Occhiuto: “non ho intenzione di lasciare la Regione, resto in Calabria”

Il presidente risponde in Consiglio regionale assicura che resterà alla guida della Calabria. Sul caro carburante rivendica i 15 milioni stanziati dalla Regione e chiede un intervento straordinario dell’Europa sul modello Covid

Roberto Occhiuto sceglie l’Aula del Consiglio regionale della Calabria per rispondere direttamente alle critiche arrivate nelle ultime ore dalle opposizioni e, soprattutto, per chiarire quale sarà il suo futuro alla guida della Regione. Il presidente respinge l’ipotesi di un progressivo disimpegno dalla Calabria legato alla sua crescente presenza nel dibattito politico nazionale e pronuncia parole nette sulla durata della legislatura. “Voglio tranquillizzare l’opposizione: questa legislatura durerà, non ho intenzione di lasciare la Regione Calabria”, sottolinea Occhiuto.

Il ruolo nazionale di Occhiuto: “una circostanza positiva”

Il presidente ha respinto anche l’idea che una maggiore influenza negli equilibri della politica nazionale possa necessariamente tradursi in un minore impegno per la Calabria. Al contrario, Occhiuto sostiene che una maggiore autorevolezza nazionale del presidente della Regione possa essere utilizzata per portare con maggiore forza le questioni calabresi ai tavoli istituzionali. “Se il presidente della Regione guadagna autorevolezza nella politica nazionale e riesce a chiedere alla politica nazionale di interessarsi di più a certe questioni, questa dovrebbe essere una circostanza considerata positiva da tutti”, sottolinea. Nella lettura proposta dal governatore, dunque, le due dimensioni non sarebbero in contraddizione. Il peso acquisito nella politica nazionale dovrebbe, secondo Occhiuto, diventare uno strumento utile per richiamare l’attenzione del Governo e delle istituzioni centrali sui problemi della Calabria.

Caro carburante, 15 milioni di aiuti

Una parte consistente dell’intervento è stata dedicata all’emergenza legata al prezzo dei carburanti, diventata uno dei temi centrali del confronto politico regionale. Il Consiglio regionale ha affrontato nella stessa giornata il tema delle risorse da destinare alle categorie economiche maggiormente colpite dagli aumenti, mentre la Giunta ha individuato in 15 milioni di euro lo stanziamento complessivo da utilizzare per gli interventi contro il caro carburante. Occhiuto ha spiegato che l’intenzione della Regione è quella di intervenire cercando di ampliare il più possibile la platea dei soggetti interessati dagli aiuti. “Abbiamo deciso di mettere risorse per ristorare anche soggetti che, secondo la legge nazionale, non potrebbero essere ristorati”. Il presidente rivendica quindi la scelta di utilizzare risorse regionali anche per situazioni che, sulla base della normativa nazionale, non rientrerebbero negli interventi di ristoro.

“Il caro carburante non può essere risolto da una Regione”

Allo stesso tempo, Occhiuto ha chiarito che un intervento regionale, per quanto significativo, non può essere considerato sufficiente per affrontare un fenomeno che ha una dimensione molto più ampia. “Ci siamo interrogati su tutto quello che si potesse fare, sapendo che questa non è una problematica che può essere affrontata e risolta da una Regione”, puntualizza. Il governatore colloca quindi il problema su un piano nazionale ed europeo, sostenendo che gli strumenti a disposizione di una singola amministrazione regionale abbiano inevitabilmente dei limiti. La Regione, nella sua impostazione, deve intervenire utilizzando gli spazi e le risorse disponibili, ma la risposta strutturale alla crescita dei costi energetici e dei carburanti richiede decisioni che vadano oltre il livello territoriale.

Il confronto con il Governo nazionale e l’Europa

Occhiuto ha riferito che è in corso un lavoro per verificare se possano essere individuati ulteriori margini di flessibilità nell’impiego delle risorse europee. L’ipotesi è quella di valutare anche un’azione condivisa con altre Regioni, in modo da rafforzare la richiesta nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee. Il presidente ha allargato il ragionamento alla crisi energetica, individuando nell’aumento dei costi dell’energia uno degli elementi che stanno mettendo maggiormente sotto pressione famiglie e imprese. Secondo Occhiuto, il problema non riguarda esclusivamente la Calabria e nemmeno soltanto l’Italia. La dimensione europea della crisi diventa quindi, nel suo intervento, un elemento centrale per comprendere perché le misure regionali non possano essere considerate risolutive.

Energia e carburanti, una crisi che supera i confini regionali

Il governatore ha richiamato anche gli interventi adottati a livello nazionale per tentare di contenere l’aumento dei prezzi. Pur riconoscendo l’esistenza di misure già attivate, Occhiuto sostiene che il problema richieda strumenti più incisivi e una capacità di intervento straordinaria. L’aumento dei costi energetici, nella ricostruzione proposta dal presidente, produce conseguenze che coinvolgono direttamente il sistema produttivo e le famiglie e finiscono per incidere sull’intera economia. Da qui la richiesta di non limitare la discussione alla quantità di risorse che può mettere in campo la Regione, ma di affrontare il tema attraverso una risposta coordinata tra i diversi livelli istituzionali.

Occhiuto guarda all’Europa: “faccia come durante il Covid”

È proprio sul ruolo dell’Unione europea che Occhiuto ha concentrato la parte conclusiva del proprio intervento. Il presidente ha invitato anche le forze di opposizione a confrontarsi sulla possibilità di chiedere all’Europa una maggiore flessibilità sui conti pubblici. Come precedente, Occhiuto ha richiamato ciò che avvenne durante l’emergenza pandemica. “Durante il Covid c’era una situazione di estrema emergenza e il Patto di stabilità è stato sospeso”. Il ragionamento del presidente è che anche l’attuale scenario internazionale, caratterizzato dalle guerre e dalle loro conseguenze economiche, dovrebbe essere affrontato attraverso strumenti straordinari.

“Dare agli Stati la possibilità di fare interventi in deroga”

Da qui la proposta avanzata dal governatore calabrese: consentire agli Stati di utilizzare maggiori risorse per contrastare le conseguenze economiche della crisi senza essere vincolati, almeno temporaneamente, dalle regole ordinarie. “Sarebbe intelligente applicare lo stesso modello, dare agli Stati la possibilità di fare interventi in deroga ai vincoli del Patto di stabilità e utilizzare risorse per affrontare questa situazione”. Occhiuto propone quindi di prendere come riferimento l’esperienza della fase Covid e di applicare una logica analoga all’attuale situazione internazionale. Nella sua impostazione, la maggiore flessibilità consentirebbe ai governi nazionali di intervenire con strumenti economici più ampi a sostegno dei territori e delle categorie che stanno subendo maggiormente l’aumento dei costi.