Reggina: il ricorso al Consiglio di Stato alimenta le speranze, si lavora per il ritorno della squadra al Sant’Agata

Reggina, i legali hanno presentato ricorso e sono fiduciosi per una questione prettamente giudiziaria. La squadra si prepara per tornare ad allenarsi al Sant'Agata la prossima settimana

StrettoWeb

Non c’era il botteghino ieri sera allo stadio Granillo, ma il colpo d’occhio è stato straordinario. Il 9 agosto senza alcun tipo di partita si sono radunate 5 mila persone sugli spalti dello stadio di Reggio Calabria per urlare forte e chiaro “giù le mani dalla Reggina“. L’eco dei cori per Pippo Inzaghi e Massimo Taibi rimbomba ancora nello Stretto, ma anche i calciatori ritrovano applausi sconfinati. Le emozioni che hanno trasmesso nell’ultima stagione sono indelebili, è stato il punto più alto della Reggina da 12 anni e fa ancora più rabbia che da quello che era un trampolino di lancio verso palcoscenici gloriosi ci si ritrovi invece in caduta verso gli abissi.

Era il compleanno di Pippo Inzaghi, ma anche una serata di calcio (sognato). Cinquemila tifosi sugli spalti non si vedono in nessuna amichevole e in nessun primo turno di Coppa Italia dove sono impegnate le altre squadre in questi giorni. A Reggio abbiamo acceso i riflettori e riempito lo stadio nonostante ci abbiano negato il diritto di avere una squadra e di vederla giocare. Per questo la Curva urla “giù le mani dalla Reggina“, per questo Massimo Taibi chiede che “si parli solo di serie B, siamo ancora in partita“. Le uniche voci stonate quelle dei politici presenti, che preferiamo censurare: come al solito non hanno capito nulla e sarebbe meglio che stessero in silenzio (non gli potete mettere la museruola?).

Per la Reggina gli occhi sono ovviamente puntati al Consiglio di Stato: è lì che si giocherà la battaglia decisiva per il destino del club.

Presentato il ricorso al Consiglio di Stato

I legali della Reggina hanno depositato oggi pomeriggio il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR. Hanno riflettuto a lungo se chiedere o meno il blocco del campionato, su cui avrebbe dovuto decidere il giudice monocratico nell’immediatezza. Hanno deciso di non farlo, evidenziando come la Federazione abbia compiuto un segnale molto positivo sospendendo le partite delle squadre su cui pende il contenzioso (Lecco e Reggina). Verranno recuperate in seguito nel corso della stagione, mentre per loro l’esordio sarà dopo la sosta per le nazionali. Sapete cosa prevede il calendario per la 5ª giornata (16 settembre)? Proprio Lecco-Reggina (o Lecco-Brescia o Perugia-Reggina o Perugia-Brescia). Anche questa non l’avrebbe potuta immaginare neanche il più folle regista di fantascienza.

La battaglia decisiva si giocherà in punta di diritto: tutto verterà sull’interpretazione della norma che avrebbe imposto alla Reggina il pagamento dello stralcio del debito previsto dall’omologa entro il 20 giugno. Dal punto di vista legale, il pool del club è particolarmente fiducioso rispetto al fatto che il TAR abbia completamente smontato l’aspetto che giuridicamente preoccupava di più la difesa della Reggina e cioè quello della non definitività dell’omologa. Un passaggio determinante, su cui la FIGC aveva puntato nei precedenti gradi di giudizio: se l’omologa non è definitiva, e in Appello o Cassazione venisse bocciata, la Reggina fallirebbe a campionato in corso con un enorme danno d’immagine e organizzativo per la Lega e la Federazione. Il TAR, invece, ha chiarito che la sentenza è esecutiva riferendosi alla giurisprudenza in merito. La bocciatura della Reggina, invece, è maturata esclusivamente per il mancato pagamento dei 757 mila euro al 20 giugno. La difesa del club evidenzierà come quella norma potesse essere interpretata diversamente, sottolineando come comunque la Reggina abbia pagato tutte le altre scadenze (circa 6 milioni di euro) entro il 20 giugno e poi si è prodigata a versare i 757 mila euro subito dopo l’esclusione della Covisoc, prima del Consiglio Federale, dimostrando l’assoluta buona fede dei propri comportamenti e la volontà di rispettare norme e regolamenti, su cui non c’era giurisprudenza e potevano quindi esserci differenti interpretazioni. E quindi alla fine aver pagato quell’F24 di cui abbiamo parlato a lungo in quei giorni su StrettoWeb – seppur ormai in ritardo rispetto alla scadenza del 20 giugno – ma comunque in anticipo rispetto ai trenta giorni concessi dall’omologa – si potrebbe rivelare determinante.

