Non soltanto le delusioni sportive, le promozioni mancate e le figuracce sul campo che hanno accompagnato la Reggina negli ultimi tre anni. La gestione della precedente proprietà amaranto presenta adesso un altro capitolo, ben più delicato, che riguarda i rapporti tra i vertici societari e alcuni esponenti della tifoseria organizzata. StrettoWeb è riuscita a ottenere e visionare il documento integrale di conclusione delle indagini della Procura Federale della FIGC, datato 13 ottobre 2026, a firma del procuratore Giuseppe Chiné. Dieci pagine nelle quali vengono ricostruiti incontri riservati, interlocuzioni telefoniche, consegne di denaro contante e, infine, la decisione degli stessi dirigenti di interrompere i rapporti con tre esponenti del gruppo ultras “Diffidati Liberi – Curva Sud Reggio Calabria”. I protagonisti della vicenda sono Virgilio Salvatore Minniti, presidente della società, e Antonino Ballarino, socio di maggioranza. E nelle intercettazioni spunta anche la figura dell’ex DG Giuseppe Praticò. Il documento trae origine dagli atti trasmessi dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e contiene contestazioni disciplinari che, è necessario precisarlo, non costituiscono ancora un accertamento definitivo di responsabilità.
Di certo, dal racconto emerso, potrebbero anche essere svelate tante delle domande che ci siamo posti negli scorsi tre anni. Domande che, appunto, faticavano a trovare delle risposte. Domande che, comunque, abbiamo continuato a porci anche in questi primi mesi di nuova proprietà. Per esempio, rispetto al clima da “funerale” nel corso dell’ultima bella e larga vittoria contro il Ragusa per 5-2. Su StrettoWeb, per tre anni, di domande ce ne siamo poste tante, raccontando al contempo tutto il contorno e facendolo come voce quasi unicamente fuori dal coro, perlomeno all’inizio. E anche da questi racconti emerge il perché di quel racconto, il perché di quella linea, il perché anche di determinati insulti, strategici. E poi quelle conferenze, al grido di “vergogna”, quando qui – di vergognoso – ci sono solo i contenuti delle intercettazioni qui di seguito riportate. Anche per questo, altresì, abbiamo sin dall’inizio esaltato la nuova proprietà targata Claudio Lotito, società sana e sinonimo di onestà e serietà.
Gli incontri riservati con gli ultras: dal febbraio 2024 all’aprile 2025
La ricostruzione della Procura Federale comincia ben prima delle telefonate che avrebbero sancito la rottura tra società e ultras. Secondo gli atti acquisiti, sarebbero stati intrattenuti rapporti ripetuti con tre ultrà, già coinvolti nelle indagini che avevano portato all’adozione di provvedimenti restrittivi nei confronti di appartenenti alla tifoseria organizzata. Nel dispositivo si legge che i rapporti sarebbero consistiti in “incontri ed interlocuzioni aventi ad oggetto le richieste del gruppo ultras, le contestazioni rivolte alla società, le scelte societarie e sportive e la concessione di somme di denaro ed altre utilità”. Una descrizione che restituisce la portata della vicenda: non soltanto contatti occasionali tra dirigenti e sostenitori, ma una serie di interlocuzioni che, secondo la ricostruzione degli investigatori recepita dalla Procura Federale, avrebbero riguardato anche questioni interne alla vita del club e richieste economiche.
Il primo incontro indicato nel documento risale al 23 febbraio 2024, a Reggio Calabria, tra Minniti e gli esponenti ultras. Il successivo è datato 3 marzo 2024, in occasione dell’inaugurazione di una struttura cittadina: a questo appuntamento, secondo la Procura Federale, avrebbe partecipato anche Antonino Ballarino. Le interlocuzioni sarebbero poi proseguite il 27 aprile 2024, il 30 settembre, l’11 e il 22 ottobre e il 19 novembre dello stesso anno. Il calendario ricostruito nel provvedimento riprende il 19 gennaio 2025 e continua con gli incontri del 25 gennaio, 25 febbraio, 3 marzo, 5 marzo, 20 marzo, 27 marzo, 15 aprile e 26 aprile 2025. In totale, il documento individua almeno sedici occasioni di incontro tra i dirigenti e gli esponenti del gruppo ultras, distribuite nell’arco di quattordici mesi. Appuntamenti avvenuti in diversi punti della città, presso uffici, strutture private e altri luoghi, alcuni dei quali non perfettamente identificati dagli investigatori.
