La sinistra alimenta polemiche e allarmismi infondati sulla realizzazione dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria: un’opera i cui lavori sono già iniziati e attualmente sono in corso senza alcun problema, rispettando il cronoprogramma. Ma questo è ormai noto da tutti. Ciò che non risulta chiaro, è perchè la sinistra faccia queste polemiche molto dure nei toni e nei modi da parte dei rappresentanti di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in Calabria (e non solo). Da settimane urlano che “l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria non si fa”, usando più o meno i soliti slogan del tipo “ennesimo scippo del governo Meloni al Sud”, ormai così banali – oltre che infondati – che suscitano soltanto sbadigli persino nei loro più fedeli elettori.
In una fantomatica “battaglia in difesa dei diritti dei calabresi”, gli esponenti della sinistra calabrese evidenziano (finalmente!) tutti i benefici che l’alta velocità ferroviaria porterà in Calabria e già questa è una notizia straordinaria. Perché storicamente la sinistra è sempre stata contraria all’alta velocità: ne ha ostacolato la realizzazione quando il governo Berlusconi l’ha fortemente voluta con investimenti straordinari 25 anni fa tra le principali città d’Italia, “perchè – dicevano – bisogna fare prima le piccole cose, gli italiani hanno altre priorità”. E in Piemonte è diventata una vera e propria battaglia armata contro l’alta velocità Torino-Lione, che continua ancora oggi.
La sinistra si scopre pro-TAV in Calabria: una bella notizia, tra controsensi, paradossi e ipocrisie
In Calabria, invece, il Pd e il M5S si scoprono all’alba del 2025 finalmente favorevoli alle grandi opere infrastrutturali: una gran bella notizia, ma anche una lunga serie di controsensi, paradossi e ipocrisie. Com’è possibile infatti essere favorevoli all’alta velocità, ma contemporaneamente contrari al Ponte sullo Stretto, è qualcosa che sfida le leggi della fisica intellettiva. Della logica. Del buon senso. Le due opere sono strettamente connesse, e senza il Ponte sullo Stretto, i treni ad alta velocità non potranno mai arrivare in Sicilia in quanto fisicamente non possono salire sulle navi (i treni veloci non sono composti da carrozze che si possono separare, smontare e rimontare, per entrare sulle navi).
Bisognerebbe poi capire come mai, se la sinistra è così tanto sensibile alla realizzazione dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, non ne ha concretizzato neanche un chilometro negli 11 lunghi anni in cui ha governato l’Italia dal 2011 (governo Monti-Napolitano) al 2022 (governo Draghi-Mattarella). Alla Presidenza del Consiglio si sono alternati Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte e Mario Draghi. Tutti esponenti di Pd, M5S o tecnici scelti da capi di Stato del Pd con il sostegno di partiti di maggioranza che erano sempre e solo Pd e M5S.
Anche i Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti sono stati sempre di Pd e Movimento 5 Stelle ininterrottamente dal 2015 (Graziano Delrio) al 2022 (Enrico Giovannini), passando nel corso di quegli anni dall’indimenticabile Danilo Toninelli a Paola De Micheli. Perché, quindi, la sinistra che in tutti questi anni ha anche governato a lungo le Regioni del Sud (Rosario Crocetta in Sicilia dal 2012 al 2017, Mario Oliverio in Calabria dal 2014 al 2020), non ha investito un centesimo nelle infrastrutture strategiche del Sud, non ha mosso un dito per l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, e invece ha imposto il vergognoso blocco del Ponte sullo Stretto?
La svolta del governo Meloni: investimenti senza precedenti in Calabria e al Sud
Al contrario, il governo Meloni ha dato un impulso senza precedenti agli investimenti nelle infrastrutture del Sud. Dall’insediamento del ministro Salvini, in poco più di due anni sono arrivati al Sud decine di miliardi di euro, cifre mai viste in tutta la storia dell’Italia unita, non solo Repubblicana ma anche dai tempi del Regno. Il Ponte sullo Stretto, l’alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, l’ultimo tratto dell’A2 Salerno-Reggio Calabria, ma anche l’alta capacità ferroviaria Messina-Catania-Palermo in Sicilia, la nuova SS106 Jonica Taranto-Reggio Calabria, l’elettrificazione e il raddoppio del binario sulla stessa linea jonica Taranto-Reggio Calabria, nuove autostrade nelle aree più remote della Sicilia meridionale, anche grazie alla forte sinergia con i due governi Regionali guidati da Roberto Occhiuto e Renato Schifani.
