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Iker Casillas racconta l’infarto: “paura di dormire a pancia in giù e degli starnuti”

Foto Getty / Paolo Bruno

Iker Casillas torna a parlare dell’infarto avuto a maggio 2019: il portiere spagnolo racconta quei drammatici momenti e le successive paure

Per i tifosi del Real Madrid è stato ‘San Iker’, il santo protettore della porta dei ‘Blancos’ e della Spagna, per quelli del Porto più un miracolato. Nel maggio del 2019 Iker Casillas ha rischiato di perdere la vita a causa di un infarto: malore improvviso, fortunatamente avvenuto in allenamento, con i compagni e i medici che gli hanno prestato subito soccorso, fosse accaduto a casa chissà come sarebbe andata a finire.

Casillas torna con la mente a quel giorno nel documentario ‘Colgar las alas’, raccontando quel preciso momento e le successive paure provate: “il primo maggio 2019 faccio quello che facevo tutti i giorni. Cominciamo ad allenarci e di solito facciamo due giri di campo. Per mezzo secondo ho la sensazione di sentirmi diverso quando cerco di prendere aria e vedo che mi manca il respiro. Ma nella mia testa penso che sia allergia. Poi comincio ad avere un’altra sensazione, non riesco a respirare, mi getto a terra e dico che non ce la faccio. È come stare sul fondo di  una piscina profonda due metri, vorresti risalire e non ce la fai. Era angosciante, l’aria mi mancava sempre di più. Ma quando stavamo andando all’ospedale continuavo a pensare che fosse allergia, non poteva essere un infarto. Se mi fosse successo il giorno prima, mi sarebbe successo a casa, magari avrei provato a resistere, non avrei preso una decisione. Sicuramente sarei rimasto dov’ero. Non ho mai più dormito a pancia in giù, persino uno starnuto è un dramma. Il dottore mi diceva ‘Iker, non ti lascio morire’. Ma c’è stato un giorno che ero così angosciato che ho detto: ‘Basta, mi metto a dormire. E se non mi sveglio più così sia, ma voglio provare a riposare’“.