Non vogliamo dare nuove false illusioni a nessuno, ma che la partita sia ancora aperta lo confermano le preoccupazioni che emergono in questi giorni a Brescia proprio relativamente alle motivazioni fornite dal TAR. Anche perchè dopo un’eventuale successo della Reggina al TAR, il Brescia avrebbe avuto modo e tempo di presentare le proprie istanze al Consiglio di Stato. Invece dopo il Consiglio di Stato non ci sarà più nulla da fare: è l’ultima parola, senza ulteriore appello. Chi vince è dentro, chi perde è fuori.

La squadra verso il ritorno al Sant’Agata la prossima settimana

Intanto la serata del Granillo ha ricompattato tutto l’ambiente. Vedere così tante persone allo stadio il 9 agosto senza neanche una partita, ma solo per amore della bandiera amaranto, ribadisce l’importanza che oggi ha la Reggina a maggior ragione in una città priva di punti di riferimento. E’ lo sport come elemento di collante sociale, è la squadra della città come simbolo unico di identità e appartenenza comune. Al Sant’Agata – che dovrebbero rinominare San Massimo per quello che Taibi sta facendo in questi mesi così difficili – la strada è tutta in salita ma l’obiettivo è quello di ricreare le condizioni per sistemare la foresteria e almeno un campo affinchè la squadra possa tornare ad allenarsi a partire dalla prossima settimana, subito dopo Ferragosto, probabilmente già mercoledì 16 o giovedì 17. In tal senso si sta lavorando anche con medici, fisioterapisti e massaggiatori. Inzaghi non ci sarà più: di fatto risulta esonerato in base all’accordo collettivo Figc-Lega-Aiac che all’articolo 8 recita: “In presenza di contratto pluriennale la società è tenuta a presentare, anno per anno, e comunque entro il 30° giorno successivo all’inizio della stagione sportiva, la richiesta di tesseramento sottoscritta dall’Allenatore, salvo sia intervenuta risoluzione del Contratto. Qualora la Società ometta di presentare la richiesta di tesseramento entro il termine di cui al primo comma, l’Allenatore dovrà intendersi a tutti gli effetti esonerato ai sensi del successivo art. 9“.

Ma che Inzaghi non ci sarebbe stato più era arcinoto, al punto che già da tempo Taibi ha blindato il nuovo allenatore per la prossima serie B in caso di riammissione. Intanto i calciatori non possono arrivare ad inizio campionato fuori forma ed è nell’interesse di tutti che riescano ad allenarsi anche perchè in caso di riammissione molti rimarranno alla Reggina. I big in partenza sono Di Chiara (Palermo o Bari), Rivas e Majer ma ad oggi sono ancora tutti in organico. Complessivamente si tratta di 20 calciatori, dopo l’addio di Canotto che è tornato al Frosinone perchè la Reggina non ha onorato l’obbligo di riscatto del prestito oneroso. Il più grande paradosso di tutta questa vicenda è che nessuno è andato via di propria volontà, nonostante le condizioni disumane che la stessa squadra ha denunciato nella commovente lettera di ieri. I calciatori in prestito e in scadenza sono stati abbandonati al loro destino senza neanche un saluto ufficiale del club, che da Santander ha ottenuto la rescissione per risparmiare l’ingaggio più oneroso; Canotto l’hanno perso per non aver onorato gli accordi contrattuali col Frosinone, Inzaghi l’hanno di fatto esonerato. Nella dirigenza tra chi non riceve stipendio da cinque mesi e chi ha il contratto scaduto da giugno in molti hanno dato le dimissioni e stanno lavorando altrove. Rimangono stoicamente, eroicamente, Massimo Taibi e questi 20 reduci amaranto che ieri si sono commossi sotto la Curva Sud. Ancora lacrime, come quelle di Bolzano, come quelle versate al Sant’Agata nel pomeriggio della sentenza del TAR. Con la speranza di ritrovarsi ancora insieme. Non è soltanto un sogno: la partita è ancora aperta. Dopo la delusione per la batosta del TAR, la fiammella della speranza è di nuovo accesa.

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