Come ha detto il prof. Enzo Siviero in un’intervista di qualche settimana fa, “oggi il Sud vive un momento straordinario, un cambio di paradigma, una vera e propria rivoluzione. Con questo governo vediamo un record assoluto di investimenti al Sud per lo sviluppo del territorio, senza precedenti nella storia di Sicilia e soprattutto Calabria. E’ finita la stagione dei sussidi, dell’assistenzialismo, e adesso il Sud deve smettere di piangersi addosso. E’ un’area che merita molto, ma deve avere la capacità di sfruttare le proprie risorse. L’infrastrutturazione è fondamentale per i luoghi, i borghi che vengono avvicinati, le città: le grandi opere trascinano le piccole, che sono quelle che fanno il tessuto connettivo, come il delta di un grande fiume che si sfrangia e vivifica tutto l’ambiente. Oltre al Ponte sullo Stretto vediamo investimenti senza precedenti per le linee ferroviarie, per l’alta velocità, per le autostrade, per le statali, per le trasversali appenniniche. Mai c’erano stati tutti questi cantieri e mai c’erano stati tutti questi progetti. Questo è il momento buono per il Sud, ed è fondamentale per frenare la fuga di cervelli. Lo sforzo deve essere quello di rimanere in loco e far crescere il proprio territorio. Al Sud ci sono tanti giovani che vogliono intraprendere, ma non ne hanno avuto fino ad oggi l’opportunità quindi vanno fuori e arricchiscono altri territori. Invece oggi in Calabria e Sicilia vedo tante opportunità, ma anche certi freni, come se buttassimo sabbia sugli ingranaggi, e c’è una componente politica della vecchia guardia legata al fatto di aspettare che siano gli altri a risolvere i problemi. Io invece dico sempre: aiutati che Dio ti aiuta. Dobbiamo puntare sui giovani e sui meno giovani, ovvero sui giovani non tanto di età quanto di testa. Io dall’alto della mia età posso pontificare…”
L’alta velocità Salerno-Reggio Calabria: i lavori in corso e la progettazione dei prossimi tratti
Non è vero, quindi, che il governo Meloni ha abbandonato il Sud e la Calabria. Anzi. Al contrario, è ciò che avevano fatto i precedenti governi mentre negli ultimi anni la musica è cambiata. Per quanto riguarda l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, i lavori sono iniziati proprio con il ministro Salvini nel 2023 ovviamente partendo dal Lotto 1a Battipaglia – Romagnano, dove ci sono le talpe in azione per scavare le gallerie più impegnative e abbiamo migliaia di operai dispiegati sul territorio per Webuild che sta realizzando l’opera con grande efficienza e professionalità. L’opera, già finanziata con il PNRR, rispetta il cronoprogramma che prevede la messa in esercizio a dicembre 2026 (e probabilmente se si continua così, verrà attivata persino in anticipo, un evento senza precedenti nella storia dei lavori pubblici al Sud Italia).
Procede spedito anche l’iter per iniziare i lavori del lotto 1b Romagnano-Buonabitacolo, del lotto 1c Buonabitacolo-Praia e del raddoppio Cosenza-Paola/S. Lucido (galleria Santomarco): i soldi ci sono, siamo alla fine dell’iter amministrativo con bandi e gare.
Gli investimenti previsti per gli interventi prioritari dell’AV Salerno-Reggio Calabria ammontano complessivamente a 11,2 miliardi di euro, di cui 1,8 miliardi di euro per l’intervento del lotto 1a Battipaglia-Romagnano, finanziato con i fondi del PNRR; 9,4 miliardi di euro, finanziati con fondi complementari, per il completamento del lotto 1 e per il raddoppio Cosenza-Paola/S.Lucido (circa 8 miliardi di euro per il lotto 1b Romagnano-Buonabitacolo e 1c Buonabitacolo-Praia e circa 1,4 miliardi di euro per il raddoppio e la galleria Santomarco).
La fine lavori del Raddoppio Cosenza-Paola/S.Lucido (galleria Santomarco) e dei lotti 1b Romagnano-Buonabitacolo è prevista per il 2030; invece per il lotto 1c Buonabitacolo – Praia l’attivazione della linea è prevista per il 2032.
Soltanto l’attivazione del lotto 1 consentirà di risparmiare ben 30 minuti di percorrenza sulla sulla tratta Roma-Reggio Calabria, che significa passare dalle 5 ore e 20 minuti del Frecciarossa più veloce di oggi, a 4 ore e 50 minuti che potrebbero essere facilmente ulteriormente ridotti con un taglio dell’eccessivo numero di fermate – totalmente anomale per un treno ad alta velocità – del tratto calabrese.
L’opera continuerà poi con il lotto 2 Praia-Paola, il lotto 4 Paola-Lamezia, il lotto 5 Lamezia-Gioia Tauro e infine il lotto 6 Gioia Tauro-Reggio Calabria. Ovviamente per questi lotti non ci sono ancora i finanziamenti perchè non ci sono ancora neanche i progetti, in quanto negli 11 anni di governi di sinistra che hanno preceduto Meloni mai nessuno ha pensato neanche lontanamente all’alta velocità Salerno-Reggio Calabria. I finanziamenti potranno essere stanziati soltanto dopo l’approvazione dei progetti, in cui anche i costi verranno dettagliatamente quantificati. Oggi non sarebbe possibile neanche stanziare i fondi, in quanto senza i progetti nessuno sa a quanto ammontano i costi.
