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Monta l’indignazione della città per le clientele di Falcomatà. La mamma di un bimbo malato senza casa: “per un tetto mi sarei candidata anche io”

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Reggio Calabria, la lettera di una mamma a StrettoWeb dopo l’articolo di ieri: monta la rabbia e l’indignazione della città

L’articolo pubblicato ieri su StrettoWeb, “Chi ha votato Falcomatà? Nomine, incarichi, assunzioni e persino alloggi popolari: i NOMI dei candidati che dovevano “ricambiare un favore”” ha scatenato la rabbia e l’indignazione della città che certi riferimenti di un determinato sistema di potere li conosceva e li mormorava da anni e anni. I nomi elencati nell’articolo di ieri sono solo una piccola parte rispetto al lungo elenco di candidati delle liste di Falcomatà legati a un doppio filo di interessi e clientele. Come Bibi Caridi (lista “Innamorarsi di Reggio“), marito di Tina Ielo, responsabile dell’ufficio della segreteria del Sindaco. Gli incarichi e le prebende che molti dei 333 candidati hanno ottenuto, direttamente o indirettamente, sono infiniti e spiegano il risultato elettorale dell’uscente, nonostante l’acclarato fallimento amministrativo testimoniato dalle condizioni degradate della città.

Tra le testimonianze più importanti raccolte dalla nostra Redazione dopo l’articolo di ieri c’è quella di una donna di 40 anni, mamma di un ragazzino malato. “Sono stata sposata con un reggino che mi ha sempre maltrattata e mi ha fatto subire tanti soprusi prima di essere allontanato dalle forze dell’ordine“, ha scritto la signora a StrettoWeb. “Mio figlio ha 11 anni , ha la leucemia e ha già subito un trapianto. Viviamo con 500 Euro al mese riconosciuti al mio bambino. Mi sono affidata ai servizi sociali del Comune che mi hanno lasciata sola e abbandonata. Mi sono affidata ad un avvocato e allegando copia di tutta la mia situazione soprattutto di tutti i certificati medici di Fabio (non è il vero nome ma non voglio che leggendo si senta mortificato) ho richiesto al Comune un alloggio popolare. Pago ogni mese 300 euro di affitto per una casa umida,fredda in inverno e caldissima in estate..  solo grazie ad alcuni reggini generosi riusciamo a mangiare. Ieri ho letto il vostro articolo… mi rivolgo al Sindaco… per avere una casa popolare bisogna candidarsi con le vostre liste?? Non ho neanche la tessera elettorale ma per avere un tetto lo avrei fatto!!! Mi rivolgo alla Magistratura..voglio giustizia!! Io sono pronta a fornire anche la mia richiesta protocollata al Comune..io sono pronta a denunciare!!! Ho visto l’elenco… Il candidato è risultato in graduatoria per un alloggio popolare ammissibile con 12 punti grazie ad una Commissione che si è riunita il 3 luglio 2020. Voglio verità!! In base a quali criteri sono stati assegnati questi punti?? Forse il criterio è quello di ricambiare il dono candidandosi nella lista del PD dove vi è anche il  delegato consigliere al patrimonio edilizio ??? La determina del Patrimonio Edilizio è quella del 14/07/2020 “EMERGENZA ABITATIVA.PUBBLICAZIONE GRADUATORIA PER L’ASSEGNAZIONE TEMPORANEA DI ALLOGGI.ELENCHI ISTANZE AMMISSIBILI E NON AMMISSIBILI”. Chi ha il potere di verificare lo faccia!!! Voglio sapere se quel tale candidato  ha realmente diritto ad avere la casa!! Voglio sapere perchè io e mio figlio dobbiamo vivere di beneficenza e per pagare l’affitto devo farmi comprare da mangiare dai vicini di casa!!!“.

Per completezza d’informazione, pubblichiamo integralmente anche la replica inviataci dal prof. Giuseppe Cantarella:

Laddove il mio nome viene inserito in un elenco di persone con la giustificazione, di cui al titolo, di “candidati che dovevano ricambiare un favore”, vi faccio presente che la mia nomina a Presidente della Commissione Toponomastica è avvenuta il 14.6.2016 ed il relativo incarico è assolutamente gratuito. Non capisco, dunque, quale favore dovrei ricambiare. In questi 4 anni e mezzo la Giunta comunale, su nostro supporto, ha finalmente dato gli indirizzi ad Arghillà, Archi CEP, Archi Scaccioti, Pellaro, e messo ordine alla toponomastica di Sbarre. Alle scorse elezioni mi sono candidato di mia spontanea volontà (non sono mai stato il servo di nessuno) ed ho raccolto 52 voti (non 50). Avrei voluto continuare ad impegnarmi per la città, ma l’elettorato ha deciso così. È il bello della democrazia pulita nella quale io credo. Laddove viene scritto “innamorato del Sindaco” dite una cosa vera, dal momento che la famiglia Cantarella e la famiglia Falcomatà sono legate da antica amicizia che rimonta a tempi non sospetti e travalica la politica, ed il sottoscritto ha visto crescere l’attuale Sindaco. Ed infine, laddove scrivete di un “sistema di potere ampiamente rodato in sei lunghi anni di gestione di Palazzo San Giorgio, un sistema fatto di aiuti, favori, incarichi, assunzioni e prebende da ricambiare con l’impegno elettorale”, vi posso fare presente che, almeno per quanto mi riguarda, io ho fatto parte di una squadra esclusivamente per spirito di servizio a favore della città, e non mi riconosco in questa vostra azzardata ricostruzione“.

Scusandoci per i 2 voti sottratti erroneamente nella ricostruzione, prendiamo atto della posizione del prof. Cantarella e ribadiamo che la politica delle clientele non è un reato. Ma l’unico voto di scambio che vorremmo si praticasse davvero nella nostra città, è quello su cui si basa il concetto della democrazia: io ti voto se riesci a far funzionare le cose, a fornire i servizi essenziali, a tenere le strade asfaltate, a raccogliere i rifiuti, a portare l’acqua nelle abitazioni, a curare il verde pubblico, a farci vivere in spazi curati e decorosi. Non ci sarebbe bisogno di elargire nomine, assunzioni, prebende e incarichi a destra e manca per poi raccogliere o pretendere i voti di coloro a cui hai fatto un favore. Basterebbe governare bene, e arriverebbe in modo spontaneo e genuino il consenso di tutti.