Cateno De Luca non usa mezzi termini e denuncia quella che definisce una campagna di delegittimazione costruita ad arte contro Roberto Cicala, già assessore del comune di Messina, sul maxi pignoramento dell’Agenzia di Riscossione. “Complimenti a tutti gli sciacalli e garantisti a convenienza”, esordisce, puntando il dito contro chi, a suo dire, starebbe strumentalizzando fatti risalenti a oltre un anno fa per colpire l’attuale contesto elettorale. De Luca rivendica un legame personale e professionale con Roberto Cicala che dura da oltre un decennio: “l’ho scoperto io nel 2012 in un sottoscala di Santa Teresa di Riva e collabora con me da quasi quindici anni”. Un rapporto che, sottolinea, lo spinge oggi a esporsi in prima persona per difenderne la reputazione. Nel suo intervento, De Luca difende la professionalità di Cicala, ritenendo ingiuste le accuse e le ricostruzioni circolate nelle ultime ore. “Non merita di essere sporcata così”, afferma, annunciando di voler “metterci la faccia” contro quelle che definisce “mistificazioni e mascariamento”.
Altro punto centrale riguarda il tempismo della vicenda: secondo De Luca, si tratterebbe di un attacco mirato in piena campagna elettorale, alimentato da “professionisti del fango”. Sottolinea inoltre che Cicala non è coinvolto direttamente nella competizione politica attuale, avendo già rassegnato le dimissioni da assessore e non essendo candidato. De Luca denuncia poi un fenomeno più ampio, quello dell’esposizione mediatica di fatti privati a fini politici: “non possono essere sempre oggetto di sputtanamento pubblico”, afferma, ricordando come dinamiche simili abbiano già coinvolto la sua famiglia in passato. Infine, il leader evidenzia il contributo dato da Cicala nella gestione amministrativa dei comuni, in particolare nel risanamento dei bilanci, definendo il suo operato “fondamentale”.


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