“In merito ad alcune strumentali ed errate interpretazioni del mio comunicato di ieri, intendo chiarire una volta per tutte un punto fondamentale: non ho mai nominato i tifosi, non ho mai fatto riferimento ai gruppi organizzati, né tantomeno la mia riflessione era diretta a chi vive la Curva e lo stadio con passione pura. Al contrario, considero da sempre la nostra tifoseria la prima, autentica parte lesa di tutta questa mortificante vicenda. I tifosi della Reggina fanno sacrifici veri da anni per seguire la maglia in tutta Italia e meritano soltanto rispetto e tutela”. Così il Senatore reggino della Lega, Tilde Minasi, interviene per sgombrare il campo da equivoci e ribadire l’esclusivo perimetro politico del suo intervento, quello espresso ieri in una nota per commentare le carte della Procura Federale sull’inchiesta riguardante gli ultras e la vecchia proprietà della Reggina.
“Voglio precisare con chiarezza – prosegue il Senatore – che, fermo restando il dovuto rispetto per le garanzie giudiziarie, la presunzione d’innocenza e la massima cautela dovuta a un’inchiesta che è soltanto all’inizio e per la quale non vi è alcuna sentenza definitiva, il mio intervento ha voluto esprimere una netta e irrevocabile condanna politica e morale. Dagli atti resi noti emerge lo scoperchiamento di un vero vaso di Pandora su una gestione societaria sleale e immorale, che ha ricalcato le orme del disastro a cui avevamo già tristemente assistito con l’era Saladini” .
“Il mio duro atto d’accusa – incalza Minasi – era ed è rivolto per intero contro la vecchia amministrazione comunale a trazione PD, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà e dall’allora vicesindaco Paolo Brunetti. In 12 anni di guida della città, la sinistra ha collezionato un record negativo assoluto e senza precedenti nella storia ultracentenaria amaranto: tre fallimenti societari e ben quattro campionati trascorsi nel buio dei dilettanti. Falcomatà e Brunetti hanno determinato lo sprofondo calcistico della nostra città, prima con l’epilogo di Saladini e poi scegliendo personalmente Ballarino nell’estate del 2023″.
“In quei mesi – ricorda la parlamentare reggina – l’amministrazione comunale blaterava continuamente di ripartenza morale, garantendo ai cittadini e ai tifosi che quella scelta avrebbe portato legalità e trasparenza. Oggi, invece, le carte della Procura della Repubblica e le intercettazioni ci consegnano un quadro grottesco, a dir poco surreale: altro che rigore e legalità, quello che sembra emergere è una gestione caratterizzata da assoluta indegnità, mediocrità e pratiche torbide. Questa è la verità politica che nessuno può cancellare”.
“Proprio perché i tifosi reggini hanno subito per anni l’umiliazione di promesse tradite e di gestioni inadeguate, era doveroso denunciare questa pagina buia. Oggi, fortunatamente, la città e la tifoseria possono finalmente contare su una proprietà nuova, solida, davvero trasparente e ambiziosa, capace di restituire credibilità al nostro calcio e di riportare la Reggina sui palcoscenici che merita”.



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