Reggio Calabria, l’accusa dei cittadini su Punta Pellaro: “sindaco, svolti quella curva e guardi la realtà dell’erosione”

Dura lettera di una cittadina dopo il sopralluogo del primo cittadino: “cinque anni di silenzi mentre il mare cancella spiaggia, memorie e speranze. Basta menefreghismo, servono azioni concrete e coraggio politico”

“Paul Mehis dice… la peggior cattiveria è il menefreghismo… Questa mattina il sindaco Falcomatà era a Punta Pellaro con un capannello di consiglieri, addetti stampa e pochi simpatizzanti… Un altro sopralluogo all’opera che molti hanno definito.. La cattedrale nel deserto…un altro intervento sul territorio non condiviso con la città… Ma del resto perché scomodarsi a un confronto costruttivo con i cittadini… Io so io… E voi non contate nulla… Ma il sindaco questa mattina non ha svoltato la curva che porta verso il disastro che da più di 5 anni i cittadini segnalano… “. E’ questa la dura lettera di una cittadina dopo il sopralluogo del primo cittadino di questa mattina a Punta Pellaro, periferia sud di Reggio Calabria.

“La zona dove l’erosione costiera ha messo in ginocchio intere famiglie a seguito della mareggiata del dicembre 2019 e per la quale l’ex assessore Rocco Albanese fece fare degli interventi di somma urgenza… In questi anni in tanti hanno continuato a segnalare la necessità di interventi immediati per evitare che l’erosione continuasse… Nessuna risposta né in qualità di sindaco del comune né come sindaco della città metropolitana preposta.. Nel caso in cui non lo sapesse… alla risoluzione del problema anche in modalità di somma urgenza. Sa sindaco quel tratto di spiaggia che va dal lido Sciao beach fino a Punta Pellaro era la spiaggia dove i reggini si recavano con i propri figli.. “

“La spiaggia dove era bello vedere gli anziani riunirsi al mattino e sentirli chiacchierare del loro passato.. La spiaggia dove il Fratino depositava le sue uova.. Dove le tartarughe caretta caretta nella notte di san Lorenzo regalavano lo spettacolo della schiusa delle uova.. Dove le tamerici simbolo di resilienza bellezza e biodiversità ancora oggi con le loro radici trattengono quel poco di spiaggia destinata a sparire con le prossime mareggiate settembrine. Quella curva l’ha svoltata i primi anni del suo mandato quando frequentava i lidi attivi che hanno dato origine al turismo del kite surf… Quella curva per Lei è una curva a gomito pericolosa perché se avesse mai il coraggio di percorrerla le farebbe capire quanto menefreghismo ha regalato a quei cittadini che vi abitano”.

“Non ci sono nastri da tagliare qua dove la disperazione delle persone per lei è solo un rumore fastidioso… Io Le scrivo con il cuore e con la rabbia di chi si sente impotente davanti alla sua indifferenza… Le scrivo come Lei racconta della sua immaginaria Reggio bella e gentile sui social.. Sui giornali… Ma se la sua è solo immaginazione la mia è realtà dura da vivere e da accettare. Alzarsi la mattina e sperare che il mare non distrugga tutto porta ad ammalarsi ad avere le lacrime che appannano la vista mentre si prega Dio per un miracolo.. Ma il miracolo in Questo caso lo devono fare gli uomini perché Lei non è Dio… Sindaco abbia coraggio e svolti quella curva…perché procrastinare a volta può essere un boomerang…”.