Negli ultimi anni hanno avuto ben poco da festeggiare in Italia e hanno allargato i propri orizzonti. Dopo aver esultato per Mamdani a New York (la città dell’attentato alle Torri Gemelle che ha aperto a un sindaco sciita celebrato dal regime) oggi festeggiano la vittoria di Lula in Brasile. La sinistra italiana si accontenta di questo, celebrare i successi altrui parlando di democrazia in risposta alla deriva della destra estrema e autoritaria. Ne deriva che la democrazia esiste solo se vince la sinistra: se vince la destra, non si sa secondo quale principio, non è più il popolo a decidere, non è più una vittoria della democrazia.
M5S: “vittoria del popolo e della democrazia”
In una nota della delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, si legge: “la vittoria di Lula alle elezioni presidenziali in Brasile è innanzitutto una vittoria di popolo. Una partecipazione record di oltre 128 milioni di cittadini – l’80,8% di affluenza – ha ribaltato l’esito del primo turno grazie soprattutto a ben 3 milioni di elettori in più che si sono recati alle urne rispetto al primo turno del 4 ottobre. Lula ha fatto una straordinaria campagna, di orgoglio e di identità contro le interferenze straniere che in tutti i modi hanno provato a condizionare l’esito del voto. – prosegue la nota – A tal proposito, sono vergognose le accuse di brogli che arrivano Trump e vanno respinte al mittente: noi non dimentichiamo i tanti colpi di stato in molti Paesi sudamericani supportati e facilitati dagli Stati Uniti e, da ultimo, il rapimento del Presidente venezuelano per accaparrarsi le risorse energetiche. Oggi ha vinto la democrazia, tutta l’Unione europea si congratuli con il vincitore“.
Fratoianni: “alternativa alla destra dell’autoritarismo e della guerra”
“Due splendide notizie. In Serbia la lista indipendente degli studenti che riuniva le opposizioni batte a sorpresa la destra di Vucic, mentre in Brasile Lula per la prima volta nella storia ribalta il risultato al secondo turno e batte Flavio Bolsonaro. Due grandi risposte di popolo chiare e forti“. È quanto scritto su Facebook Nicola Fratoianni di Avs. “Due grandi risposte di popolo chiare e forti, che in Paesi e contesti molto diversi fermano l’avanzata della destra estrema e autoritaria, – prosegue il leader rossoverde – offrendo un’alternativa concreta scegliendo un futuro di diritti e libertà invece che di odio e paura.
Ed è la dimostrazione che è possibile battere la destra e la sua internazionale nera, al servizio di potenti e grandi capitali, attraverso la mobilitazione di piazza, proposte radicali e una grande partecipazione popolare. Un’onda democratica di speranza e di riscatto – conclude Fratoianni – che parla al mondo intero. Ascoltare questo messaggio è anche compito nostro. Oggi ci svegliamo più felici. C’è alternativa alla destra dell’autoritarismo e della guerra“.
Democrazia, pace… con le congratulazioni di Putin
Una vittoria democratica, contro la destra autoritaria e guerrafondaia. Un pensiero che difficilmente riesce a conciliarsi con Vladimir Putin. Il dittatore russo, che da diversi anni muove una guerra sanguinosa contro l’Ucraina, è stato tra i primi a congratularsi con Lula. Non proprio l’esempio di democrazia e di pace citato da Fratoianni. È pur vero che Avs sia contraria all’invio di armi all’Ucraina, quindi probabilmente il ragionamento è coerente: permettendo alla Russia di vincere la guerra si arriverebbe più facilmente alla pace. Maledetta destra guerrafondaia…


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