dai precedenti anni di commissariamento non si rimuovono con un colpo di spugna. Forza Italia, forte di un consenso che in città supera stabilmente il 35% — una vera e propria roccaforte azzurra senza eguali in Italia — si assume la responsabilità di guidare il centrodestra verso una proposta unitaria. Il messaggio è chiaro: il candidato, che ovviamente sarà espressione del partito di maggioranza, erediterà non solo un testimone elettorale, ma un’idea di città già pronta, solida e strutturata.
Dodici anni di governo del Partito Democratico hanno lasciato Reggio in una condizione di asfissia amministrativa che rasenta il collasso. È sotto gli occhi di tutti: strade colabrodo, un sistema di raccolta rifiuti che definire precario è un eufemismo, e una crisi idrica che mortifica i cittadini quotidianamente. Ma il danno peggiore non è stato materiale, bensì morale: la sinistra ha rimpicciolito i sogni dei reggini, portandoli a considerare la “normalità” come un miracolo irraggiungibile. Portandoli alla rassegnazione e all’assuefazione alla mediocrità.
Al contrario, il programma con “Destinazione 2036” è un atto di coraggio che la sinistra non ha mai nemmeno saputo concepire. È una visione decennale, il progetto di chi non cerca una riconferma immediata ma vuole costruire le fondamenta per la città del futuro. Serve tempo per ricostruire una città devastata da oltre un decennio di inerzia, e Cannizzaro lo dice con onestà intellettuale: per riportare Reggio nel mondo normale, bisogna osare l’impossibile.
Infrastrutture e innovazione: il tunnel del mare e la funivia dei Fortini
Entrando nel merito dei contenuti, ciò che colpisce è la capacità di coniugare il pragmatismo con la grande visione architettonica e urbana. Il cuore del programma è un’iniezione di modernità che fa impallidire i piccoli cabotaggi dell’attuale amministrazione. Il progetto di un tunnel sotterraneo sotto il Lungomare non è solo un’opera pubblica; è la creazione di una delle più grandi e spettacolari isole pedonali sul mare d’Europa. È l’idea di una città che smette di subire il traffico e inizia a respirare la propria bellezza.
Accanto a questo, la funivia che colleghi il Porto ai Fortini di Pentimele rappresenta quella mobilità sostenibile e turistica di cui in questi dodici anni non si è vista traccia. Mentre il PD si avvitava in logiche di palazzo, Forza Italia propone soluzioni che guardano a modelli internazionali. È la fine del provincialismo e l’inizio di una progettualità che valorizza i punti di forza naturali del nostro territorio, trasformandoli in attrattori economici e sociali.
In quest’ottica, l’approccio migliore possibile rispetto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto: durante l’incontro, Cannizzaro non ha risparmiato una dura contestazione all’approccio dell’attuale amministrazione che ha presentato addirittura i ricorsi per bloccare il più grande investimento della storia in questo territorio, foriero di lavoro, sviluppo e crescita economica e sociale.
Reggio Calabria come laboratorio mondiale dell’energia green
Ma non c’è visione senza normalità. Il programma di Cannizzaro non dimentica le piaghe che affliggono il quotidiano: acqua, strade, rifiuti. Tuttavia, la soluzione proposta non è la semplice “manutenzione”, ma l’innovazione. Laddove oggi regna l’abbandono, il programma azzurro immagina per la città un futuro da leader della transizione ecologica. L’idea di un lungomare alimentato dalle correnti dello Stretto attraverso turbine marine non è utopia, ma scienza applicata al servizio della comunità. Reggio può e deve diventare un laboratorio mondiale, una città dove l’energia si produce dal mare, abbattendo costi e inquinamento e proponendosi come polo della ricerca internazionale nel settore dell’energia, puntando sulla straordinaria ricchezza di fonti rinnovabili che lo Stretto regala a questa terra.
E in una città che deve fare i conti con la propria fragilità, l’istituzione di un “Sisma Day” — con esercitazioni di protezione civile su vasta scala coinvolgendo tutte le autorità della scienza — dimostra una serietà amministrativa che non ha precedenti in quanto a lungimiranza. Significa smetterla di sperare che non accada nulla con atteggiamento fatalista, e iniziare finalmente a prepararsi, ricostruendo quella macchina comunale di protezione civile che è stata letteralmente smantellata dall’attuale gestione di sinistra. Il messaggio culturale è chiaro: non si può ignorare il rischio, ma lo si può governare con la prevenzione e la conoscenza, uscendo finalmente da quella bolla di sottosviluppo che ha reso la città più simile a un avamposto dimenticato che a una metropoli occidentale.
Reggio torna a guardare al futuro
Per quattordici anni — includendo anche il periodo del commissariamento — Reggio Calabria è rimasta intrappolata in una sorta di bolla temporale, diventando una realtà simile a certi contesti sottosviluppati del terzo mondo, dove la sopravvivenza quotidiana oscura ogni prospettiva di crescita. In questo lasso di tempo la città ha perso 20 mila persone, un crollo demografico che non ha eguali negli altri comuni del nostro Paese. Sono fuggiti non solo cervelli, ma anche aziende e attività produttive. Un’intera generazione ha visto prospettive di buio e ha deciso di scappare via. La cattiva gestione, per giunta per un periodo così prolungato, ha condannato la città a una perifericità non solo geografica, ma culturale e politica.
Oggi, finalmente, si respira un’aria diversa. Il programma presentato da Forza Italia non è solo un elenco di opere, è un manifesto di appartenenza. È l’invito a riappropriarsi dell’orgoglio reggino, a smettere di vedersi come gli “ultimi” per tornare a essere ciò che la storia ha deciso per questa comunità antichissima: una capitale nel cuore del Mediterraneo, con una vocazione turistica, culturale e scientifica e una proiezione internazionale nel contesto del Piano Mattei del governo Meloni e in linea con la brillante azione di governo di Occhiuto alla Regione. Con “Destinazione 2036“, Reggio Calabria si ricolloca nel cuore dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Per non essere più una comunità smarrita tra le macerie, ma tornare una città ritrova la propria bussola e che, tra poco più di tre mesi, potrà finalmente tornare a correre verso il futuro che le spetta.