Intanto, Rfi precisa che al completamento di tutta l’opera, il tempo di percorrenza Roma-Reggio Calabria sarà di appena 4 ore. Che significa avere una linea ad alta velocità uguale, se non migliore, rispetto al resto d’Italia: con una distanza identica, i treni veloci che oggi collegano Roma a Torino impiegano 4 ore e 15 minuti. Reggio Calabria, quindi, diventerà più vicina a Roma di quanto non lo sia Torino.
L’evento del Pd a Reggio e la svolta pro-TAV dei dem: adesso sono ultrà delle grandi opere! Benvenuti tra i giusti
Sabato scorso il Pd di Reggio Calabria ha organizzato un evento proprio sul tema dell’alta velocità. Un brillante Nicola Irto ha evidenziato quanto la Calabria “meriti l’alta velocità, come il resto d’Italia” in quanto i calabresi devono avere “gli stessi diritti delle altre Regioni”, confermando la svolta pro-TAV del Pd calabrese. Applausi. Particolarmente sottotono Falcomatà, che ha parlato del sesso degli angeli e del ruolo culturale e intellettuale dei partiti per indirizzare le comunità, tema molto azzeccato rispetto al dibattito. Sulla falsariga di Irto il consigliere comunale Marino, che va oltre: “la Calabria non può perdere un’opportunità storica per connettersi all’Europa e al Mediterraneo. E’ fondamentale per uscire dalla marginalità, ed è importante scegliere il tracciato più veloce”. Sembra sentire le parole di qualsiasi esponente di Forza Italia, della Lega o del Centrodestra in genere. Che bello questo Pd ultrà delle grandi opere e pro-TAV!
Ospite di lusso dell’incontro, il prof. Russo – già Assessore ai Trasporti della Regione, che ha fornito spunti molto interessanti sulla realizzazione dell’opera auspicando un collegamento Roma-Reggio Calabria di appena tre ore, che ci appare francamente irrealistico anche per il confronto con i collegamenti della stessa distanza nel resto d’Italia (tre ore è il tempo dei treni ad alta velocità tra Roma e Milano, che però distano 470km, mentre Roma e Reggio Calabria distano oltre 600km).
Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, il tracciato tirrenico scelto dal ministro Salvini perchè è il più veloce: esperti concordi, ma il Sindaco Pd del Cosenza esplode
Il tema dell’alta velocità Salerno-Reggio Calabria più volte discusso negli ultimi anni è stato quello del tracciato: dove si farà? Le ipotesi originarie erano tre: seguirà la linea più veloce lungo la costa tirrenica, o il percorso autostradale passando per Castrovillari e Cosenza? O ancora, addirittura, lungo la linea jonica passando per Sibari e Corigliano Calabro? Il ministro Salvini ha deciso: si farà lungo la linea tirrenica, evitando di ripetere lo stesso errore storico dell’università. Si seguirà la linea più veloce, e lo conferma il bando di gara per il raddoppio della galleria Santomarco che si fa proprio per consentire ai passeggeri dell’alta velocità tirrenica di avere un collegamento strategico con le zone interne tramite la stazione di Paola, che diventerà quindi sempre più importante.
Una scelta che vede la condivisione di tutti i tecnici, come all’evento di sabato scorso ha confermato anche il prof. Russo (oltre agli esponenti politici della sinistra reggina).
Ed è proprio questo il grande inghippo che probabilmente spiega tutte le polemiche alimentate dal Pd e dal Movimento 5 Stelle nelle ultime settimane: non una convinta svolta pro-Tav, neanche la convinzione che il governo stesse abbandonando la Calabria, entrambe posizioni contro la logica e l’evidenza dei fatti. Il punto vero è che i Sindaci di Cosenza (Franz Caruso, Pd) e Corigliano-Rossano (Flavio Stasi, M5S) non hanno accettato la scelta del governo sulla linea tirrenica. Volevano che l’alta velocità passasse dalle zone interne, e per questo hanno scatenato il putiferio. Lo conferma la rabbiosa reazione di Caruso all’intervista rilasciata pochi giorni fa da Tilde Minasi.
Il dibattito, di certo, continuerà ancora. Così come i lavori che procedono spediti tanto quanto l’iter burocratico per avviare quelli dei lotti successivi. Perché mentre i soliti noti alimentano chiacchiere, finalmente ci sono i fatti concreti per un futuro di crescita e sviluppo anche nel profondo Sud del nostro Paese.





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