E’ storicamente definito il derby di Calabria, con le due piazze più grandi, centrali e dal passato più importante – in Regione – dopo Reggio e la Reggina, che ha poi frantumato ogni record in termini di partecipazioni in Serie A e che ha sempre considerato Messina come rivale maggiore nei derby. Catanzaro-Cosenza si gioca ancora in Serie B, è una costante per il terzo anno di fila, anche se è alto il rischio che possa essere l’ultimo, almeno per ora. L’ultimo posto dei rossoblu, infatti, fa pensare a una retrocessione ad oggi molto probabile, rispetto alle condizioni di quella che sarebbe l’ennesima impresa.
Ma come ci arrivano, le due squadre, alla partita di domenica pomeriggio? Il paradosso sta nel fatto che – a dispetto delle stagioni, dei momenti e degli obiettivi – i risultati del weekend abbiano premiato chi sta peggio. Cosa significa? Andiamo con ordine e partiamo dalla squadra di casa.
Il momento del Catanzaro
Oggi il Catanzaro sta vivendo un sogno ad occhi aperti, per il terzo anno di fila. Prima la cavalcante e dominante stagione che ha portato alla promozione in Serie C; poi la Serie A sfiorata dopo lo straordinario cammino nell’anno del ritorno in B; ora, nella stagione attuale, grandi conferme in termini di risultati, prestazioni e classifica nonostante la rivoluzione tecnica estiva, con il cambio di allenatore e un inizio soft. Il Catanzaro però è ancora lì, sempre lì, in zona playoff, a lottare per il 4° posto al pari di squadre che hanno speso molto di più e che hanno capacità economiche enormemente maggiori. Tutto questo è possibile grazie a una proprietà comunque importante, non di certo “sprovveduta” dal punto di vista economico e anzi pure competente. Una proprietà che sta costruendo, senza passi troppo lunghi ma investendo comunque in modo corretto, un futuro ricco di maggiori e altri successi.
Eppure, il weekend appena trascorso ha messo di fronte il Catanzaro a uno stop che poteva anche accadere, ma forse non di quella portata. A Cremona, quasi un anno dopo, altre 4 reti subite, nel corso di una gara in cui la squadra di Caserta è apparsa spenta, irriconoscibile. Un incidente di percorso, tuttavia, contro quella che è ormai una bestia nera. Pur incassando una sconfitta del genere, il morale dalle parti del capoluogo è molto alto: il “Ceravolo” è sempre pieno, si gode e supporta la sua squadra, che quest’anno ha perso pochissimo (non perdeva dal 21 dicembre, mentre in trasferta aveva perso solo una volta, ad agosto, a Cesena) e si ritrova a lottare anche per la Serie A.
Il momento del Cosenza
E a Cosenza? A Cosenza è tutto l’opposto. E i motivi sono abbastanza noti. La città è ormai in aperta contestazione con Guarascio, come mai prima d’ora. Tempi duri, per il patron rossoblu, costretto a uscire dal campo scortato, oggetto di continui fischi, critiche e proteste durante le partite in casa e anche durante la settimana. Si pensi, ad esempio, che nel corso del match di venerdì vinto contro la Reggiana è stata proiettata una scritta – in uno dei palazzi dietro lo stadio – che invitava il patron ad andare via.
Per la prima volta, tra l’altro, anche la politica è intervenuta in prima persona, con gli appelli del Sindaco, gli inviti a cedere, gli incontri con lo stesso Guarascio e le dichiarazioni ormai orientate verso una sola direzione: “Guarascio ceda”. Un imprenditore locale, Alfredo Citrigno, si è fatto avanti uscendo allo scoperto, anche se in tal senso non è ancora emersa alcuna risposta ufficiale dalla proprietà del club, tanto che qualche altro politico – il Consigliere Tavernise – ha chiesto a Guarascio di evitare rinvii e velocizzare le operazioni, fornendo una risposta.
In tutto questo marasma, la squadra è tornata a sperare, dopo i 4 punti ottenuti nelle ultime due dal nuovo duo in panchina Tortelli-Belmonte. La classifica resta complessa, ma non bisogna dimenticare che senza il -4 il Cosenza sarebbe in piena lotta. Ma, soprattutto, non bisogna dimenticare che è arrivato il… periodo del Cosenza, quello della rincorsa a salvezze impossibili ad inizio primavera. Il cambio di allenatore ha prodotto la classica scossa e – in attesa di novità societarie – la speranza di disputare un buon derby c’è, al netto delle qualità dell’avversario. Un risultato positivo darebbe sicuramente slancio a una piazza che resta comunque delusa e arrabbiata verso la proprietà, ma che non ha nessuna intenzione di lasciare sola la squadra.






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