“Stamattina abbiamo fatto un sopralluogo sul nuovo Lungomare di Punta Pellaro, la “punta” del continente europeo, dove c’è sempre vento e si vola sull’acqua con il kite. E proprio grazie alla buona programmazione dei fondi europei abbiamo realizzato questo nuovo spazio, il “parco del vento” appunto. Un’area giochi, un’area fitiness, un’ampia passeggiata, una pista ciclabile, una nuova illuminazione, un sistema di passerelle per rendere accessibile la spiaggia anche alle persone con disabilità, agli anziani e ai bimbi in passeggino, nuove docce pubbliche per la spiaggia, tre fontane decorative e tante tante nuove alberature. Un nuovo parco, sulla stessa filosofia del Tempietto, che finalmente rende giustizia ad uno dei luoghi paesaggisticamente più belli del nostro territorio. Altro che California, altro che Miami, qui Pellaro beach, siamo quasi pronti!“. Così il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà annuncia la quasi ultimazione dei lavori per il Parco del Vento a Pellaro.
Con la solita propaganda, con la solita enfasi di chi racconta i fatti e li esalta come se fosse sempre… tutto a posto. Ma la realtà, spesso, quasi sempre, non è come viene narrata dal primo cittadino e dall’amministrazione, e di questo ne diamo notizia quasi tutti i giorni. E non solo noi. Su Pellaro, sull’area di Punta Pellaro, sono sempre tanti i cittadini e lettori che ci segnalano situazioni di degrado proprio a pochi metri dal Parco del Vento. E ben venga quest’ultimo, senza dubbio, ma “dietro le quinte” c’è altro, molto altro, su cui si dovrebbe vigilare e invece si sorvola, passandoci sopra: fogna che scarica a mare, sterpaglie, rifiuti, degrado generale, fenomeno erosione, segnalato proprio questa mattina da un altro lettore.
Di oggi è anche un altro intervento, di Giuseppe Falduto, imprenditore e architetto che in quella zona ha diversi interessi. “Altro che California, altro che Miami. Qua siamo a Punta Pellaro, Reggio Calabria”, inizia il duro intervento di Falduto. Il Sindaco annuncia con entusiasmo la nascita del “Parco del Vento”, parlando di riqualificazione, accessibilità, aree giochi, passerelle, fontane e nuove alberature. Ma la realtà, quella vera, è impietosa. E le immagini scattate il 24 maggio 2025 e il video lo dimostrano: rifiuti abbandonati tra le canne; parapetti arrugginiti, marciapiedi invasi dalle erbacce;
nessuna vera passerella per disabili, anziani o bambini e soprattutto, una grossa condotta fatiscente che scarica in mare“.
“Ma c’è di più. E c’è di peggio. Proprio in mezzo a questa propaganda, salta all’occhio una scelta che non può essere casuale: la ditta che sta facendo i lavori con serietà e passione e stata costretta a fare la sistemazione “a spigolo” della strada proprio davanti al Residence Punta Pellaro, l’unica struttura turistica regolare, con permessi e concessioni, da anni ostacolata e ignorata. Sembra chiaro l’intento di penalizzare anziché valorizzare. E allora una riflessione è doverosa: in California o a Miami si costruiscono le strade per favorire le strutture ricettive, non per tagliarle fuori o metterle in difficoltà. Perché lì si capisce che turismo significa lavoro, legalità e sviluppo. A Reggio Calabria, invece, sembra che chi ha fatto tutto per bene debba essere cancellato. 25 anni di attese, burocrazia, invidia e silenzi. E ora, pure la beffa dei cantieri fatti apposta per escludere. Questo non è sviluppo. È accanimento. Altro che “Parco del Vento”: è propaganda al vento. Serve giustizia, non finzione. Serve visione, non invidia. Serve rispetto, non ostilità”.





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