Il PD di Reggio Calabria è sempre più dilaniato, la nota degli ex dirigenti inchioda Falcomatà: “disimpegno o astensionismo da chi ha ricevuto tutto è inaccettabile”

Giovanni Cotroneo e Antonio Surace, già dirigenti del Partito Democratico, hanno analizzato la situazione, lanciando una stoccata proprio all'ex Sindaco reggino

La situazione in casa PD, a Reggio Calabria, continua ad essere tesa e confusa. Lo è da tempo, ormai, come raccontiamo su StrettoWeb, ma la fase precedente e subito successiva alle elezioni suppletive ha alimentato ancor di più questo clima tutt’altro che sereno. Dal “caso Melito”, in provincia, alle questioni “tutte reggine”; in tal senso tiene ancora banco la vicenda legata a Giuseppe Falcomatà, che rischia l’espulsione dal partito.

A ribadire questo stato di cose, Giovanni Cotroneo e Antonio Surace, già dirigenti del Partito Democratico, che hanno analizzato la situazione, lanciando una stoccata proprio all’ex Sindaco reggino.
“Le recenti elezioni suppletive per la Camera dei Deputati nel Collegio 5 di Reggio Calabria-Locri non hanno consegnato soltanto un verdetto numerico, ma hanno certificato un dato politico allarmante. Il tracollo dell’affluenza, crollata ad appena il 22,34%, non è una coincidenza: è il segno tangibile di una profonda disaffezione ma soprattutto di un’indignazione collettiva che allontanano i cittadini da certa politica. L’ennesima sconfitta subita dall’area progressista ed in particolare dal Partito Democratico sul territorio è la conseguenza diretta di questo distacco, non è un semplice dato elettorale, ma il sintomo evidente di un profondo disamore che allontana i cittadini dalla partecipazione democratica” si legge nella nota.

“Ciò che emerge con maggiore gravità in questa tornata è il cortocircuito etico interno alle dinamiche di partito. Assistere al disimpegno, all’ammiccamento verso l’astensionismo o persino alla scelta della scheda bianca da parte di chi, dal partito stesso, ha ricevuto tutto – ruoli, tutele e visibilità – rappresenta uno spettacolo inaccettabile. Questo comportamento, dettato unicamente da interesse personale non ottenuto o dal mancato posizionamento individuale, ferisce profondamente chi crede nella buona politica e nel servizio alla comunità”. E’ qui il riferimento chiaro a chi ha guidato la città per 12 anni.

Reggio Calabria ha bisogno di un PD che torni ad essere trasparente

“Rimanere delusi e indignati di fronte a simili logiche è una reazione non solo sana, ma del tutto legittima. Tuttavia, l’astensionismo di massa e la rassegnazione non possono essere la risposta definitiva. Il fatto stesso che figure libere, indipendenti e credibili continuino a impegnarsi in prima persona e a metterci la faccia indica che un’alternativa reale all’apatia generale è possibile ed è già in campo. È esattamente da questa energia pulita che è necessario ripartire sul territorio reggino. L’obiettivo immediato deve essere il ripristino di un sistema in cui il merito, le competenze, il radicamento territoriale e l’impegno reale tornino a contare rispetto alle rendite di posizione basate sulle appartenenze storiche o sui cognomi” si legge ancora.

“Reggio Calabria e la sua provincia hanno bisogno di un Partito Democratico che torni ad una politica trasparente, meritocratica e coraggiosa, capace di ridare una speranza e una voce a quel 77% di elettori che ha scelto di restare a casa. Le ripetute sconfitte del Partito Democratico in Calabria, e in modo particolare nel contesto di Reggio Calabria, nonostante si è amministrato per 12 anni, necessitano di decisioni immediate e radicali credibili, che convincano i cittadini a tornare alla partecipazione democratica” si chiude la nota.