Le consegne di denaro: sei episodi e almeno 7.300 euro in contanti
È proprio il capitolo economico uno degli aspetti più rilevanti dell’intero dispositivo. La Procura Federale contesta ai dirigenti di avere effettuato, in favore dei tre esponenti ultras, plurime dazioni di denaro contante per un importo complessivo di almeno 7.300 euro. La cifra non è generica, ma viene ricostruita attraverso sei episodi distinti, con indicazione delle date, degli importi e dei destinatari. La prima consegna riportata risale al 25 gennaio 2025, quando sarebbero stati versati circa 1.000 euro a un esponente del tifo organizzato. Un mese dopo, il 25 febbraio, la Procura individua un’ulteriore consegna di 900 euro allo stesso esponente ultras. La somma più consistente sarebbe stata corrisposta il 5 marzo 2025: 2.600 euro destinati a due ultrà. A questa si aggiungerebbero altre tre consegne: 900 euro il 4 aprile, altri 900 euro il 15 aprile agli stessi tre esponenti e infine 1.000 euro il 26 aprile. Sei episodi in poco più di tre mesi, per una cifra complessiva che gli investigatori quantificano in almeno 7.300 euro.
Il dato assume particolare rilievo se collegato alla durata e alla continuità delle interlocuzioni. Gli incontri, secondo il documento, sarebbero iniziati nel febbraio 2024, mentre le consegne di denaro specificamente ricostruite si concentrano tra gennaio e aprile 2025. Il dispositivo non consente di affermare che in ognuno degli appuntamenti precedenti siano state corrisposte somme, né di attribuire destinazioni ulteriori al denaro rispetto a quelle indicate dagli investigatori. È però la stessa Procura Federale a contestare a Minniti la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità previsti dall’articolo 4 del Codice di giustizia sportiva, anche in relazione all’articolo 25, comma 10, riguardante il divieto di intrattenere rapporti con esponenti di gruppi di sostenitori. Per Ballarino la posizione viene ricostruita in maniera differente: oltre alla partecipazione all’incontro del 3 marzo 2024, gli viene contestato di avere consentito o comunque non impedito le dazioni di denaro da parte del presidente Minniti, nella consapevolezza, secondo l’ipotesi della Procura, della natura continuativa dei rapporti con gli ultras.
L’11 maggio 2025, la telefonata decisiva: “Non gli dare più una lira! Finito, finito”
La parte forse più significativa dell’intero documento arriva alla fine della ricostruzione, quando la Procura Federale riporta il contenuto di due conversazioni telefoniche intercettate l’11 maggio 2025. È il momento nel quale emerge la volontà di Antonino Ballarino di interrompere i rapporti con gli esponenti ultras e di far cessare qualsiasi corresponsione di denaro. La prima telefonata viene registrata alle 21:29:05 ed è intercorsa direttamente tra Ballarino e Minniti. Le parole riportate nel provvedimento sono particolarmente esplicite: “…ma loro la pagano, perché quest’anno con loro non ci sederemo più hai capito? Quest’anno con loro, non riconosceremo più la Curva Sud… non gli dare più una lira! Finito, finito, capito? Basta, hanno finito, loro hanno finito…[…]”.
La stessa sera, meno di quaranta minuti dopo, arriva un’ulteriore conversazione. Alle 22:06:31 Ballarino parla con Giuseppe Praticò. Anche in questo caso la Procura Federale riporta testualmente alcuni passaggi. Praticò osserva: “loro…neanche soldi più prendono…quindi, è così ormai”. Ballarino risponde: “gli ho detto a Virgilio, gli ho detto a Virgilio, gli ho detto a Virgilio…da questo momento stagli lontano, se ti chiamano perché domenica…tu gli devi dire “no no sono fuori mi dispiace non ci sono” … punto…[…]…non ci sei e quindi…punto…non ci sei…”.
Nel dispositivo, firmato da Giuseppe Chiné sulla proposta del sostituto procuratore federale Alessandro D’Oria, si afferma che gli elementi raccolti non giustificano, allo stato, l’archiviazione delle posizioni dei due ex dirigenti e che la Procura intende procedere al deferimento.
La Procura esclude responsabilità dell’attuale Reggina: la nuova proprietà è estranea ai fatti contestati
C’è un passaggio del documento che merita particolare attenzione anche per il futuro della società amaranto. La Procura Federale esclude la sussistenza dei presupposti per una responsabilità disciplinare diretta o oggettiva dell’attuale Reggina in relazione alle condotte contestate ai precedenti dirigenti. Il motivo è individuato nella discontinuità soggettiva e giuridica determinata dal passaggio di proprietà del 26 giugno 2026. Secondo quanto riportato nel dispositivo, l’attuale società è stata interamente acquisita da soggetti nuovi, privi di collegamenti diretti o indiretti con la precedente compagine, ed è stata modificata anche la composizione degli organi societari. Chiné evidenzia che non sussiste una continuità tale da giustificare l’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dell’attuale Reggina. È un chiarimento fondamentale, perché separa le contestazioni rivolte personalmente a Ballarino e Minniti dalle responsabilità della società oggi impegnata nel campionato di Serie D.


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